Antonella Clerici e Mara Venier smascherano gli haters sulla tragedia di Crans Montana, indignazione social

Indice dei Contenuti:
Reazioni delle conduttrici alla tragedia di Crans-Montana
Antonella Clerici ha aperto “È Sempre Mezzogiorno” ricordando le vittime di Crans-Montana e condividendo il dolore dei genitori, parlando anche da madre di una sedicenne.
La conduttrice ha descritto il contesto: giovani in vacanza in montagna, serata di festa, spostamenti senza auto, un passaggio rapido in un bar o pub prima che tutto precipitasse.
Ha sottolineato come molti ragazzi, di fronte all’emergenza, abbiano ripreso con il telefono senza coglierne subito la gravità, un comportamento tipico dell’età e non frutto di superficialità consapevole.
Ha definito “indegne” le reazioni di chi, sui social, ha trasformato il dolore in un tribunale morale, invitando a sospendere i giudizi e a riconoscere il valore dell’empatia per non “diventare bestie”.
Mara Venier, in apertura di “Domenica In”, si è commossa ricordando le vittime e i loro familiari, rimarcando la difficoltà di raccontare una tragedia che potrebbe riguardare chiunque.
Ha stigmatizzato chi critica i giovani per l’uso dei cellulari durante i fatti: “si devono vergognare”, ha detto, evidenziando che i ragazzi non erano stati avvisati e che la musica continuava, segno di una percezione alterata dell’accaduto.
Prima dell’ingresso di Raoul Bova, ha ribadito la vicinanza alle famiglie provenienti da tutta Europa e il dolore con cui è ripresa la normale programmazione.
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Condanna dei giudizi online e richiamo all’empatia
Antonella Clerici ha definito “vergognose” le accuse rivolte ai ragazzi, ricordando che a 16 anni la reazione istintiva è registrare ciò che accade senza comprenderne subito la portata.
Ha invitato a sospendere i processi sommari sui social e a riconoscere il contesto: vacanza in montagna, clima di sicurezza percepita, nessun uso di auto, locali affollati per il Capodanno.
Per la conduttrice, l’unica risposta adeguata è la vicinanza umana: chi giudica “non ha empatia” e contribuisce a una deriva disumana che “ci fa diventare bestie”.
Mara Venier ha usato parole durissime contro chi critica i giovani con il cellulare in mano: “si devono vergognare”, perché nessuno li aveva allertati e la musica proseguiva, impedendo di percepire l’emergenza.
Entrambe ribadiscono un principio: in una tragedia come Crans‑Montana il tempo dell’opinione facile va rifiutato, serve rispetto del dolore e responsabilità nel linguaggio pubblico.
Sui social le reazioni sono state polarizzate: c’è chi ha apprezzato la misura dei toni e chi ha continuato a pontificare come in un reality, ignorando la complessità e alimentando un clima tossico.
Vicino alle famiglie e richiesta di giustizia
Mara Venier ha aperto “Domenica In” assicurando vicinanza ai familiari delle vittime e ai genitori dei ragazzi arrivati da tutta Europa, riconoscendo la difficoltà di affrontare in tv un dolore così grande.
Ha espresso l’auspicio che “giustizia sia fatta”, rimarcando il dovere di rispetto e silenzio operativo mentre le autorità ricostruiscono i fatti di Crans‑Montana e accertano eventuali responsabilità.
Il richiamo è a un’informazione sobria: niente speculazioni, attenzione ai tempi delle indagini, priorità all’ascolto delle famiglie e al sostegno psicologico dei più giovani coinvolti.
Antonella Clerici ha chiesto di stringersi attorno ai genitori, invitando chi crede alla preghiera e tutti alla solidarietà concreta, evitando tribunali mediatici che aggravano il lutto.
L’appello congiunto punta a proteggere i minori dall’esposizione morbosa, a mantenere toni misurati e a garantire che il racconto pubblico non intralci il lavoro degli inquirenti né ferisca ulteriormente le comunità colpite.
La ripresa dei programmi di intrattenimento avviene, come sottolineato in diretta, “con tanta tristezza nel cuore”, segnalando rispetto per le vittime e per il percorso verso verità e responsabilità.
FAQ
- Che cosa chiedono le conduttrici alle istituzioni?
Accertamenti rapidi e rigorosi sui fatti di Crans‑Montana e pieno rispetto delle famiglie durante le indagini. - Qual è il messaggio alle famiglie delle vittime?
Vicinanza, sostegno e tutela dalla spettacolarizzazione del dolore, con attenzione ai bisogni dei minori. - Perché si insiste sulla misura dei toni mediatici?
Per evitare speculazioni che possano influenzare l’opinione pubblica e ferire chi è colpito dalla tragedia. - Come interpretare l’uso del cellulare da parte dei ragazzi?
Come reazione istintiva tipica dell’età, non consapevole della gravità, in un contesto confuso e rumoroso. - Qual è la posizione rispetto ai giudizi online?
Netta condanna dei processi sommari e invito all’empatia e al rispetto del dolore altrui. - Cosa significa “giustizia sia fatta” in questo contesto?
Ricostruire responsabilità e dinamiche con trasparenza, tutelando le persone coinvolte e i loro diritti.


