Bce rafforza la vigilanza bancaria su minacce geopolitiche e attacchi informatici, nel mirino i rischi sistemici

Indice dei Contenuti:
Bce, focus vigilanza banche su rischi geopolitici e cyber
Geopolitica e stress test mirati
La vigilanza bancaria della Bce intensifica l’analisi sugli istituti europei, spostando il baricentro sui rischi legati a crisi internazionali, sanzioni e frammentazione dei mercati. Il sistema del credito è chiamato a dimostrare di saper reggere shock improvvisi su energia, catene di fornitura e flussi finanziari transfrontalieri.
Nel 2026 sarà introdotto uno “stress test inverso” dedicato allo scenario geopolitico, in cui ciascuna banca dovrà costruire il proprio quadro di riferimento estremo, simulando eventi ad alta severità ma bassa probabilità. Le autorità di vigilanza valuteranno la coerenza di questi scenari, la robustezza delle metriche di rischio e la capacità di integrare i risultati nei processi decisionali interni.
La posizione degli ispettori è chiara: solo istituti con capitale e liquidità abbondanti, uniti a utili ricorrenti e sostenibili, possono assorbire shock multipli senza comprimere il credito all’economia reale. I board bancari sono sollecitati ad aggiornare mappe dei rischi, piani di continuità operativa e strategie di derisking nei mercati più esposti a tensioni internazionali.
Cybersecurity e resilienza operativa
Gli attacchi informatici e le interruzioni tecnologiche vengono considerati un pericolo immediato per la stabilità finanziaria. La vigilanza della Bce richiede alle banche di rafforzare difese digitali, capacità di rilevazione precoce e procedure di risposta a incidenti che possano mettere fuori uso pagamenti, trading e servizi di home banking.
Il focus non riguarda solo il perimetro informatico interno, ma anche l’intera catena di fornitura digitale: cloud provider, outsourcer, fintech partner e piattaforme esterne diventano punti critici da presidiare con audit continui, test di penetrazione e piani di emergenza condivisi. L’aspettativa è che gli istituti sappiano “restare in piedi” anche in caso di blackout prolungati o data breach massivi.
Viene chiesto ai vertici di rafforzare la governance di Ict e cyber risk, collegando gli indicatori tecnici (log, incident, vulnerabilità) a metriche di rischio comprensibili a consigli di amministrazione e autorità. La resilienza operativa diventa così un requisito prudenziale al pari dei coefficienti patrimoniali.
Intelligenza artificiale e nuovo profilo di rischio
L’uso di Intelligenza artificiale e algoritmi avanzati nella concessione del credito, nella gestione dei portafogli e nei controlli antiriciclaggio è al centro del nuovo perimetro di sorveglianza. La vigilanza della Bce intende verificare trasparenza, tracciabilità e robustezza dei modelli, oltre alla capacità delle banche di presidiare bias, errori e rischi reputazionali.
I supervisori si attendono che ogni istituto disponga di un quadro di “AI governance” chiaro: ruoli, responsabilità, controlli interni e test periodici per evitare decisioni opache o distorsioni nell’allocazione del credito. Particolare attenzione sarà riservata all’interazione fra AI, cyber risk e protezione dei dati sensibili dei clienti.
L’orizzonte 2026-2026, descritto anche nell’analisi firmata da Sharon Donney e Mario Quagliarello per la vigilanza della Bce, punta a integrare i rischi emergenti nei processi Srep e nei dialoghi continui con i vertici bancari. L’obiettivo è evitare che innovazione, tensioni geopolitiche e vulnerabilità tecnologiche si combinino in un nuovo shock sistemico.
FAQ
D: Quali sono le priorità della vigilanza bancaria europea nei prossimi anni?
R: Rischi geopolitici, cyber risk, resilienza operativa e uso sicuro dell’Intelligenza artificiale nei processi bancari.
D: Che cos’è lo “stress test inverso” previsto per il 2026?
R: È un esercizio in cui ogni banca definisce uno scenario estremo e valuta se capitale, liquidità e governance reggerebbero quell’urto.
D: Perché la Bce insiste su capitale e liquidità elevati?
R: Per garantire che gli istituti possano assorbire shock multipli senza ridurre drasticamente il sostegno a famiglie e imprese.
D: In che modo la geopolitica incide sui bilanci bancari?
R: Attraverso sanzioni, volatilità dei mercati, rischi di credito su paesi esposti ai conflitti e tensioni sulle catene di fornitura.
D: Perché il cyber risk è considerato un pericolo sistemico?
R: Perché un attacco grave può bloccare pagamenti, mercati e servizi digitali, con effetti immediati sulla fiducia e sulla stabilità.
D: Come viene valutato l’uso dell’Intelligenza artificiale nelle banche?
R: La vigilanza analizza governance dei modelli, controlli sui bias, sicurezza dei dati e impatti sul profilo di rischio complessivo.
D: Quali aspettative ha la Bce sulla governance dei rischi tecnologici?
R: Chiede un forte coinvolgimento dei board, piani di continuità testati e integrazione dei rischi Ict nei processi decisionali strategici.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni si basano su un articolo di ANSA dedicato alla vigilanza bancaria della Bce e alle nuove priorità su rischi geopolitici e cyber.




