Al Bano Carrisi rompe il silenzio su Carlo Conti a Striscia

Al Bano, Carlo Conti e il nodo Sanremo: cosa c’è davvero in gioco
Lo scontro a distanza tra Al Bano Carrisi e Carlo Conti, esploso a Striscia la Notizia, è l’ultima tappa di una tensione che dura da anni attorno al Festival di Sanremo. Non è solo una polemica personale: racconta il rapporto fra artisti storici, direttori artistici e un’industria televisiva che cambia, selezionando in modo sempre più strategico le canzoni in gara.
Le parole di Al Bano, il tono di risposta di Conti e i precedenti con Amadeus mostrano come la gestione del Festival sia diventata terreno delicatissimo, dove contano promesse, aspettative, reputazione e percezione di equità.
Analizziamo i fatti, le dichiarazioni e l’impatto che questa vicenda può avere sul futuro di Sanremo e sul ruolo dei “grandi nomi” nella kermesse.
La battuta a Striscia che accende la miccia
Ospite del tg satirico di Antonio Ricci, Al Bano viene provocato da Enzo Iacchetti ed Ezio Greggio sull’assegnazione del Tapiro d’oro al “suo amico” Carlo Conti. La replica è gelida: “Quando hai amici di quel tipo non hai bisogno di nemici”. In poche parole, Carrisi sintetizza un risentimento accumulato nel tempo, legato alle sue esclusioni da Sanremo. La frase, volutamente teatrale, ha una forza mediatica enorme perché arriva da un simbolo della musica popolare italiana, abituato a usare il paradosso per farsi ascoltare.
Questa uscita, in prima serata e su una trasmissione molto seguita, trasforma un malumore privato in caso pubblico, mettendo Conti nella posizione di dover argomentare in modo trasparente i propri criteri di scelta.
Il peso mediatico di un “nemico” al Festival
Quando un artista con quindici partecipazioni a Sanremo come Al Bano parla di “nemici”, il dibattito esce dalla sfera del gossip e tocca la credibilità delle selezioni. Il pubblico, già sensibile ai sospetti di favoritismi, è portato a chiedersi quanto contino davvero le canzoni e quanto i rapporti personali. Per Rai e direttori artistici, ciò impone una comunicazione più chiara: spiegare i criteri di valutazione, ribadire che la scelta non è contro un artista ma a favore di un’idea editoriale di Festival. In quest’ottica, ogni parola polemica di un big storico diventa un test di fiducia sul brand Sanremo.
La versione di Carlo Conti e il ruolo del direttore artistico
Raggiunto da Valerio Staffelli, Carlo Conti adotta toni misurati, ma non nasconde l’imbarazzo per le accuse di Al Bano. La sua risposta è un esempio di come un direttore artistico oggi debba difendere non solo le proprie scelte, ma l’intero impianto di selezione del Festival, sempre sotto la lente dei social e dei programmi di intrattenimento.
Conti prova a ricondurre il caso sul piano tecnico: la qualità e l’aderenza dei brani all’edizione in corso, non la simpatia personale, sarebbero alla base delle esclusioni. È una posizione coerente con l’evoluzione del Festival verso un prodotto sempre più competitivo, discografico e orientato allo streaming.
Ma le parole dell’artista pugliese continuano a pesare, perché toccano anche promesse non mantenute e aspettative disattese nel tempo.
“Non l’abbiamo scelto, ma non per antipatia”
Conti chiarisce: “Mi dispiace che dica così, perché io ho grande rispetto per un grande artista, però Amadeus prima e io adesso non l’abbiamo scelto, ma non per antipatia, abbiamo scelto le canzoni che ritenevamo giuste. Magari i suoi pezzi non li ritenevamo perfetti per queste edizioni. Quest’anno non si è presentato, lo scorso anno la canzone non l’ho presa, era bellissima, ma nell’insieme non è andata”. La chiave è “nell’insieme”: la scaletta sanremese viene costruita come un prodotto complessivo, in cui anche un buon brano può essere scartato se non si incastra nel mosaico di generi, target e ritmi televisivi. Questa logica, legittima dal punto di vista editoriale, può però risultare spietata agli occhi di chi ha un passato importante sul palco dell’Ariston.
Selezioni, percezione di equità e trasparenza
Il caso Al Bano mostra quanto sia fragile il confine tra scelta artistica e percezione di ingiustizia. Un direttore artistico deve contemperare innovazione, ascolti, interessi discografici e rispetto per le “colonne” della canzone italiana. La mancata partecipazione di un grande nome non è in sé una scorrettezza, ma diventa terreno polemico quando emergono promesse informali o aspettative alimentate in precedenza. Per tutelare la credibilità di Sanremo, in futuro potrebbe essere utile esplicitare meglio i processi di valutazione e chiarire da subito che nessun artista, a prescindere dal passato, ha un diritto acquisito al palco in gara.
Promesse, risentimenti e la “sanremite acuta” di Al Bano
Le ultime uscite di Al Bano non nascono nel vuoto: sono l’epilogo di anni di dichiarazioni sul suo desiderio di chiudere la carriera sanremese con un’ultima partecipazione da concorrente. In questo quadro si inseriscono gli attriti sia con Amadeus sia con Carlo Conti, accusati esplicitamente di non aver mantenuto patti e di averlo fatto “passare per sciocco”.
Il tema non è solo l’esclusione, ma la parola data. In un settore in cui molte intese restano verbali, la distanza tra ciò che un artista si aspetta e ciò che viene poi deciso può trasformarsi in conflitto aperto, amplificato dai media.
Il linguaggio iperbolico di Al Bano, fra regalità auto-proclamata e giochi di parole sui “Conti”, rende la vicenda anche spettacolo, ma sotto la superficie emerge una ferita reale.
“Volevo chiudere la carriera sanremese, ma Conti non mi ha concesso questa bontà”
Nel 2024, parlando con Adnkronos, Al Bano attacca: “Volevo chiudere la mia carriera sanremese nel 2025, Conti non mi ha concesso questa bontà. […] Amadeus nel 2023 mi aveva assicurato che se avessi partecipato alla reunion con Morandi e Ranieri avrei potuto gareggiare al Festival di Sanremo l’anno dopo, ma poi non ha mantenuto i patti”. Qui l’artista intreccia due piani: la gratitudine per l’omaggio con Massimo Ranieri e Gianni Morandi e il mancato “premio” sotto forma di partecipazione successiva in gara. Quando questa aspettativa non si concretizza, la delusione si traduce in accusa di scorrettezza, toccando direttamente l’affidabilità di chi guida il Festival.
“Sono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti”
Al Corriere della Sera, Carrisi alza ancora l’asticella: “Nel 2017 mi cacciarono la prima sera, avevo una canzone meravigliosa. Ora basta, non propongo più niente. Da lui ho ricevuto solo scorrettezze, però pazienza, la rabbia non fa bene. […] Sono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti”. Il gioco di parole è clamoroso, ma dietro la battuta c’è un concetto preciso: rivendicare uno status superiore, fondato su età ed esperienza, rispetto ai direttori artistici. Questa visione rovescia il rapporto di forza: non è l’artista a dover “passare gli esami”, ma i conduttori davanti alla sua storia. È una posizione che fa presa su una parte di pubblico nostalgico, ma contrasta con l’idea di un Festival che guarda prima di tutto al presente discografico.
FAQ
Perché Al Bano è così irritato con Carlo Conti?
Al Bano ritiene di essere stato trattato con poca correttezza nelle selezioni di Sanremo, soprattutto dopo aver ricevuto, a suo dire, promesse implicite o esplicite di una futura partecipazione in gara che non si sono concretizzate.
Che cosa ha detto esattamente Al Bano a Striscia la Notizia?
Provocato sul “suo amico” Carlo Conti, ha risposto: “Quando hai amici di quel tipo non hai bisogno di nemici”, alludendo a un rapporto incrinato con il conduttore e direttore artistico del Festival.
Come ha replicato Carlo Conti alle accuse di Al Bano?
Conti ha espresso dispiacere, ribadendo il rispetto per Al Bano, e ha spiegato che le sue esclusioni non sono legate ad antipatia personale ma a una valutazione complessiva delle canzoni e dell’equilibrio delle edizioni del Festival.
Che ruolo ha avuto Amadeus in questa vicenda?
Al Bano sostiene che Amadeus gli avesse assicurato una partecipazione in gara dopo la reunion con Morandi e Ranieri del 2023; secondo la sua versione, questa promessa non sarebbe stata mantenuta, contribuendo al risentimento attuale.
Perché il caso Al Bano-Conti è importante per il Festival di Sanremo?
La polemica solleva interrogativi sulla trasparenza dei criteri di selezione, sull’equilibrio tra rispetto per i grandi nomi storici e rinnovamento e sulla capacità del Festival di mantenere la fiducia del pubblico e degli artisti.
Che cosa intende Al Bano quando parla di “sanremite acuta”?
Con “sanremite acuta” Al Bano descrive in modo ironico la sua dipendenza affettiva dal Festival: pur critico verso le scelte dei direttori artistici, ammette che continuerà a guardare Sanremo e a interessarsene.
La frase “Sono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti” va letta solo come battuta?
È una battuta brillante, ma sottintende la rivendicazione di uno status superiore dell’artista rispetto al direttore artistico, e riflette una visione gerarchica dei rapporti nel mondo dello spettacolo.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni riportate?
Le dichiarazioni e i passaggi citati sono stati ricostruiti e analizzati a partire dall’articolo pubblicato su Biccy dal giornalista Anthony Festa, integrati con riferimenti alle interviste su Adnkronos e Corriere della Sera.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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