Arbitro assicurativo sorprende il mercato: come tagliare i costi delle polizze e risparmiare subito

Indice dei Contenuti:
Funzionamento dell’arbitro assicurativo
Arbitro assicurativo operativo dal 15 gennaio: nasce come strumento di tutela rapida ed economica per i clienti delle compagnie, sotto la supervisione di Ivass. Il modello ricalca l’esperienza dell’Arbitro bancario finanziario e dell’Arbitro per le controversie finanziarie, ma adattato alle specificità del settore assicurativo. Obiettivo: ridurre tempi e costi rispetto ai tribunali, offrendo un canale alternativo e standardizzato alle vie ordinarie.
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La procedura è scritta, non richiede assistenza legale e si fonda su un collegio di cinque membri che rappresentano i diversi interessi coinvolti. Le decisioni vengono assunte sulla base della documentazione delle parti, con criteri di trasparenza e uniformità. Nella fase di avvio è previsto un unico collegio a Roma, scelta mirata a garantire coerenza interpretativa e omogeneità delle prassi.
Il perimetro è ampio: destinatari sono consumatori e assicurati coinvolti in rapporti con imprese e intermediari, dalle polizze Rc auto ai rami vita e danni. L’istituzione risponde a un fabbisogno reale: nel 2024 si sono contati circa 113 mila reclami nel comparto, dato che fotografa la pressione potenziale sul nuovo organismo. Fonte: Ivass.
Ambiti di controversia e competenze
L’arbitro esamina controversie su Rc auto, polizze danni e assicurazioni vita, incluse le formule unit linked e index linked. Per l’Rc auto, il valore massimo delle richieste trattabili è di 2.500 euro, con focus su risarcimenti negati o ritenuti insufficienti e contestazioni sulla gestione del sinistro.
Nelle polizze danni rientrano disaccordi su liquidazioni, esclusioni contrattuali, franchigie e tempi di pagamento; nel ramo vita l’attenzione riguarda costi, performance collegate agli indici, penalità di riscatto e correttezza informativa.
Per i prodotti ibridi vita-finanza, la competenza si valuta in base alla natura della contestazione: profili assicurativi all’arbitro assicurativo, questioni tipicamente finanziarie all’organismo dedicato alle controversie finanziarie. In caso di dubbio, prevale il criterio sostanziale legato all’oggetto del reclamo. Fonte: Ivass.
Ricorso, tempi e costi
Prima tappa obbligatoria: inviare un reclamo all’impresa o all’intermediario e attendere 45 giorni per la risposta. In assenza di esito o con replica insoddisfacente, si può attivare l’Arbitro assicurativo; senza questo passaggio, il ricorso è inammissibile.
La domanda si deposita con contributo fisso di 20 euro; non serve un avvocato e l’istruttoria avviene per iscritto. Se il ricorrente ottiene ragione, il contributo viene rimborsato.
Il collegio decide entro 180 giorni, prorogabili di 90 nei casi complessi; nella fase di avvio opera un unico collegio a Roma per garantire uniformità. Ammissibili anche controversie pregresse se il reclamo è stato presentato nei 12 mesi antecedenti e i fatti non superano tre anni. Fonte: Ivass.
FAQ
Qual è il primo passo per attivare l’Arbitro assicurativo? Inviare reclamo alla compagnia o all’intermediario e attendere 45 giorni.
Quanto costa presentare ricorso? 20 euro, rimborsati se il ricorrente vince.
Serve un avvocato? No, la procedura è scritta e semplificata.
In quanto tempo arriva la decisione? Entro 180 giorni, con possibile proroga di 90.
Si possono portare casi passati? Sì, se il reclamo è entro 12 mesi e i fatti entro tre anni.
Dove opera il collegio? Nella fase iniziale un unico collegio a Roma. Fonte: Ivass.




