Bambino operato al cuore, scenari clinici e tutele per il futuro

Nuovo cuore per il bimbo del Monaldi: il quadro clinico e le incognite sul trapianto
Il bimbo di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli resta in lista d’attesa per un nuovo trapianto di cuore, dopo il delicatissimo intervento di dicembre con un organo espiantato a Bolzano ritenuto danneggiato in fase di conservazione. Il piccolo vive grazie all’Ecmo, supporto cardiorespiratorio avanzato concepito per periodi brevi, che in questo caso si prolunga da settimane aumentando in modo significativo i rischi clinici e le complicanze.
La gestione di questo caso, che unisce alta specializzazione cardiochirurgica, responsabilità medico-legali e impatto etico, è diventata un banco di prova per l’intero sistema trapiantologico pediatrico italiano, tra richieste di chiarimento delle famiglie, indagini giudiziarie e valutazioni contrastanti dei centri di riferimento.
Condizioni del bambino e ruolo dell’Ecmo nella fase critica
Il bambino versa in condizioni gravi ma definite “stabili in un quadro di grave criticità” e viene mantenuto in vita dall’Ecmo, che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. In pediatria questo dispositivo è usato come ponte verso il recupero o verso il trapianto, ma un impiego prolungato espone a complicanze infettive, trombotiche e neurologiche.
La scelta di mantenerlo in lista per un nuovo cuore indica che, secondo il medico responsabile e l’Heart Team del Monaldi, sussistono ancora condizioni cliniche minime per tentare un secondo intervento, pur in un quadro estremamente ad alto rischio.
Le criticità legate alla conservazione del primo organo trapiantato
Il cuore trapiantato a dicembre, prelevato nell’ospedale di Bolzano, sarebbe stato compromesso da un problema nella catena di conservazione, in particolare per l’uso di ghiaccio secco che avrebbe “bruciato” porzioni dell’organo.
Se tali ipotesi fossero confermate dagli accertamenti tecnici, emergerebbero profili rilevanti sulla gestione del trasporto e sulle procedure di controllo qualità degli organi destinati a trapianto pediatrico, con possibili riflessi organizzativi su tutto il sistema nazionale dei prelievi e delle allocazioni.
Pareri clinici divergenti e impatto sulle decisioni di trapianto


Uno degli aspetti più delicati riguarda le valutazioni discordanti sulla possibilità di eseguire un nuovo trapianto di cuore. Da un lato, il parere del Irccs Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento internazionale, secondo quanto riferito dal legale della famiglia, escluderebbe la percorribilità di un ulteriore intervento.
Dall’altro lato, il cardiochirurgo del Monaldi che ha operato a dicembre ritiene invece che un nuovo trapianto sia tecnicamente fattibile e si dichiara disponibile a eseguirlo. Questo contrasto crea incertezza per i genitori e solleva interrogativi sulla gestione multidisciplinare dei casi ultra-complessi.
Il ruolo del Bambino Gesù nella seconda opinione specialistica
Su richiesta della direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli, il Bambino Gesù ha fornito una seconda opinione, ritenuta dalla famiglia non favorevole a un nuovo trapianto. Il medico legale dei genitori sostiene che il bimbo «è ormai inabile ad altri interventi».
Questa valutazione, basata su criteri di rischio operatorio, danno d’organo e prognosi a medio termine, mira a evitare un intervento sproporzionato dal punto di vista clinico ed etico. Tuttavia, il suo contenuto integrale non è stato reso pubblico, limitando la trasparenza del dibattito.
La posizione del cardiochirurgo del Monaldi e il confronto nell’Heart Team
Il cardiochirurgo pediatrico del Monaldi che ha eseguito il trapianto di dicembre, secondo l’avvocato Francesco Petruzzi, sostiene l’opzione di un nuovo trapianto e si dichiara pronto a intervenire.
La direzione sanitaria riferisce che, dopo confronto con l’Heart Team, il medico responsabile ha deciso di mantenere il bambino in lista. Questo indica che, pur a fronte di rischi gravissimi, il potenziale beneficio del trapianto non è considerato nullo, e che l’équipe locale ritiene ancora praticabile una strategia di “rescue” chirurgico se dovesse arrivare un organo compatibile.
Sospensione trapianti pediatrici al Monaldi e ricadute sul sistema
La direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha sospeso in via cautelare i trapianti di cuore in età pediatrica al Monaldi, mentre sei persone risultano iscritte nel registro degli indagati e tre sono state sospese, tra cui due cardiochirurghi dell’équipe.
La misura mira a tutelare i pazienti e a consentire gli accertamenti, ma apre un fronte critico per i bambini in lista d’attesa che si rivolgevano allo storico centro napoletano, con la necessità di redistribuire le competenze su altri poli nazionali specializzati.
L’appello della Federazione degli Ordini dei Medici e i dati nazionali
Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ha chiesto di «ricostituire il prima possibile» l’équipe trapiantologica pediatrica del Monaldi. Ha ricordato che in Italia «ogni anno si effettuano 400 trapianti di cuore senza nessun problema», sottolineando come il caso resti «molto complesso» ma non debba paralizzare l’attività nazionale.
Anelli riconosce il dramma della famiglia e la necessità di una «puntigliosa verifica delle procedure», ma avverte che molti pazienti attendono un organo e «non possiamo deludere la loro speranza», difendendo la fiducia nel sistema trapianti.
La posizione ufficiale dell’Azienda dei Colli e il supporto alla famiglia
In una nota, la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha confermato che il bambino resta in lista trapianto, «sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche». Ha precisato che la seconda opinione era stata chiesta al Bambino Gesù già la settimana precedente e che la priorità è stata informare famiglia e legali.
L’azienda rivendica di aver adottato «tutti i provvedimenti necessari a tutela del bimbo e di tutti i pazienti» garantendo che non vi fossero ricadute assistenziali. In questo quadro si inserisce anche la visita privata al Monaldi dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, segno della forte attenzione pastorale e sociale sul caso.
FAQ
Qual è la situazione clinica attuale del bambino del Monaldi?
Il bimbo è in condizioni gravi ma stabili, in un quadro definito di “grave criticità”. È sostenuto dall’Ecmo, che sostituisce cuore e polmoni, e rimane ufficialmente in lista per un nuovo trapianto di cuore.
Perché il primo cuore trapiantato è stato considerato danneggiato?
L’organo prelevato a Bolzano sarebbe stato lesionato in fase di conservazione, probabilmente a causa del ghiaccio secco che avrebbe “bruciato” alcune parti. La dinamica è oggetto di indagini tecniche e giudiziarie.
È davvero possibile eseguire un secondo trapianto di cuore?
Il Bambino Gesù avrebbe espresso un parere contrario, ritenendo il bambino non idoneo. Il cardiochirurgo del Monaldi, invece, sostiene la fattibilità del nuovo trapianto. La decisione finale dipenderà da ulteriori valutazioni cliniche multidisciplinari.
Perché i trapianti cardiaci pediatrici al Monaldi sono stati sospesi?
L’Azienda ospedaliera dei Colli ha disposto una sospensione cautelare dei trapianti di cuore in età pediatrica per consentire verifiche interne e collaborare con la magistratura, dopo l’apertura di un’inchiesta e la sospensione di tre operatori.
Quanti trapianti di cuore si eseguono ogni anno in Italia?
Secondo la Fnomceo, in Italia si eseguono circa 400 trapianti di cuore l’anno, senza particolari criticità sistemiche. Il caso del Monaldi viene considerato un’eccezione, seppur gravissima, all’affidabilità generale del sistema.
Come è stata coinvolta la famiglia nelle decisioni cliniche?
La direzione dell’Azienda dei Colli dichiara di aver informato tempestivamente i genitori e il loro legale, Francesco Petruzzi, sul parere del Bambino Gesù e sulla decisione di mantenere il bambino in lista d’attesa per il trapianto.
Che ruolo ha avuto l’arcivescovo Domenico Battaglia nella vicenda?
Il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha effettuato una visita privata alla famiglia del bambino al Monaldi, offrendo sostegno umano e spirituale in una fase di estrema sofferenza e incertezza.
Qual è la fonte originale delle informazioni sul caso del Monaldi?
Le informazioni qui ricostruite derivano dall’articolo pubblicato da Avvenire sulla vicenda del bimbo di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli e sul complesso contesto clinico e istituzionale che lo riguarda.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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