“Amiche in Vacanza: Abusi Alcolici e Sessuali con Sconosciuti Lascia Indecisa una Giovane tra Ripetere o Svelarsi”

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“Le mie amiche sono state un incubo in vacanza. Si sono ubriacate e hanno fatto se*so con sconosciuti. Vogliono ripetere l’esperienza, ma io sono imbarazzata”: il dilemma di una ragazza
Vacanza da incubo
Una giovane lettrice ha raccontato alla rubrica “Just Jane” del Daily Star di aver organizzato nel marzo 2025 una vacanza in Spagna con le amiche, trasformata in un incubo dal primo minuto. L’appartamento preso in affitto era sporco al punto da costringerle a un’intera giornata di pulizie, rovinando l’inizio del soggiorno. Mentre lei andava al supermercato per fare la spesa per tutte, le altre hanno iniziato a scolarsi litri di vino rosato, ubriacandosi senza alcun limite.
Ogni sera il copione si è ripetuto: le ragazze rimorchiano sconosciuti in città, li riportano a casa e fanno sesso in ogni stanza, ignorando qualsiasi confine. La tensione esplode quando una delle amiche porta nell’appartamento due ragazzi e una ragazza per giochi sessuali di gruppo, trasformando l’alloggio in un caos ingestibile. La protagonista, stremata, protesta e viene immediatamente bollata come “guastafeste”, accusata di rovinare l’atmosfera.
Al rientro, esausta e furiosa, la giovane invia alle coinquiline la fattura dettagliata di tutto ciò che ha anticipato: cibo, benzina, alcol. Il gruppo formalmente è ancora unito, ma lei è combattuta: le amiche ora vogliono prenotare un’altra vacanza insieme e lei si sente intrappolata tra imbarazzo, vergogna e paura di rivivere lo stesso film.
Confini, rispetto e pressione del gruppo
Il cuore del dilemma non è solo la condotta sessuale delle amiche, ma la totale mancanza di rispetto per chi viaggia con loro. L’abuso di alcol, il sesso occasionale con sconosciuti portati in casa e il disprezzo per chi non partecipa creano un contesto tossico, soprattutto per chi desidera una vacanza tranquilla e sicura. La protagonista si sente giudicata perché non si allinea al “programma” fatto di eccessi, come se fosse lei il problema.
In realtà il conflitto mette in luce un tema diffuso tra i giovani adulti: la pressione del gruppo a condividere uno stile di divertimento che non appartiene a tutti. Essere etichettata come guastafeste è un modo per zittire il dissenso e mantenere il controllo sul clima del gruppo. Ma la gestione delle spese, delle pulizie e dell’organizzazione dimostra che la ragazza ha svolto il ruolo di “mamma” del gruppo, dando molto più di quanto abbia ricevuto in termini di rispetto e collaborazione.
Qui la questione diventa identitaria: quanto si è disposti a sacrificare il proprio benessere per non perdere un gruppo di amiche che, di fatto, non trattano da pari?
Il consiglio di Jane O’Gorman
La giornalista Jane O’Gorman, che cura la rubrica “Just Jane” per il Daily Star, risponde senza giri di parole: queste amiche hanno approfittato della natura gentile e operosa della lettrice. Sottolinea come la ragazza si sia impegnata per creare una bella esperienza per tutte, ottenendo in cambio solo ingratitudine, pigrizia e comportamenti infantili. La domanda chiave diventa: vale davvero la pena rischiare un bis?
O’Gorman invita la giovane a fare un bilancio freddo: quanto costerebbe la prossima vacanza, non solo in denaro ma in energia, stress e giorni di ferie? E soprattutto: ci sono prove concrete che le amiche siano disposte a cambiare abitudini e rispettare i suoi limiti? La giornalista ammette di non crederci molto e normalizza l’idea di dire “no” senza sensi di colpa.
Il messaggio finale è netto: essere gentili e affidabili non significa essere a disposizione degli altri a prescindere. Se un gruppo dà per scontato chi si fa carico di tutto, la scelta più sana può essere prendere le distanze, o almeno pretendere regole chiare prima di accettare una nuova partenza.
FAQ
D: È normale sentirsi in colpa se non voglio partire con le stesse amiche?
R: Sì, ma il senso di colpa non deve prevalere sul tuo benessere: dire di no è un diritto.
D: Come posso rifiutare una vacanza senza rompere l’amicizia?
R: Spiega con calma che hai bisogno di un tipo di viaggio diverso e proponi altre occasioni per vedervi.
D: Cosa posso fare se in vacanza le altre si ubriacano e portano sconosciuti in casa?
R: Metti subito paletti chiari su sicurezza, orari e uso degli spazi comuni, anche a costo di sembrare rigida.
D: Devo sempre anticipare soldi per il gruppo?
R: No, puoi chiedere pagamenti immediati o usare app di divisione spese per evitare abusi.
D: È sbagliato giudicare chi fa sesso occasionale in vacanza?
R: Il punto non è giudicare la sessualità altrui, ma pretendere rispetto per i tuoi limiti e per gli spazi condivisi.
D: Come capire se è il caso di chiudere un’amicizia?
R: Quando ti senti sistematicamente sfruttata, svalutata e stanca dopo ogni incontro, è un campanello d’allarme.
D: Posso chiedere regole scritte prima di prenotare una casa insieme?
R: Sì, un accordo chiaro su pulizie, ospiti, spese e orari è una tutela per tutti.
D: Qual è la fonte della storia raccontata?
R: Il caso è stato reso noto dalla rubrica “Just Jane”, curata da Jane O’Gorman sul quotidiano britannico Daily Star.




