Anthropic rifiuta cooperazione militare e respinge il progetto del Pentagono

Anthropic sfida il Pentagono sulle regole d’uso di Claude
Lo scontro tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti mette a nudo il nuovo fronte strategico dell’intelligenza artificiale generativa in ambito militare. Al centro del contenzioso c’è Claude, il modello sviluppato dalla società californiana, che integra vincoli etici stringenti sull’impiego in armi autonome e sorveglianza di massa. Il Pentagono, guidato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, pretende la rimozione di queste limitazioni per sfruttare Claude in ogni scenario operativo consentito dalla legge, minacciando la revoca di un contratto da 200 milioni di dollari e l’inserimento di Anthropic in una blacklist strategica. La vicenda assume rilievo geopolitico e industriale perché definisce, di fatto, i confini tra autonomia tecnologica, etica aziendale e sicurezza nazionale.
In parallelo, altri colossi come Google, OpenAI e xAI intensificano la loro presenza nel comparto difesa, mentre SpaceX e xAI puntano sullo sviluppo di droni autonomi a comando vocale.
Le clausole etiche di Claude e il nodo sicurezza nazionale
Le policy di Anthropic vietano esplicitamente l’uso di Claude per il controllo diretto di armi autonome e per forme estese di sorveglianza di massa su cittadini statunitensi. Questo impianto di “AI safety” contrasta con la richiesta del Pentagono di poter impiegare il modello in qualsiasi ambito operativo, inclusi contesti classificati ad alta intensità bellica. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters e dal Wall Street Journal, l’operazione che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro in Venezuela avrebbe coinvolto tecnologie di Palantir integrate con Claude su sistemi segreti, dove il modello è l’unico disponibile. Il Dipartimento della Difesa teme che vincoli unilaterali da parte di un fornitore privato possano tradursi in limitazioni operative critiche in scenari di guerra ad alta complessità tecnologica.
La questione non è solo contrattuale: ridefinisce il ruolo delle big tech come co-architetti della dottrina militare statunitense.
Blacklist, supply chain risk e impatto sull’ecosistema AI
Se Anthropic non rimuoverà le restrizioni, il Dipartimento della Difesa valuterà la cancellazione del contratto da 200 milioni di dollari e l’inserimento dell’azienda in una blacklist come “supply chain risk”. Ciò obbligherebbe tutti i fornitori del Pentagono a certificare di non utilizzare i modelli Claude, con un effetto domino su integratori, contractor e partner tecnologici. Un simile provvedimento, solitamente riservato ad attori considerati ostili o ad alto rischio geopolitico, segnerebbe un precedente senza equivalenti nel rapporto tra Washington e l’industria AI domestica. Le dichiarazioni di Pete Hegseth sono state esplicite: “Sarà una vera e propria rottura di scatole e faremo in modo che paghino il prezzo per averci forzato la mano in questo modo.”
In questo scenario, ogni impresa AI che voglia operare nella difesa dovrà definire con estrema chiarezza il perimetro etico dei propri modelli, assumendosi rischi economici e reputazionali significativi.
AI militare, droni autonomi e il ruolo di SpaceX e xAI


Mentre prosegue il braccio di ferro con Anthropic, il Pentagono accelera su programmi che mirano all’adozione capillare dell’intelligenza artificiale nel combattimento. Un contest da 100 milioni di dollari, a cui partecipano SpaceX e xAI, punta allo sviluppo di droni autonomi a comando vocale in grado di identificare e colpire bersagli in modo altamente automatizzato. Questo trend consolida l’idea di un “campo di battaglia algoritmico”, in cui la velocità decisionale e la capacità di integrare dati in tempo reale diventano fattori determinanti di superiorità militare. Allo stesso tempo, riemergono interrogativi cruciali su accountability, rischio di escalation accidentale e controllo umano effettivo sui sistemi d’arma.
Droni a comando vocale e automazione della forza letale
Il contest da 100 milioni di dollari prevede la creazione di droni autonomi che rispondono a comandi vocali dei militari, riducendo drasticamente il tempo tra identificazione del bersaglio e ingaggio operativo. Modelli AI avanzati elaborano segnali audio, video e dati di contesto per proporre o eseguire azioni cinetiche. In assenza di limiti chiari, questa architettura può trasformare il combattente umano in un “supervisore” marginale di sistemi letali altamente automatizzati. Il rischio è una soglia decisionale sempre più bassa nell’uso della forza. Il Pentagono insiste sull’allineamento con il diritto statunitense e internazionale, ma la convergenza tra riconoscimento vocale, computer vision e modelli generativi sposta il baricentro operativo verso la macchina, rendendo più complesso attribuire responsabilità in caso di errori o abusi.
La svolta di Elon Musk tra principio e opportunità
Elon Musk in passato aveva pubblicamente sostenuto il divieto di impiegare l’intelligenza artificiale in armi autonome capaci di uccidere persone. La decisione di far partecipare SpaceX e xAI al contest del Pentagono segna una discontinuità evidente tra dichiarazioni e strategia industriale. L’accesso a un budget dedicato di 100 milioni di dollari e la possibilità di consolidare relazioni contrattuali strategiche con la difesa statunitense sembrano aver pesato più delle precedenti posizioni etiche. Questo passaggio rafforza il ruolo di Musk come attore centrale nel complesso militare-industriale tecnologico, facendo convergere spazio, comunicazioni e AI militare all’interno di un unico ecosistema controllato da un numero limitato di soggetti privati, con impatti profondi su governance e concorrenza.
Equilibrio tra etica dell’AI, interessi industriali e potere militare
Il caso Anthropic-Pentagono rappresenta un test decisivo per la credibilità delle policy etiche dei produttori di modelli generativi. La scelta se mantenere o allentare le restrizioni su Claude determinerà non solo il destino di un contratto da 200 milioni di dollari, ma anche il segnale inviato al mercato su quanto le big tech siano disposte a sacrificare margini e accesso ai fondi della difesa per preservare un impianto di sicurezza e responsabilità. Per Washington, la priorità è garantire che i partner industriali siano “allineati alla missione”, come ribadito dal portavoce del Dipartimento della Difesa: “La nostra nazione richiede che i nostri partner siano disposti ad aiutare i nostri combattenti a vincere in qualsiasi battaglia.”
Lo spazio per posizioni intermedie si riduce, mentre cresce la pressione politica e geopolitica sulle scelte tecniche e di governance dei modelli.
Implicazioni per governance, alleati e mercati civili
Una rottura tra Anthropic e il Pentagono potrebbe ridisegnare l’architettura delle forniture AI per la difesa, spostando ancora più potere contrattuale verso attori percepiti come pienamente allineati agli obiettivi militari. Gli alleati degli Stati Uniti osservano da vicino, perché standard e liste di rischio potrebbero essere mutuati in ambito NATO o in accordi bilaterali. Sul fronte civile, aziende e istituzioni che utilizzano Claude potrebbero trovarsi a dover giustificare le proprie scelte tecnologiche in termini di compliance con politiche di sicurezza statunitensi. Questo scenario rende cruciale la trasparenza sulle funzioni dei modelli, sulla gestione dei dati e sui meccanismi di controllo dell’uso improprio, con impatti diretti su fiducia degli utenti, regolazione e accesso ai mercati.
Verso standard condivisi di AI militare responsabile
L’escalation tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa evidenzia l’assenza di standard globali condivisi sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale in guerra. Alcuni Stati spingono per un divieto esplicito delle armi totalmente autonome, altri privilegiano approcci di autoregolazione interna. Senza regole chiare e verificabili, ogni compromesso tra esigenze militari e principi etici resta fragile e soggetto a pressioni politiche e finanziarie. Per ridurre rischio sistemico e sfiducia pubblica, diventa centrale la definizione di linee guida tecniche vincolanti, audit indipendenti e meccanismi di accountability che coinvolgano governi, industria e comunità scientifica. Il caso Claude è un campanello d’allarme su come questi nodi, finora teorici, si stiano trasformando in decisioni operative e contrattuali già oggi.
FAQ
Perché Anthropic è in conflitto con il Dipartimento della Difesa USA?
Anthropic rifiuta di rimuovere le restrizioni che impediscono a Claude di essere usato per armi autonome e sorveglianza di massa, in contrasto con le richieste operative del Pentagono.
Cosa rischia Anthropic se non modifica le policy di Claude?
L’azienda potrebbe perdere il contratto da 200 milioni di dollari ed essere inserita in una blacklist come “supply chain risk”, con effetti su tutti i fornitori che usano Claude.
Qual è il ruolo di Claude nelle operazioni militari statunitensi?
Claude sarebbe stato impiegato, tramite tecnologie di Palantir, in operazioni su sistemi classificati, incluso il caso che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro in Venezuela.
In cosa consiste il contest del Pentagono per droni autonomi?
È una gara da 100 milioni di dollari per sviluppare droni a comando vocale, potenzialmente capaci di identificare e colpire bersagli con elevato grado di automazione.
Perché la partecipazione di SpaceX e xAI è considerata significativa?
SpaceX e xAI, guidate da Elon Musk, rafforzano il loro ruolo nel settore difesa, integrando AI, spazio e capacità militari avanzate.
Come si collocano Google e OpenAI rispetto ai sistemi classificati?
Google, OpenAI e xAI hanno contratti con il Pentagono, ma i loro modelli non sono attualmente autorizzati sui sistemi classificati.
Quali sono le principali preoccupazioni etiche sull’AI militare?
Rischi di armi autonome letali, sorveglianza di massa, perdita di controllo umano significativo e difficoltà nell’attribuire responsabilità in caso di errori o abusi.
Qual è la fonte originaria delle informazioni sul caso Anthropic-Pentagono?
Le informazioni provengono da un articolo di Punto Informatico che cita anche indiscrezioni di Reuters e Wall Street Journal sul contenzioso tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa USA.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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