Bassetti svela super antibiotico per feriti a Crans-Montana: mix di inibitori che cambia la cura
Indice dei Contenuti:
Panoramica del nuovo antibiotico
Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al San Martino di Genova, conferma l’uso di un antibiotico di ultima generazione non ancora in commercio in Italia. Si tratta della combinazione di sulbactam e durlobactam, due inibitori mirati contro le carbapenemasi prodotte dall’Acinetobacter baumannii multiresistente. Questo ceppo risulta refrattario ai principali antibiotici disponibili, rendendo essenziale un approccio terapeutico specifico e di nuova concezione.
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Il mix sulbactam-durlobactam è attualmente l’unica opzione attiva indicata per contrastare tali infezioni, secondo quanto riferito dall’infettivologo. La combinazione agisce ripristinando l’efficacia del sulbactam grazie alla protezione offerta dal durlobactam, che blocca gli enzimi batterici responsabili della resistenza. L’obiettivo clinico è ridurre la carica batterica e contenere l’evoluzione verso sepsi e complicanze maggiori.
Il profilo di rischio dell’Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi resta elevato, con mortalità stimata oltre il 30-40% nei contesti ospedalieri. L’impiego tempestivo di questa terapia di ultima generazione è considerato cruciale nelle situazioni ad alto rischio, dove la finestra d’intervento è limitata e le alternative sono sostanzialmente inefficaci.
Applicazione clinica nei feriti di Crans-Montana
Nei pazienti ustionati ricoverati in Lombardia dopo l’incendio di Crans-Montana, la vulnerabilità alle infezioni è massima: l’assenza della barriera cutanea facilita l’ingresso nel sangue di batteri multiresistenti. In questo scenario, l’Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi rappresenta la minaccia primaria, con tassi di mortalità che superano il 30-40%.
Il team clinico ha pianificato una somministrazione mirata della combinazione sulbactam-durlobactam, unica terapia attiva sul ceppo identificato. L’obiettivo è contenere rapidamente la batteriemia e prevenire la progressione verso sepsi e insufficienza multiorgano, integrando il trattamento con monitoraggio microbiologico serrato e controllo dei focolai infettivi.
Le dosi fornite dal San Martino di Genova, messe a disposizione su richiesta dei professori Bandera e Grasselli del Policlinico di Milano, consentono l’avvio immediato della terapia nei casi più critici. La scelta riflette criteri di priorità clinica, valutazione della sensibilità del patogeno e gestione delle interazioni con i protocolli di terapia intensiva per ustioni.
Il percorso assistenziale prevede esami seriati, adeguamento posologico in base alla funzione renale e stretta sorveglianza degli esiti clinici. L’efficacia attesa è legata alla rapidità di impiego e al contenimento della resistenza, in parallelo a misure di prevenzione e controllo delle infezioni nei reparti ad alta intensità di cura.
Collaborazione tra ospedali e impatto sul ssn
Il Policlinico San Martino di Genova ha fornito alla Regione Lombardia scorte dell’antibiotico di ultima generazione, permettendo l’avvio immediato della terapia nei centri che seguono i feriti. La richiesta è partita dai professori Bandera e Grasselli del Policlinico di Milano, con un trasferimento lampo dei farmaci coordinato tra reparti di Malattie Infettive e Terapie Intensive.
Il prestito interregionale dimostra la capacità del Servizio sanitario nazionale di operare oltre i confini amministrativi, garantendo continuità clinica e tempi di risposta rapidi in scenari complessi. La sinergia tra strutture consente di superare carenze locali di farmaci innovativi non ancora in commercio, minimizzando i ritardi terapeutici.
La collaborazione si traduce in protocolli condivisi di uso compassionevole, tracciabilità delle dosi, monitoraggio degli esiti e audit congiunti. Il modello rafforza la rete di riferimento per le infezioni da Acinetobacter baumannii multiresistente e consolida procedure standard per emergenze infettivologiche in pazienti ustionati, favorendo l’ottimizzazione delle risorse del SSN.
FAQ
- Quale struttura ha fornito il farmaco? Il San Martino di Genova ha messo a disposizione le dosi necessarie.
- Chi ha richiesto il supporto? I professori Bandera e Grasselli del Policlinico di Milano.
- Perché è servita una collaborazione interregionale? Il farmaco non è ancora in commercio in Italia e servivano scorte immediate.
- In cosa consiste l’impatto sul SSN? Migliore risposta coordinata, uso efficiente delle risorse e tempi di cura ridotti.
- Come viene gestito l’uso del farmaco? Tramite protocolli condivisi, tracciabilità e monitoraggio degli esiti clinici.
- Qual è il contesto clinico prioritario? Pazienti ustionati a rischio di infezioni da Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi.
- Qual è la fonte giornalistica? Dichiarazioni riportate da Adnkronos Salute.




