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19 Marzo 2026

Come i media italiani raccontano Milano Cortina 2026 e la parità di genere

A Milano, il 19 marzo, è stata presentata la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026”, promossa da Comitato Olimpico Internazionale e Fondazione Bracco con Fondazione Milano Cortina 2026. Lo studio, curato dall’Osservatorio di Pavia, analizza come telegiornali nazionali e principali testate televisive raccontano Olimpiadi e Paralimpiadi, con particolare attenzione alla visibilità delle atlete. L’indagine copre il periodo che va dai Giochi di Parigi 2024 fino a Milano Cortina 2026, per capire perché, nei momenti di massima esposizione mediatica, la rappresentazione femminile cresce, mentre nello sport “ordinario” torna a ridursi, e quali ricadute strutturali questo ha sulla cultura sportiva italiana e internazionale.

In sintesi:

  • Monitoraggio continuativo TV da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026 su Olimpiadi e Paralimpiadi.
  • A Milano Cortina 2026 atlete più visibili degli uomini nei telegiornali italiani, ma non nei Giochi Paralimpici.
  • Linguaggi in gran parte corretti sul genere, ma persistono stereotipi su maternità, aspetto, biografia.
  • L’effetto Giochi non si traduce ancora in un cambiamento stabile nello sport quotidiano in TV.

Una ricerca pluriennale su narrazioni, numeri e protagoniste

La ricerca dell’Osservatorio di Pavia è un monitoraggio pluriennale, quantitativo e qualitativo, sulle notizie sportive nei telegiornali italiani tra luglio 2024 e marzo 2026. Vengono analizzati immagini, linguaggi, gerarchie di notiziabilità e voci intervistate, con focus sulla rappresentazione delle donne nello sport.
Nel periodo dei Giochi di Parigi 2024, il 75% delle notizie sportive nei TG è dedicato alle Olimpiadi, con copertura relativamente equilibrata tra discipline maschili e femminili e forte presenza delle atlete, anche in sport normalmente marginali.

Le Paralimpiadi di Parigi 2024 ricevono invece minore spazio informativo e mostrano la persistenza di stereotipi su genere e disabilità, nonostante storie di alto livello agonistico e resilienza. Nel “tempo ordinario” post-Parigi, la TV torna a concentrarsi su poche discipline dominanti e protagonisti consolidati, riducendo nuovamente la visibilità delle competizioni femminili e delle atlete.

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Con Milano Cortina 2026, lo scenario cambia: nei telegiornali italiani le atlete raggiungono il 58% della visibilità contro il 42% degli atleti, con una copertura equilibrata delle competizioni (53% notizie su gare miste, 24% su eventi femminili, 23% maschili). I Giochi registrano la partecipazione più bilanciata di sempre alle Olimpiadi invernali (47% donne, 53% uomini; 47% la quota femminile italiana).

La lingua è correttamente declinata secondo il genere nell’84% delle notizie, ma una parte della narrazione insiste su maternità, vita privata e metafore simboliche estranee alla prestazione tecnica, pur accanto a servizi che valorizzano emozioni, risultati e competenze, anche maschili, mettendo in discussione stereotipi tradizionali.

Paralimpiadi, memoria mediatica e prossime sfide per lo sport italiano

Il racconto televisivo delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 resta confinato in uno spazio informativo ristretto e selettivo. Le atlete, già solo il 26% dei partecipanti, scendono al 14% delle notizie, con copertura concentrata su sci alpino, sci di fondo e snowboard, e gare femminili presenti solo nelle prime due discipline.

Il risultato è una visibilità femminile paralimpica doppiamente ridotta, condizionata dalla struttura delle discipline raccontate e dall’attenzione ai soli podi. Da qui gli appelli di Diana Bracco, Federica Picchi, Charlotte Groppo, Elena Lattuada e Diana Bianchedi a trasformare l’eccezione olimpica in standard editoriale permanente, sostenendo fondi per conciliazione sport-maternità, percorsi di dual career e linee guida sui linguaggi.

L’obiettivo è mantenere nel tempo la centralità sportiva di campionesse come Chiara Mazzel, Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi, evitando il ritorno al “silenzio” mediatico post-evento.

FAQ

Che cos’è la ricerca su parità di genere e media sportivi?

La ricerca analizza sistematicamente, dal 2024 al 2026, come telegiornali e TV italiane rappresentano atleti e atlete durante Olimpiadi, Paralimpiadi e sport ordinario.

Chi ha promosso e realizzato lo studio su Milano Cortina 2026?

Lo studio è promosso da Comitato Olimpico Internazionale, Fondazione Bracco e Fondazione Milano Cortina 2026, ed è realizzato dall’Osservatorio di Pavia.

Qual è il dato principale sulla partecipazione femminile a Milano Cortina 2026?

Afferma che i Giochi invernali Milano Cortina 2026 hanno registrato circa il 47% di atlete, con rappresentanza femminile italiana pienamente allineata al dato internazionale.

Come sono rappresentate le Paralimpiadi italiane nei telegiornali?

Nei telegiornali italiani la copertura paralimpica è ridotta, concentrata su poche discipline e con scarsa visibilità per le atlete, solo nel 14% delle notizie.

Quali sono le fonti originali utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da elaborazione redazionale di contenuti provenienti congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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