Attrice di Ferrari rischia la pensione per cavillo burocratico inatteso

Pensionato comparsa nel film su Enzo Ferrari, caso Inps chiuso in Appello
Un pensionato 64enne di Modena, ex lavoratore in Quota 100, è finito sotto accertamento Inps per aver partecipato come comparsa al film “Ferrari”, kolossal hollywoodiano diretto da Michael Mann con Penelope Cruz e Adam Driver.
Il set era allestito nel modenese e l’uomo aveva ricevuto 300 euro lordi di rimborso spese per due giorni di riprese.
Nel 2023 l’Inps ha chiesto la restituzione di circa 34.000 euro, pari a un anno di pensione 2022, sostenendo che il ruolo di comparsa integrasse un lavoro dipendente vietato dal regime Quota 100.
Ne è nato un contenzioso giudiziario concluso, nei giorni scorsi, dalla Corte d’Appello di Bologna, che ha respinto il ricorso Inps, confermando il diritto del pensionato a trattenere la pensione percepita.
La vicenda chiarisce i limiti dei controlli previdenziali sui redditi marginali e occasionali dei beneficiari di misure di pensionamento anticipato.
In sintesi:
- Pensionato modenese in Quota 100 fa la comparsa nel film “Ferrari” di Michael Mann.
- Per 300 euro di rimborso spese l’Inps chiede indietro 34.000 euro di pensione.
- Corte d’Appello di Bologna conferma: attività occasionale, cumulabile con la pensione.
- Rafforzato il principio probatorio a carico dell’Inps sul lavoro subordinato.
Come nasce e come si chiude il contenzioso tra pensionato e Inps
Il 64enne modenese, in pensione dal 2020 con il regime Quota 100 (62 anni e 38 anni di contributi), accetta di fare la comparsa nel film “Ferrari” girato nel modenese e dedicato a Enzo Ferrari, il Drake di Maranello.
Per 48 ore di presenza sul set, in mezzo ad altre comparse e senza mansioni specifiche, riceve 300 euro lordi, qualificati come rimborso spese e accompagnati dalla cessione dei diritti di immagine alla società di produzione.
Nel 2023 l’Inps considera quell’attività come lavoro subordinato, vietato a chi percepisce la pensione con Quota 100, e revoca l’intera annualità 2022, chiedendo la restituzione di circa 34.000 euro.
L’uomo, assistito dal patronato Inas-Cisl, ricorre al Tribunale di Modena, che gli dà ragione.
L’Inps impugna la decisione in Appello, ma la Corte d’Appello di Bologna conferma: l’attività di mera comparsa, senza direttive specifiche né inserimento organizzativo, è al più lavoro autonomo occasionale, compatibile con la pensione.
I giudici sottolineano inoltre che spetta all’Inps dimostrare l’esistenza di un rapporto subordinato, linea interpretativa che, secondo i legali del pensionato, trova oggi sponda anche nella giurisprudenza della Corte Costituzionale.
Perché la sentenza può incidere su altri pensionati in Quota 100
La decisione della Corte d’Appello di Bologna va oltre il singolo caso del pensionato comparsa nel film su Enzo Ferrari.
Stabilisce un principio chiaro: pochi giorni di attività occasionale, con compensi modesti e senza subordinazione, non comportano automaticamente la perdita di un intero anno di pensione per chi è uscito con Quota 100.
La pronuncia rafforza anche l’onere probatorio a carico dell’Inps, chiamata a dimostrare concretamente l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente prima di procedere a revoche e recuperi massicci di prestazioni.
Per molti pensionati che svolgono micro-attività saltuarie, culturali o di supporto a eventi, la sentenza rappresenta un precedente importante e un possibile argine a interpretazioni eccessivamente restrittive dei divieti di cumulo.
FAQ
Cosa ha deciso la Corte d’Appello di Bologna sul caso della comparsa pensionata?
La Corte ha confermato che l’attività era lavoro autonomo occasionale, cumulabile con la pensione, respingendo il ricorso Inps e salvando l’intero anno di pensione.
Perché l’Inps aveva chiesto 34.000 euro al pensionato in Quota 100?
L’Inps riteneva che la comparsa nel film integrasse un rapporto di lavoro subordinato, vietato dal regime Quota 100, e ha chiesto la restituzione di tutta la pensione 2022.
Fare la comparsa in un film è sempre considerato lavoro subordinato dall’Inps?
No, può essere considerato lavoro autonomo occasionale. Dipende da direttive, inserimento organizzativo e contratto. L’Inps deve dimostrare concretamente la subordinazione.
I pensionati in Quota 100 possono svolgere attività saltuarie con piccoli compensi?
Sì, la sentenza indica che attività brevi e modeste, senza subordinazione, possono essere compatibili, ma è fondamentale verificare caso per caso e conservare la documentazione.
Da quali fonti è stata derivata e rielaborata questa notizia?
La notizia deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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