Bar Le Constellation al centro del caso schiuma acustica: il proprietario rivendica standard impeccabili
Dichiarazioni del proprietario e ispezioni pregresse
Jacques Moretti, titolare del Le Constellation di Crans-Montana, ha riferito a La Tribune de Genève che nel locale “tutto era stato realizzato secondo gli standard”, sottolineando che la struttura era stata sottoposta a controlli “tre volte negli ultimi dieci anni”. Contattato telefonicamente, ha precisato di non essere in condizioni di rilasciare un’intervista completa e ha aggiunto di “non stare bene” a seguito dell’accaduto. Secondo quanto riportato da BFM, al momento dell’incendio Moretti non si trovava all’interno del bar, ma in un altro dei due esercizi di proprietà della coppia. La co-titolare, Jessica Moretti, era invece presente nel locale e, stando a una fonte citata da Le Figaro, avrebbe riportato ustioni a un braccio. Le dichiarazioni del proprietario e il richiamo alle ispezioni pregresse vengono ora valutati dagli inquirenti per ricostruire lo stato di conformità del lounge bar prima del rogo e verificare la corrispondenza tra gli standard evocati e le prescrizioni effettivamente vigenti nel periodo considerato.
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Stato delle indagini e posizione della procura
La Procura del Canton Vallese, guidata dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud, ha precisato in conferenza stampa che, allo stato attuale, “non è stata accertata alcuna responsabilità penale”. I titolari del Le Constellation sono stati sentiti come “persone chiamate a fornire informazioni”, formula che esclude un’incriminazione formale ma non chiude ad eventuali sviluppi sul loro ruolo. Gli interrogatori hanno consentito agli inquirenti di definire con maggiore precisione la configurazione interna del locale, la natura dei lavori eseguiti nel tempo e i parametri di capienza, elementi considerati centrali per la ricostruzione tecnica dell’evento.
Secondo quanto riferito, l’attenzione degli investigatori è concentrata sulla coerenza tra le misure di sicurezza dichiarate e le prescrizioni normative effettivamente applicabili, con una verifica puntuale della documentazione amministrativa, dei nulla osta e dei verbali di ispezione. La procuratrice ha chiarito che restano aperti i quesiti sulla conformità dei materiali interni e sulle modalità di installazione, aspetti che richiedono accertamenti tecnici indipendenti e analisi di laboratorio. La sequenza degli eventi, la propagazione delle fiamme e il comportamento dei rivestimenti saranno correlati a schemi di omologazione, certificazioni antincendio e procedure autorizzative.
La linea della Procura prevede una mappatura completa dei soggetti coinvolti nella filiera dei lavori (fornitori, installatori, manutentori), oltre alla raccolta di testimonianze del personale e dei presenti al momento del rogo. Parallelamente, si procede all’incrocio dei dati relativi a capienza autorizzata, vie di esodo, sistemi di allarme e dispositivi antincendio, per verificare eventuali scostamenti rispetto agli standard richiamati dal proprietario. Solo al termine di queste verifiche la magistratura valuterà l’eventuale sussistenza di profili di responsabilità, amministrativa o penale.
Focus sulla schiuma acustica e conformità normativa
L’attenzione degli inquirenti si concentra sulla schiuma acustica impiegata all’interno del Le Constellation, sulla sua classe di reazione al fuoco e sulle modalità di installazione. La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha specificato che gli accertamenti puntano a verificare se il materiale utilizzato fosse conforme alle specifiche tecniche richieste e se l’applicazione sia avvenuta con criteri compatibili con le prescrizioni di sicurezza per gli ambienti aperti al pubblico. Gli investigatori stanno acquisendo schede tecniche, certificazioni antincendio ed eventuali dichiarazioni di prestazione, oltre a esaminare come i pannelli siano stati fissati, distanziati e integrati con altri elementi di arredo e impianti, per valutare il possibile contributo alla propagazione delle fiamme.
La Procura del Canton Vallese ha indicato che non è ancora possibile affermare con certezza la piena conformità della schiuma acustica né stabilire se l’intervento sia stato realizzato con o senza le necessarie autorizzazioni. L’indagine ricostruisce la catena di fornitura e posa in opera: chi ha venduto il materiale, quali installatori hanno eseguito i lavori, quali manutenzioni siano state effettuate e con quale documentazione di supporto. Sono in corso analisi di laboratorio sui campioni prelevati, con prove mirate su reazione al fuoco, rilascio di fumi e gocciolamento, per confrontare i risultati con i valori dichiarati in sede di omologazione.
Il quadro istruttorio comprende il confronto fra la capienza autorizzata e la configurazione interna del locale, per capire se la disposizione dei rivestimenti fonoassorbenti abbia interferito con vie di fuga, sistemi di allarme o impianti antincendio. Vengono analizzati eventuali lavori successivi alle ispezioni menzionate dal proprietario, inclusi interventi non strutturali che potrebbero aver modificato le condizioni di sicurezza. La correlazione tra la sequenza degli eventi, il comportamento della schiuma nella fase iniziale del rogo e la velocità di propagazione rappresenta un tassello centrale per definire l’aderenza del materiale alle norme tecniche vigenti e l’adeguatezza delle pratiche adottate nel locale.
FAQ
- Qual è il focus principale degli accertamenti tecnici?
La verifica della conformità della schiuma acustica, delle sue certificazioni e delle modalità di installazione rispetto alle norme di sicurezza antincendio. - La Procura ha già accertato responsabilità penali?
No, allo stato attuale non è stata accertata alcuna responsabilità penale; sono in corso analisi tecniche e acquisizioni documentali. - Quali documenti stanno acquisendo gli inquirenti?
Schede tecniche, certificazioni antincendio, dichiarazioni di prestazione, autorizzazioni e verbali di ispezione. - La schiuma acustica era autorizzata e conforme?
La Procura ha precisato che non è ancora possibile stabilirlo; serviranno gli esiti delle verifiche e delle analisi di laboratorio. - Chi è stato ascoltato finora dagli investigatori?
I proprietari come persone informate sui fatti, oltre a soggetti della filiera dei lavori e testimoni utili alla ricostruzione tecnica. - Quali aspetti del locale vengono esaminati oltre ai materiali?
Capienza autorizzata, vie di esodo, sistemi di allarme e impianti antincendio, in relazione alla configurazione interna e agli interventi eseguiti nel tempo.




