Bassetti attacca Belen: la verità shock sulla presunta cura anti-age che fa discutere

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Bassetti critica le esternazioni di belen
Matteo Bassetti torna a censurare pubblicamente le dichiarazioni di Belen Rodriguez dopo il post in cui la showgirl ha raccontato tre giorni a letto con febbre e tosse, lasciando intendere riserve sui vaccini. L’infettivologo invita i volti dello spettacolo a non improvvisarsi esperti di salute e a rispettare le competenze di medici e sanitari. Secondo Bassetti, con la vaccinazione antinfluenzale la situazione della showgirl sarebbe potuta essere più gestibile.
L’intervento, netto e privo di giri di parole, sottolinea la necessità di messaggi responsabili sui social, soprattutto quando toccano temi sanitari sensibili. Bassetti rimarca che le piattaforme amplificano contenuti potenzialmente fuorvianti e che l’autorevolezza pubblica comporta doveri informativi precisi.
Il medico genovese richiama all’ordine: chi lavora nello spettacolo dovrebbe evitare suggestioni su vaccini e terapie senza basi robuste. La critica si concentra sull’impatto che simili esternazioni possono avere sull’adesione alle vaccinazioni e sulla percezione dell’efficacia degli strumenti di prevenzione.
Le accuse sulla terapia al nad e le evidenze scientifiche
Nel nuovo video, Matteo Bassetti contesta la promozione di un’infusione di NAD mostrata da Belen Rodriguez sui social, definita come presunta “cura che ringiovanisce”. L’infettivologo puntualizza che il ricorso a trattamenti anti-age non può sostituire valutazioni cliniche fondate e richiama alla responsabilità nell’uso di termini che evocano benefici non dimostrati.
Bassetti afferma di aver verificato la letteratura disponibile sul nicotinammide adenina dinucleotide e di non aver trovato evidenze solide in studi controllati sull’uomo per finalità di ringiovanimento o prevenzione generale. Il punto centrale del medico riguarda l’assenza di prove robuste, replicabili e pubblicate su riviste peer-reviewed per supportare claim di efficacia anti-age.
Il confronto con i vaccini è esplicito: secondo l’infettivologo, si criticano strumenti profilattici con ampia documentazione clinica mentre si promuovono protocolli con basi sperimentali deboli. Da qui l’appello a distinguere tra interventi con validazione scientifica e trattamenti dal profilo ancora incerto, evitando di veicolare messaggi che possano indurre a scelte sanitarie non informate.
Il dibattito tra vaccini, cure anti-age e responsabilità pubbliche
La contrapposizione emersa tra critiche ai vaccini e promozione di pratiche anti-age rilancia il tema della responsabilità di figure con ampia visibilità. Per Matteo Bassetti, il nodo è il rapporto tra evidenze cliniche e comunicazione al pubblico: i vaccini dispongono di dati estesi su efficacia e sicurezza, mentre trattamenti come l’infusione di NAD non hanno prove solide per finalità di ringiovanimento.
Secondo l’infettivologo, la dinamica social incentiva messaggi accattivanti ma non verificati, con il rischio di influenzare comportamenti sanitari. L’appello è a evitare equivoci: chi ha un seguito consistente, come Belen Rodriguez, dovrebbe attenersi a informazioni validate e rimandare le valutazioni a medici e società scientifiche.
Il confronto si allarga oltre il singolo caso: criticare protocolli profilattici consolidati e, al contempo, adottare terapie con basi incerte alimenta sfiducia e disorientamento. Bassetti sollecita un principio di coerenza informativa e un’educazione digitale che distingua tra opinione personale e indicazioni sanitarie, per proteggere l’adesione alle strategie di prevenzione.
FAQ
- Perché il caso ha fatto discutere? Per il contrasto tra critiche ai vaccini e visibilità data a una pratica anti-age priva di solide evidenze.
- Qual è la posizione di Matteo Bassetti? Sostiene che le comunicazioni sanitarie pubbliche debbano basarsi su studi controllati e replicabili.
- Che cos’è il NAD? È il nicotinammide adenina dinucleotide, molecola coinvolta nel metabolismo, proposta in alcune infusioni anti-age senza prove robuste sull’uomo.
- I vaccini hanno maggiore evidenza? Sì, per efficacia e sicurezza esiste un’ampia documentazione clinica e regolatoria.
- Qual è il rischio della comunicazione sui social? La diffusione di messaggi suggestivi che possono orientare scelte sanitarie non informate.
- Chi è chiamato alla responsabilità pubblica? Personaggi con grande audience, che dovrebbero attenersi a fonti mediche autorevoli.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni e il video richiamati provengono da interventi pubblici riportati dalla stampa, tra cui l’articolo di riferimento citato nella traccia.




