Alberto Ravagnani rompe il silenzio su celibato, tentazioni e amore

Perché Alberto Ravagnani ha ammesso di aver violato il celibato
L’ex sacerdote e creator digitale Alberto Ravagnani, 32 anni, ha raccontato pubblicamente di non aver rispettato il celibato durante gli anni di seminario e ministero.
Lo ha fatto in un’intervista pubblicata su YouTube dal canale Sapiens Sapiens, dove ha ricostruito l’evoluzione del suo rapporto con affettività, piacere e morale cattolica.
Le sue parole arrivano poche settimane dopo l’annuncio dell’addio al sacerdozio, che ha diviso la comunità dei fedeli e i suoi numerosi follower online.
Ravagnani spiega perché la regola del celibato inizialmente non gli pesasse, come sia entrato in un ciclo di “tentazioni, peccato, confessione” e perché oggi consideri alcune norme ecclesiali anacronistiche e dannose per la Chiesa stessa.
La testimonianza, provenendo da un ex prete molto conosciuto sui social, apre uno squarcio raro e interno sulle fragilità, i tabù e le contraddizioni della vita sacerdotale contemporanea.
In sintesi:
- Alberto Ravagnani ammette di non aver rispettato il celibato durante seminario e ministero.
- Racconta un conflitto interiore tra pulsioni, senso di colpa, confessione e perdono.
- Denuncia i tabù della Chiesa cattolica su affettività e sessualità dei sacerdoti.
- Le sue parole alimentano il dibattito su riforma del celibato e credibilità ecclesiale.
Dal seminario al conflitto interiore: cosa racconta davvero Ravagnani
Nell’intervista a Sapiens Sapiens, Alberto Ravagnani chiarisce che l’ingresso in seminario è stato una scelta consapevole, accettando anche l’obbligo del celibato. All’inizio, spiega, la rinuncia non gli pesava: non aveva mai avuto una relazione sentimentale, né una vera vita affettiva da adolescente.
Parla di un periodo iniziale segnato da un forte “love bombing spirituale”: l’amore totalizzante per Dio riempiva ogni spazio, rendendo secondarie le esigenze affettive e corporee. Solo col tempo ha compreso il costo umano di questa impostazione.
Ravagnani racconta di essersi sempre “censurato” da ragazzo e poi di aver “moralizzato” l’amore in termini rigidamente cristiani, riducendo la realtà alle categorie di giusto e sbagliato. “Non è possibile che la morale non tenga conto dell’estetica. Giusto e sbagliato non sono le uniche categorie con cui interpretare la realtà”, afferma, rivendicando il ruolo del piacere e della bellezza nelle scelte personali.


Riconosce di essere caduto in tentazioni che non coinvolgevano altre persone, ma che la dottrina definisce peccato. Ogni volta si confessava, trovando spesso confessori che minimizzavano, quasi sorvolando su quei contenuti.
Da qui nasce il “loop” che descrive: stimolo, colpa, confessione, assoluzione, nuova ricaduta. “Mi rendo conto che non sono stato perfettamente celibe, perché essere celibi non significa solo non sposarsi”, commenta, criticando l’idea di un clero percepito come “casto e immacolato”, in contrasto con la realtà vissuta.
Un caso personale che pesa sul futuro del celibato cattolico
La testimonianza di Alberto Ravagnani si distingue perché arriva “da dentro” un sistema che ha conosciuto fino a pochissime settimane fa, con lo sguardo di chi è stato sia prete sia influencer seguito da migliaia di giovani.
Il suo racconto mette a nudo non solo le fatiche del celibato, ma anche la distanza tra norme ufficiali e prassi quotidiana, tra ideale di purezza e gestione reale delle pulsioni. L’idea, maturata in seminario, che “forse tutti cedono” evidenzia una zona grigia che mina la credibilità della disciplina.
Pur non proponendosi come riformatore della Chiesa cattolica, Ravagnani ritiene che libri, interviste e podcast possano stimolare un confronto meno ideologico su affettività, vocazione e obbligo del celibato.
Per molti osservatori, la sua vicenda conferma il bisogno di ripensare una norma percepita da una parte del clero come insostenibile, e da una parte dei fedeli come sempre più distante dall’esperienza concreta dei sacerdoti.
FAQ
Chi è Alberto Ravagnani e perché è noto al grande pubblico
Alberto Ravagnani è un ex sacerdote e content creator italiano, divenuto noto sui social per il linguaggio diretto e il dialogo con i giovani sulla fede.
Cosa ha ammesso esattamente Alberto Ravagnani sul celibato
Ha ammesso di non aver rispettato pienamente il celibato sacerdotale, spiegando di essere caduto in tentazioni personali e di essersi ripetutamente confessato per questi comportamenti.
Perché il celibato inizialmente non pesava ad Alberto Ravagnani
Perché non aveva mai avuto relazioni sentimentali precedenti e viveva un forte entusiasmo spirituale iniziale, descritto come “love bombing” religioso, che sembrava colmare ogni bisogno affettivo.
Cosa critica Ravagnani nella gestione della sessualità nella Chiesa
Critica i tabù sulla sessualità dei preti, la riduzione della morale a solo giusto-sbagliato e il clima di silenzio che alimenta sensi di colpa e ipocrisia.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni di Alberto Ravagnani
Le dichiarazioni provengono dall’intervista pubblicata sul canale YouTube Sapiens Sapiens e dall’articolo di approfondimento del sito Biccy.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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