AMD Ryzen 7 9850X3D sorprende in gaming: prestazioni davvero rivoluzionarie

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Recensione AMD Ryzen 7 9850X3D, il nuovo riferimento del PC gaming?
Architettura e scheda tecnica
Il nuovo processore di casa AMD nasce sull’architettura Zen 5 con tecnologia 3D V-Cache di seconda generazione, pensata per massimizzare gli FPS nei titoli più sensibili alla latenza della memoria. Mantiene il layout a 8 core e 16 thread, con 8MB di cache L2 e 96MB di cache L3 impilata verticalmente, per un totale di 104MB di cache combinata, valore ancora di riferimento nel segmento gaming.
La differenza chiave rispetto al modello precedente è il boost single core, che passa a 5,6 GHz mantenendo invariata la base clock di 4,7 GHz. L’incremento di circa l’8% sulla frequenza di picco è mirato alle prestazioni in giochi e software che sfruttano pochi core e scalano bene con il clock, senza alterare il posizionamento della CPU nel catalogo enthusiast.
Restano identici TDP (120W), TjMax (95°C) e PPT (162W), con supporto a memorie DDR5-5600 in dual-channel e compatibilità con moduli ECC dove la scheda madre lo consente. L’algoritmo Precision Boost 2 continua a gestire in automatico frequenze e tensioni in funzione di carico, temperatura e margine elettrico, con VCore operativo tipico tra 1,28 e 1,31V e picchi fino a 1,4V nei carichi più aggressivi.
Per chi arriva da piattaforme precedenti alle AM5, il salto generazionale offre PCIe 5.0, DDR5 e una migliore efficienza per watt, ma chi possiede già un sistema recente con CPU vicina come specifiche deve valutare con attenzione il reale guadagno prestazionale.
Benchmark in gaming e produttività
Nei test a 1080p senza upscaling né ray tracing, salvo titoli che non consentono di disattivarlo, la nuova CPU si posiziona stabilmente ai vertici delle soluzioni da gioco, ma con margini ridotti rispetto al diretto predecessore. In scenari particolarmente sensibili al clock, come Far Cry 6 e Hogwarts Legacy, il vantaggio arriva rispettivamente a circa +7,5% e +5,1%, mentre in molti altri giochi le differenze ricadono nel margine d’errore dei benchmark.
Il boost più spinto migliora anche la fluidità percepita, con progressi significativi nel 99° percentile degli FPS in titoli come F1 25, Cyberpunk 2077 e Dragon Age Veilguard. Il confronto con il concorrente Intel Core Ultra 7 265K vede ancora un netto vantaggio lato frame rate medio: il distacco resta spesso sopra il 10% e in alcuni giochi può superare il 70%, consolidando la leadership nel gaming CPU-bound a bassa risoluzione.
In ambito produttivo il quadro cambia: nei carichi multi-thread “puri”, come Cinebench R24 e Blender, le soluzioni con più core del concorrente di Santa Clara conservano un margine che può superare il 30%. I progressi rispetto al modello precedente si vedono invece in tutti i workload reali: compressione con 7-Zip, suite Office di UL Procyon e benchmark professionali come Specworkstation 4 mostrano guadagni tra il 6% e oltre il 13%, coerenti con l’aumento di frequenza.
Consumi, temperature e convenienza
Sotto pressione, la nuova CPU evidenzia il rovescio della medaglia del maggiore clock, con consumi sensibilmente più vicini a un profilo da overclock di fabbrica che a un semplice refresh. Nel multi-thread di Cinebench R24 il consumo medio supera abbondantemente il TDP dichiarato, raggiungendo oltre 130 watt e risultando di circa il 50% superiore rispetto al modello precedente nelle stesse condizioni di test.
In gioco, ad esempio su Cyberpunk 2077, il consumo si attesta oltre i 100W, nettamente sopra sia alla generazione precedente sia alla rivale diretta di Intel. Sul fronte termico le temperature rimangono entro i limiti operativi previsti dal progetto, ma sono decisamente più elevate rispetto al modello che va a sostituire: gli stress test intensivi mostrano un delta di oltre 10 gradi, con valori che richiedono un sistema di dissipazione adeguato, preferibilmente a liquido o un air cooler top di gamma.
Il rapporto prezzo/prestazioni è l’aspetto più delicato per chi cerca il miglior valore in ambito gaming. Con un listino superiore ai 500 euro e la possibilità di trovare la generazione precedente intorno ai 400 euro su marketplace internazionali come AliExpress, la nuova CPU diventa razionale solo quando la differenza di costo reale nello street price si riduce drasticamente, oppure se i modelli più vecchi dovessero progressivamente sparire dagli scaffali.
FAQ
D: Questa CPU è pensata più per il gaming o per la produttività?
R: Il progetto privilegia il gaming a 1080p e 1440p, dove la grande cache e il boost single core offrono il massimo ritorno.
D: Vale l’upgrade dal modello precedente se ho già una piattaforma AM5?
R: Solo in casi specifici e con forte vincolo FPS; nella maggior parte dei setup il guadagno non giustifica il costo.
D: Quanto è importante il sistema di raffreddamento?
R: Molto: consumi e temperature sono elevati, quindi è consigliabile un dissipatore premium ad aria o AIO da almeno 240 mm.
D: Come si comporta rispetto alla controparte Intel di fascia simile?
R: Nei giochi offre frame rate medi generalmente più alti, mentre nei carichi multi-thread intensivi i modelli con più core di Intel mantengono un vantaggio.
D: È adatta anche a streaming e content creation?
R: Sì, regge bene encoding, editing leggero e streaming, ma chi lavora spesso in rendering pesante può preferire CPU con più core.
D: Quale RAM è consigliabile per sfruttarla al meglio?
R: Una configurazione DDR5 dual-channel 2x16GB con frequenze attorno ai 5600 MHz e timing equilibrati è il compromesso ideale.
D: Ha senso in un PC solo da eSport a 240/360 Hz?
R: Sì, soprattutto in titoli competitivi CPU-bound, dove il boost single core contribuisce a spingere al massimo FPS e 1% low.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata per i dati tecnici e i benchmark?
R: I riferimenti prestazionali e numerici provengono da test pubblicati dalla redazione specializzata di Tom’s Hardware Italia.




