Andrea Sempio rompe il silenzio su Stasi a Verissimo: il retroscena di Garlasco che nessuno ha mai raccontato
Indice dei Contenuti:
Le indagini e il peso mediatico
Andrea Sempio si definisce “un colpevole desiderato” e racconta lo shock del terzo avviso di garanzia nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: una telefonata dei carabinieri, la notifica in caserma, l’accusa di omicidio letta di nuovo. Da quel momento descrive una vita sospesa, segnata dall’ansia di comunicarlo ai familiari e dalla speranza che questa sia “l’ultima volta”.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La vicenda, sottolinea, si muove su due binari distinti: il percorso giudiziario, che definisce lineare e privo di scosse, e quello mediatico, dominato da polarizzazione e tifo. Sempio parla di una platea digitale ostile, che alimenta un racconto parallelo a prescindere dagli sviluppi istruttori, anche quando emergono elementi a lui favorevoli.
Nel salotto di Verissimo, con Silvia Toffanin, evidenzia come l’attenzione pubblica abbia trasformato l’indagine in una narrazione seriale, dove ogni dettaglio viene ingigantito e reinterpretato. Il risultato, dice, è un clima in cui la presunzione di colpevolezza sembra più forte dei fatti, mentre la dimensione personale resta compressa tra procedimento e rumore mediatico.
Pur riconoscendo il peso della pressione esterna, Sempio insiste sul mantenimento di una condotta prudente, confidando nei passaggi formali della giustizia e proteggendo la famiglia dall’esposizione indiscriminata. “È la volta più difficile”, ammette, ma ribadisce fiducia nel quadro processuale rispetto alla piazza digitale.
Il dna, le impronte e lo scontrino contestato
Al centro degli accertamenti spicca il profilo genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, indicato con “compatibilità moderata e forte” rispetto a Andrea Sempio e ai familiari maschi. Sempio riporta la valutazione della genetista: campione scarso, degradato e mal conservato, quindi risultati non utilizzabili e non attribuibili con affidabilità. L’output biostatistico, sostiene, nasce da una base metodologica inadeguata e non orienta l’indagine né in suo favore né contro.
Sulle presunte tracce palmari sul muro della casa di Garlasco, Sempio riferisce che per la Procura non si tratti di impronta insanguinata e dunque non collegata al momento del delitto. In quel punto, lungo il giro-scala, erano presenti altre impronte di terzi: un’area d’appoggio abituale per chi scendeva. Ricorda di aver frequentato spesso l’abitazione, in particolare il salotto al piano inferiore e la stanza di Chiara per usare il pc e giocare online.
Sul contestato scontrino del parcheggio di Vigevano nel giorno dell’omicidio, Sempio spiega di averlo conservato in attesa delle richieste degli inquirenti, come altri testimoni che avevano fornito documenti utili. Lo ha consegnato un anno dopo perché, afferma, gli è stato chiesto in quel momento. Vede nella discussione pubblica attorno a questo dettaglio l’effetto di una narrazione che spettacolarizza ogni frammento della vicenda.
L’incontro sfiorato con Stasi e i legami con i Poggi
L’eventuale conoscenza tra Andrea Sempio e Alberto Stasi viene esclusa da Sempio: racconta un solo episodio, avvenuto anni dopo il delitto, in un locale di Garlasco. Seduto con Marco Poggi e altri amici, nota un ragazzo con cappellino che riconosce come Stasi e chiede di cambiare tavolo per evitare contatti. Nessun rapporto pregresso, nessuna frequentazione, solo un incrocio mancato gestito con prudenza.
Il legame di Sempio con la famiglia Poggi passa da Marco, amico di lunga data. Sempio riferisce che l’amicizia è proseguita e che Marco non ha mai nutrito dubbi su di lui. Entrambi hanno scelto di non alimentare conversazioni sul caso, per rispetto del dolore e per non riaprire ferite. I contatti si sono diradati per motivi di lavoro, ma la fiducia è rimasta, consolidata anche nei momenti di maggiore esposizione giudiziaria e mediatica.
Alla domanda su presunte infatuazioni per Chiara Poggi, Sempio smentisce: tra loro c’erano soltanto saluti, nessun rapporto oltre la mera conoscenza. Ribadisce che ipotesi e suggestioni servono a tenere in vita una “telenovela” che travalica i fatti. Intanto, la recente inchiesta per corruzione che coinvolge il padre di Sempio lo preoccupa sul piano umano, non su quello legale; chiede rispetto per la famiglia, presa di mira fuori casa, mentre lui prova a ridurre la visibilità per non danneggiare chi gli sta accanto.
FAQ
- Andrea Sempio e Alberto Stasi si conoscevano?
Secondo Sempio, no: racconta solo un incontro evitato in un locale di Garlasco. - Qual è il rapporto tra Sempio e Marco Poggi?
Un’amicizia di lunga data, basata su fiducia reciproca e rispetto del dolore familiare. - Sempio ha mai avuto un interesse per Chiara Poggi?
Lo nega: parla di semplici saluti, senza relazioni o avances. - Perché Sempio evita situazioni pubbliche?
Per limitare esposizione mediatica e proteggere le persone a lui vicine. - Marco Poggi ha mai dubitato di Sempio?
No, secondo Sempio Marco è sempre stato dalla sua parte. - Ci sono stati contatti tra Sempio e la famiglia Poggi sul caso?
Hanno evitato di parlarne per non riaprire ferite e mantenere equilibrio personale. - Qual è la fonte giornalistica delle dichiarazioni?
Intervista a Verissimo su Canale 5, riportata da FQMagazine e citata da Mediaset.




