Autovelox contestato, la mossa decisiva per annullare la multa senza errori

Autovelox non omologati e rischio valanga di ricorsi
In Italia solo circa mille autovelox risultano pienamente omologati su oltre 11mila dispositivi installati da Nord a Sud. Questo squilibrio, emerso dai dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, apre scenari di forte incertezza giuridica e finanziaria per automobilisti ed enti locali, con potenziali effetti anche sulla sicurezza stradale.
La recente giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la mancanza di omologazione può rendere nulle le multe, alimentando il timore di una valanga di ricorsi in tutta Italia.
Differenza tra approvazione e omologazione
L’omologazione certifica che l’autovelox rispetta tutti i requisiti tecnici previsti dalle norme e può essere prodotto in serie con caratteristiche costanti. L’approvazione, invece, riguarda solo il prototipo, senza garantire che ogni esemplare in uso sia conforme. Senza omologazione, la rilevazione dell’eccesso di velocità non ha fondamento giuridico sufficiente: le sanzioni possono essere dichiarate nulle in sede di ricorso, con rilevanti impatti per bilanci comunali e fiducia dei cittadini.
La sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2024 ha cristallizzato questa distinzione.
Il censimento del Mit e i numeri reali
Il Mit ha imposto a Comuni, Province e altri enti di caricare su una piattaforma telematica dati completi di ogni dispositivo: marca, modello, matricola, estremi del decreto. Solo 3.800 apparecchi risultano registrati e circa mille sono automaticamente nei parametri di omologazione. Chi non ha comunicato le informazioni, per direttiva ministeriale, deve spegnere gli autovelox, fissi e mobili. Questo scenario limita gli strumenti di controllo e rende urgente un riordino normativo, anche in coordinamento con l’Unione europea tramite procedura Tris.
Impatto su cittadini, enti locali e sicurezza stradale
L’asimmetria tra dispositivi installati e omologati rischia di generare contenzioso di massa, con oneri legali per i Comuni e incertezza per gli automobilisti. Associazioni dei consumatori come Assoutenti e Codacons denunciano un “caos autovelox” che, se non risolto, può indebolire il deterrente verso l’alta velocità e danneggiare la sicurezza stradale complessiva.
La percezione di strumenti “illegittimi” alimenta sfiducia nelle istituzioni e nell’intero sistema sanzionatorio.
Posizione delle associazioni dei consumatori
Secondo il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, i dati del ministero “aprono la strada a una valanga di ricorsi” e impongono la creazione di un tavolo istituzionale tra enti locali, prefetture e Mit per chiarire definitivamente il quadro. Anche Codacons parla di un caos che danneggia prima la sicurezza, poi gli automobilisti e infine le casse comunali, costrette a sostenere cause e rimborsi. Le associazioni chiedono regole trasparenti, elenchi pubblici aggiornati e tempi certi per il nuovo decreto di omologazione.
Rischio effetto boomerang sul rispetto dei limiti
La narrativa sugli autovelox “facilmente impugnabili” può generare un pericoloso effetto boomerang. Se passa l’idea che molte multe siano annullabili per difetti di omologazione, alcuni automobilisti potrebbero sentirsi “coperti” e viaggiare oltre i limiti, riducendo il potere deterrente dei controlli elettronici. Gli esperti avvertono che, in assenza di una cornice normativa chiara, il messaggio pubblico rischia di spostarsi dalla prevenzione alla mera contestazione delle sanzioni, con conseguenze negative su incidenti e vittime della strada.
Per questo viene chiesta una comunicazione istituzionale prudente e coerente.
Come verificare gli autovelox e contestare le multe
Ogni verbale di multa per eccesso di velocità indica i dati essenziali del dispositivo utilizzato. Il cittadino può e deve controllare se l’autovelox è solo approvato o anche omologato, richiedendo, se necessario, accesso agli atti. La tempestività è fondamentale: decorso il termine per il ricorso, il pagamento equivale ad accettazione definitiva della sanzione.
Una corretta gestione documentale degli enti è decisiva per ridurre il contenzioso.
Verifica di omologazione e accesso agli atti
Nel verbale sono riportate denominazione, modello e riferimenti normativi del dispositivo. Con questi dati è possibile una rapida ricerca online o sul sito del Mit, dove è presente l’elenco degli autovelox autorizzati e comunicati dagli enti. In caso di dubbi, il cittadino può presentare istanza di accesso agli atti all’ente accertatore o al Comune per visionare il certificato tecnico e il decreto di omologazione. L’amministrazione deve rispondere entro 30 giorni, fornendo copia dei documenti o motivando eventuali dinieghi.
Ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace
Accertata l’assenza di omologazione o un vizio nella documentazione, è possibile proporre ricorso al Prefetto entro 60 giorni o al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica. Le sentenze della Corte di Cassazione del 2024 rappresentano un importante precedente a favore dell’annullamento delle multe emesse con dispositivi non omologati. Tuttavia, esistono pronunce favorevoli ai Comuni, soprattutto quando la prova tecnica è completa. Una volta pagata la sanzione, il ricorso non è più proponibile: è quindi essenziale valutare tempestivamente la strategia difensiva.
FAQ
Quanti autovelox sono omologati in Italia
Secondo i dati del Mit, su circa 11mila dispositivi installati solo 3.800 risultano registrati sulla piattaforma ministeriale e circa mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto in fase di adozione.
Cosa significa autovelox approvato ma non omologato
Un autovelox approvato ha solo il via libera per il prototipo. L’omologazione certifica invece che il modello, prodotto in serie, rispetta tutti gli standard tecnici. Se l’apparecchio usato è privo di omologazione, la multa può essere considerata nulla in base alla giurisprudenza più recente.
Come posso verificare se un autovelox è omologato
Controlla il verbale per marca, modello e riferimenti normativi, poi confrontali con l’elenco pubblico degli autovelox sul sito del Mit. In alternativa, presenta istanza di accesso agli atti all’ente accertatore o al Comune per ottenere il certificato di omologazione.
Quando conviene fare ricorso contro una multa da autovelox
Conviene valutare il ricorso quando emergono dubbi su omologazione, segnaletica, posizionamento del dispositivo o completezza dei dati nel verbale. È fondamentale agire entro 60 giorni per il Prefetto o 30 per il Giudice di Pace, prima di procedere al pagamento.
Gli autovelox non omologati possono restare in funzione
Il Mit ha chiarito che i dispositivi non censiti o privi dei requisiti non dovrebbero essere utilizzati. I Comuni che non hanno comunicato i dati devono disattivarli, mentre quelli con apparecchi non omologati rischiano l’annullamento sistematico delle sanzioni in sede di ricorso.
Qual è la fonte delle informazioni sugli autovelox non omologati
Le informazioni derivano dai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalle dichiarazioni di Assoutenti e Codacons e dalla sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2024 che ha chiarito la nullità delle multe elevate con autovelox non omologati.




