BellaMa sorprende il pubblico con un tributo inedito alle vittime di Crans Montana

La scelta di Rai 2: memoria e responsabilità nel pomeriggio televisivo
Nel pomeriggio di Rai 2 il programma BellaMa guidato da Pierluigi Diaco trasforma l’intrattenimento in spazio di memoria, dedicando la puntata al ricordo dei sei ragazzi italiani morti a Crans-Montana. La televisione generalista assume così un ruolo civile, dando voce a scuole, famiglie e comunità colpite, con un tono sobrio e rispettoso che punta più all’ascolto che allo spettacolo.
Il racconto televisivo del lutto collettivo
Le immagini di Rai 2 rinunciano alla spettacolarizzazione del dolore, scegliendo campi lunghi, pochi primi piani e tempi lenti. Le testimonianze vengono lasciate scorrere senza interruzioni, con domande misurate di Diaco. Questa regia costruisce un racconto partecipato, in cui il pubblico è spettatore ma anche parte di un lutto collettivo, riconosciuto e condiviso su scala nazionale.
Nel flusso del day-time, la scelta di rallentare rompe il ritmo consueto e segnala l’eccezionalità dell’evento. La memoria delle vittime diventa momento di servizio pubblico, non parentesi emotiva da palinsesto.
Dal talk all’ascolto: il modello BellaMa
BellaMa abbandona la logica del confronto acceso tipica dei talk show e adotta una struttura quasi documentaria. Nessuna sovrapposizione di voci, nessuna ricerca del conflitto: solo ospiti che portano ricordi diretti, legami concreti con le vittime. Questo spostamento dalla discussione all’ascolto ridefinisce il ruolo del conduttore, che diventa facilitatore di narrazioni e garante del tono, più che protagonista del format.
Per Rai 2 è anche un investimento reputazionale: mostrare che l’emotività televisiva può essere gestita con misura, privilegiando la dignità dei soggetti coinvolti rispetto allo share.
Le testimonianze delle scuole e delle comunità colpite
Il cuore della puntata è occupato dalle voci delle scuole e dei circoli sportivi legati ai sei ragazzi. Dal Liceo Cannizzaro di Roma al Liceo Righi di Bologna, fino al Golf e Tennis Club Rapallo, la narrazione si compone di tasselli locali che costruiscono un mosaico nazionale di dolore, affetto e resilienza.
Riccardo Minghetti e il vuoto nelle aule del Cannizzaro
Docenti e studenti del Liceo Cannizzaro ricordano Riccardo Minghetti nel giorno che sarebbe stato il suo diciassettesimo compleanno. Le loro parole restituiscono la quotidianità spezzata: il banco vuoto, i corridoi, le chat di classe che continuano a citarlo. La scuola emerge come comunità ferita ma coesa, impegnata a trasformare il ricordo in progetti educativi e momenti di condivisione, per aiutare i ragazzi a elaborare il trauma senza rimozioni né retorica.
Il racconto televisivo mette al centro il linguaggio dei coetanei, mostrando come l’adolescenza affronti la perdita con una maturità spesso sottovalutata.
Emanuele Galeppini e il simbolo del Golf Club Rapallo
Dal Golf e Tennis Club Rapallo, il collegamento con l’inviato Andrea Amato dà forma al ricordo di Emanuele Galeppini. Compagni e allenatori lo descrivono come talento vero, disciplinato e solare. La decisione di portare sulle divise un logo commemorativo per tutta la stagione trasforma l’omaggio in gesto identitario del club. Ogni gara diventa occasione per ricordarlo in modo concreto, collegando performance sportiva e memoria.
Il racconto di Rai 2 evidenzia come lo sport, attraverso rituali condivisi, aiuti a mantenere vivo il legame con chi non c’è più.
La dimensione nazionale del lutto e il ruolo dei media
Con la lettera per Giovanni Tamburi letta in studio dalla Generazione Z di BellaMa, il programma mostra come il dolore attraversi Roma, Rapallo, Bologna e l’intero Paese. La tragedia di Crans-Montana diventa così evento nazionale, in cui i media non solo informano, ma contribuiscono a costruire una memoria condivisa, fatta di gesti, parole e simboli.
La lettera del Liceo Righi e la voce della Generazione Z
La lettura della lettera degli studenti del Liceo Righi per Giovanni Tamburi dà alla Generazione Z uno spazio di parola forte e non filtrato. Il testo unisce città diverse in uno stesso abbraccio simbolico, sottolineando quanto le nuove generazioni desiderino essere protagoniste attive dei processi di elaborazione collettiva. In studio, il tono resta sobrio, senza enfasi teatrali, per lasciare che siano i contenuti a parlare.
Questa scelta editoriale rafforza l’idea di una televisione che non parla dei giovani, ma li mette concretamente al centro della scena pubblica.
Dalla cronaca alla memoria: come cambia il racconto
A un mese dalla tragedia, BellaMa si colloca oltre la cronaca immediata, nel territorio più complesso della memoria. Niente immagini d’archivio scioccanti, ma ricostruzioni lente, legate ai luoghi di vita delle vittime. Il focus si sposta dal “cosa è accaduto” al “come viviamo ciò che è accaduto”, valorizzando il tessuto sociale che reagisce. Così Rai 2 mostra la possibilità di un infotainment rispettoso, dove emozione e responsabilità convivono.
Il risultato è un racconto che non esaurisce il tema in una puntata, ma invita a un’attenzione di lungo periodo per le comunità coinvolte.
FAQ
Chi è il conduttore che ha dedicato la puntata alle vittime
Il programma è condotto da Pierluigi Diaco, giornalista e volto di Rai 2, che in questa occasione ha scelto un registro sobrio, dando priorità all’ascolto delle testimonianze rispetto alla centralità del conduttore.
Perché BellaMa è stato importante nel racconto di Crans-Montana
BellaMa ha offerto uno spazio di memoria collettiva nel day-time, dando voce diretta a scuole, amici e comunità delle vittime. Ha trasformato un contenitore di intrattenimento in servizio pubblico, con attenzione alla dignità delle persone coinvolte.
Quale ruolo hanno avuto le scuole nel programma di Rai 2
Il Liceo Cannizzaro di Roma e il Liceo Righi di Bologna hanno portato testimonianze e lettere dedicate ai ragazzi scomparsi. Le scuole sono emerse come comunità educanti capaci di affrontare lutto e memoria con strumenti condivisi.
Come è stato ricordato Emanuele Galeppini a Rapallo
Al Golf e Tennis Club Rapallo, compagni e tecnici hanno descritto Emanuele Galeppini come giovane promessa. Il club ha scelto di inserire un logo commemorativo sulle divise per tutta la stagione, trasformando ogni partita in atto di ricordo.
In che modo la Generazione Z è stata protagonista a BellaMa
Un gruppo di giovani presenti in studio ha letto la lettera scritta dagli studenti del Liceo Righi per Giovanni Tamburi. Questa scelta ha dato visibilità alla voce diretta dei coetanei, senza filtri adulti né mediazioni retoriche.
Qual è la fonte originale del racconto televisivo analizzato
Il resoconto si basa sulla puntata di BellaMa andata in onda su Rai 2 e sull’articolo pubblicato da Novella 2000 dedicato al ricordo dei sei giovani italiani morti nella tragedia di Crans-Montana.




