Apple e la sfida a Starlink: motivi della rinuncia al mercato satellitare globale

Apple e la sfida a Starlink: motivi della rinuncia al mercato satellitare globale

28 Maggio 2025

Il progetto Eagle di Apple per internet satellitare

Apple ha ambito a rivoluzionare il mercato della connettività internet lanciando un progetto di rete satellitare in competizione diretta con Starlink di Elon Musk. Questo ambizioso piano, noto internamente come Eagle, prevedeva la creazione di una vasta costellazione di satelliti in orbita per fornire internet ad alta velocità direttamente nelle abitazioni. Il progetto mirava a posizionare Cupertino tra i protagonisti della nuova era della connettività globale, sfruttando la capacità di offrire un accesso indipendente dalle infrastrutture terrestri tradizionali.

Per dare concretezza all’iniziativa, Apple avviò contatti con Boeing, leader nel settore aerospaziale, consolidando un primo investimento di 36 milioni di dollari per la fase di sperimentazione e sviluppo. L’obiettivo originario era il lancio del servizio entro il 2019, una tabella di marcia ambiziosa che avrebbe permesso all’azienda di Cupertino di scalare rapidamente il mercato. L’intera operazione fu gestita in stretta riservatezza, riflettendo quanto fosse strategico per Apple entrare nel settore delle comunicazioni satellitari senza attirare troppo l’attenzione di competitor e operatori tradizionali.

Le ragioni dell’abbandono del progetto

Nonostante le potenzialità di Eagle, Apple decise di sospendere il progetto già nel 2016, tre anni prima del lancio previsto. La scelta fu dettata da diverse criticità che rendevano insostenibile un ingresso diretto nel mercato della connettività satellitare. Il primo ostacolo fu la relazione con gli operatori telefonici tradizionali, partner fondamentali per Cupertino. Un’entrata in competizione con queste aziende avrebbe potuto compromettere accordi chiave, un prezzo troppo alto da pagare per una strategia così ambiziosa.

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A ciò si aggiunsero ragioni economiche: i costi enormi legati allo sviluppo e alla messa in orbita di una costellazione satellitare altamente performante erano un investimento rischioso, con ritorni incerti nel breve-medio termine. Le stime finanziarie evidenziarono che i livelli di redditività difficilmente avrebbero giustificato la spesa immediata, facendo vacillare la decisione di Cupertino. Anche quando nel 2018 Apple esplorò un’alternativa acquistando potenzialmente una quota in OneWeb, i numeri astronomici — tra 30 e 40 miliardi di dollari — e le preoccupazioni sulle conseguenze commerciali mantennero il progetto fuori dalla portata dell’azienda.

In definitiva, Apple preferì evitare un confronto diretto con operatori consolidati e investire invece in iniziative più modeste e meno rischiose, confermando un approccio pragmatico che privilegia la sostenibilità e la protezione delle relazioni di mercato. Questa decisione delineò un indirizzo differente nella strategia satellitare, più prudente ma anche meno ambizioso rispetto alle aspettative iniziali.

Il servizio satellitare SOS e la scelta strategica di Apple

Di fronte ai limiti tecnici ed economici del progetto Eagle, Apple ha virato verso un modello più contenuto e pragmatico, focalizzandosi su un servizio satellitare dedicato esclusivamente alle emergenze. Il risultato è stata la creazione di un sistema di comunicazione via satellite, in collaborazione con Globalstar, pensato per garantire agli utenti iPhone la possibilità di inviare messaggi e segnalazioni SOS anche in assenza di copertura telefonica tradizionale. Questa scelta strategica consente ad Apple di offrire un servizio di backup affidabile senza intaccare i rapporti con i gestori di telefonia mobile.

Tuttavia, entro Cupertino permangono dubbi sull’efficacia a lungo termine di questa soluzione. L’architettura di Globalstar è considerata superata rispetto alle reti di nuova generazione di concorrenti come Starlink, mettendo in discussione la capacità del sistema di garantire un servizio sempre efficiente in situazioni critiche. Nonostante ciò, Apple ha deciso di erogare gratuitamente questo servizio agli utenti, lasciando aperta la questione della futura monetizzazione e delle possibili evoluzioni tecnologiche.

Questa strategia ridimensionata rappresenta un compromesso tra innovazione e prudenza, un modo per entrare nel mercato satellitare senza affrontare i rischi insiti nello sviluppo di una rete proprietaria. Il servizio SOS satellitare si configura così come un primo passo orientato a integrare la connettività esistente, piuttosto che sostituirla, segnando una scelta aziendale che privilegia controllo, stabilità e alleanze strategiche consolidate.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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