Assegno inclusione, verifiche Inps più rigide su molte famiglie

Assegno di inclusione, patrimonio mobiliare e controlli Inps: cosa cambia davvero
L’Assegno di inclusione è riconosciuto dall’Inps ai nuclei fragili che rispettano stringenti requisiti economici.
La prestazione si basa su Isee e patrimonio, ma i controlli sui requisiti avvengono anno per anno, sull’anno in corso.
Nel 2026 l’Isee fotografa redditi e patrimoni 2024, mentre l’Inps verifica se nel 2025 il patrimonio mobiliare è rimasto sotto le soglie di legge.
Chi ha superato i limiti doveva comunicarlo entro il 31 gennaio tramite modello Adi‑Com Esteso.
Ora l’Inps avvierà controlli incrociati: in caso di omissioni, l’Assegno di inclusione può essere revocato con richiesta di restituzione delle somme percepite.
In sintesi:
- Il solo rinnovo dell’Isee non basta a mantenere l’Assegno di inclusione.
- Il patrimonio mobiliare va comunicato con modello Adi-Com Esteso entro il 31 gennaio.
- Superare le soglie fa perdere il diritto alla prestazione e comporta ricalcoli.
- Con l’Isee 2027 l’Inps verificherà retroattivamente le omissioni sul 2025.
Limiti di patrimonio mobiliare, scadenze e obblighi di comunicazione
La normativa sull’Assegno di inclusione impone che il patrimonio mobiliare del nucleo non superi, in linea base, i 6.000 euro per il singolo componente.
La soglia aumenta di 2.000 euro per ogni ulteriore componente fino a un massimo di 10.000 euro.
Per le famiglie con figli minori è previsto un incremento di 1.000 euro per ogni minorenne oltre il secondo, mentre in presenza di persone con disabilità la soglia cresce di 5.000 euro per componente, che diventano 7.500 euro in caso di disabilità grave o non autosufficienza.
Il patrimonio mobiliare non riguarda solo il saldo del conto corrente, ma anche depositi bancari, libretti postali, titoli di Stato, azioni, obbligazioni, fondi, polizze finanziarie e altre disponibilità liquide o strumenti finanziari.
Se tali valori, nel corso del 2025, hanno superato le soglie previste e l’informazione non risultava già nella Dsu, il beneficiario era obbligato a inviare il modello Adi‑Com Esteso entro il 31 gennaio 2026.
L’Adi‑Com Esteso serve anche per comunicare l’avvio di attività lavorativa o variazioni del patrimonio immobiliare.
Chi non ha adempiuto espone il nucleo a verifiche e possibili revoche, perché l’Inps potrà confrontare i dati comunicati con quelli che emergeranno dall’Isee 2027, che conterrà i patrimoni aggiornati al 2025.
In caso di irregolarità, l’Istituto potrà chiedere la restituzione degli importi erogati senza titolo, oltre a eventuali sanzioni amministrative.
Prospettive, rischi futuri e come mettersi in sicurezza
Nei prossimi mesi l’azione di controllo dell’Inps sul patrimonio mobiliare dei beneficiari dell’Assegno di inclusione sarà sempre più strutturata, grazie all’incrocio automatico con dati bancari e fiscali.
È quindi strategico monitorare periodicamente saldi e investimenti, conservare estratti conto, attestazioni bancarie e polizze, e valutare con un patronato o un consulente come compilare correttamente la Dsu e l’Adi‑Com Esteso.
Chi oggi è in regola riduce drasticamente il rischio di contestazioni future; chi sospetta di aver superato le soglie deve prepararsi a eventuali richieste di chiarimento, per dimostrare la propria posizione ed evitare conseguenze economiche pesanti sul bilancio familiare.
FAQ
Il rinnovo dell’Isee basta per mantenere l’Assegno di inclusione?
No, non basta. Occorre anche comunicare variazioni di reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare tramite modello Adi‑Com Esteso entro le scadenze previste.
Quando va comunicato all’Inps l’aumento del patrimonio mobiliare?
Va comunicato entro il 31 gennaio dell’anno successivo, tramite modello Adi‑Com Esteso, se il superamento delle soglie non risulta già nella Dsu.
Cosa succede se supero le soglie di patrimonio senza comunicarlo?
Succede che l’Inps può revocare l’Assegno di inclusione e richiedere la restituzione delle somme percepite indebitamente, oltre a eventuali sanzioni.
Quali strumenti rientrano nel patrimonio mobiliare ai fini Adi?
Rientrano conti correnti, depositi bancari e postali, libretti, titoli di Stato, azioni, obbligazioni, fondi, polizze finanziarie e altre attività finanziarie.
Quali sono le fonti delle informazioni sull’Assegno di inclusione?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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