AI anti truffa Chrome come disattivare il controllo nascosto che monitora ogni acquisto online

Indice dei Contenuti:
Funzionamento dell’AI anti-truffa locale in Chrome
Nel cuore di Google Chrome opera una AI di sicurezza progettata per intercettare in tempo reale siti truffaldini, estensioni malevole, download infetti e pagine costruite per ingannare l’utente. Questo sistema di protezione, basato su modelli di machine learning, entra in funzione in modo automatico quando è attiva la modalità di “Protezione avanzata” del browser, monitorando il traffico e i contenuti visualizzati per individuare pattern tipici delle frodi online.
A differenza dei tradizionali filtri cloud, il modello funziona interamente in locale: l’analisi avviene sul dispositivo dell’utente, senza inviare i dati di navigazione ai server remoti di Google. Questa architettura on‑device consente una risposta più rapida ai tentativi di phishing e ai download sospetti, limitando al tempo stesso la circolazione delle informazioni personali al di fuori del PC o del portatile.
L’AI non si limita a confrontare gli indirizzi con liste nere statiche, ma valuta il comportamento delle pagine, la struttura dei moduli, la natura degli script caricati e il contesto dei messaggi che invitano a cliccare o inserire credenziali. In presenza di segnali anomali, Chrome può bloccare il caricamento del sito, segnalare l’estensione come pericolosa o interrompere il download, chiedendo all’utente se intende proseguire comunque nonostante l’allarme generato dal motore locale di protezione.
Impatto su privacy, prestazioni e controllo dell’utente
La presenza costante della AI anti‑truffa di Chrome incide su tre ambiti chiave: tutela dei dati, consumi del dispositivo e libertà di scelta dell’utente. Sul piano della privacy, Google rivendica un vantaggio evidente: l’elaborazione resta confinata al PC, senza invio sistematico di cronologia o contenuti ai server remoti, a differenza di molte soluzioni cloud che richiedono sincronizzazione continua.
Questo approccio on‑device non elimina però ogni perplessità. Alcuni utenti faticano a fidarsi di un sistema introdotto in silenzio, attivo di default e legato alla “Protezione avanzata” senza un consenso esplicito e informato. Il fatto che il codice giri in background in modo permanente solleva un tema di trasparenza: è legittimo chiedersi cosa venga analizzato, per quanto tempo e con quali logiche di utilizzo interno.
Sul fronte delle prestazioni, il modello AI consuma risorse: cicli di CPU, memoria RAM e batteria sui portatili. Per chi lavora con molte schede aperte o software pesanti, ogni processo aggiuntivo può incidere sulla fluidità del sistema. Da qui la richiesta, sempre più forte, di poter decidere se sacrificare parte delle performance in cambio di un livello maggiore di protezione automatica contro phishing, estensioni sospette e download rischiosi.
Resta infine il nodo del controllo: una parte degli utenti rivendica il diritto di tenere il proprio hardware libero da componenti AI non espressamente autorizzati, anche quando sono pensati per aumentare la sicurezza della navigazione.
Come rimuovere o disattivare l’AI anti-truffa dal browser
Per la prima volta Google Chrome sta sperimentando un’opzione esplicita per disattivare la AI di sicurezza locale, intervenendo direttamente sul modello installato sul dispositivo. La novità è stata individuata nella build di prova Chrome Canary, la versione sperimentale del browser usata per testare le funzioni prima del rilascio al grande pubblico.
All’interno delle impostazioni avanzate compare un interruttore denominato “On-device GenAI”: agendo su questa voce è possibile bloccare il motore di intelligenza artificiale residente e avviare la procedura di rimozione del modello dal sistema. In pratica, la protezione anti‑truffa basata su AI smette di operare in background e il componente locale non resta più caricato sul PC o sul portatile.
Questa opzione, al momento, non è disponibile nella versione stabile di Chrome: l’accesso è limitato agli utenti che installano Chrome Canary e accettano i rischi tipici dei software in sviluppo, come bug o instabilità. Il fatto che l’interruttore esista, però, indica in modo piuttosto chiaro la direzione del progetto: offrire a breve anche agli utenti standard un controllo più granulare sulla presenza dell’AI di sicurezza locale e sull’impatto che questa ha su privacy, consumi e gestione del browser.
FAQ
- La AI anti-truffa di Chrome analizza tutta la mia navigazione?
Il modello locale di Google Chrome controlla pagine, download ed estensioni per identificare segnali tipici di truffe e contenuti malevoli, in particolare quando è attiva la “Protezione avanzata”. L’analisi avviene sul dispositivo e non comporta, di default, l’invio sistematico dei dati ai server remoti.
- Questa AI influisce sulle prestazioni del computer?
Sì, il motore di intelligenza artificiale utilizza risorse di CPU, RAM e batteria, poiché gira in background in modo continuo. Su sistemi meno recenti o con molte applicazioni aperte, l’impatto può essere percepibile in termini di reattività complessiva.
- La protezione on-device è davvero migliore per la privacy?
L’elaborazione locale riduce la necessità di inviare dati di navigazione ai server di Google, limitando la circolazione delle informazioni. Restano però interrogativi sul livello di trasparenza: non tutti gli utenti accettano serenamente un’AI abilitata di default senza consenso esplicito.
- Posso disattivare completamente l’AI anti-truffa?
Nella versione sperimentale Chrome Canary è presente l’interruttore “On-device GenAI”, che consente di disattivare il modello locale e avviare la sua rimozione. Nella versione stabile questa opzione non è ancora stata resa disponibile al pubblico.
- Disattivare l’AI riduce la sicurezza durante la navigazione?
Sì, rinunciando alla AI anti‑truffa si perdono gli avvisi automatici contro siti di phishing, download pericolosi ed estensioni sospette. L’utente deve quindi affidarsi ad altre misure di sicurezza e alla propria capacità di riconoscere comportamenti sospetti.
- Perché alcuni utenti chiedono più controllo su queste funzioni?
Molti vogliono decidere in autonomia quali componenti girano sul proprio hardware, soprattutto se si tratta di sistemi AI attivi in modo permanente. La richiesta riguarda sia la gestione delle risorse, sia un principio di sovranità sul dispositivo personale.
- Qual è la fonte delle informazioni sulla nuova opzione di disattivazione?
Le indicazioni sul pulsante “On-device GenAI” in Chrome Canary provengono da segnalazioni di utenti e da ricostruzioni pubblicate da testate di settore, che hanno analizzato le versioni sperimentali del browser riportando i dettagli della funzionalità.
Come rimuovere o disattivare l’AI anti-truffa dal browser
Chi vuole intervenire sull’AI anti‑truffa di Chrome oggi deve passare dalla versione sperimentale Chrome Canary, disponibile come download separato rispetto al browser stabile. Una volta installata, è necessario accedere alle impostazioni avanzate e cercare la nuova voce dedicata all’elaborazione locale, identificata come “On-device GenAI”, inserita da Google tra i controlli di sicurezza e le funzioni sperimentali.
Dal pannello corrispondente l’utente può spostare l’interruttore su off, disattivando il motore di intelligenza artificiale residente e avviando la rimozione del modello dal sistema. In questo modo il componente smette di operare in background, la protezione AI non elabora più pagine, estensioni e download, e il browser torna a utilizzare solo i tradizionali meccanismi di difesa integrati non basati su modelli generativi.
È importante considerare che si tratta di una funzione in fase di test: nelle build di Chrome Canary l’opzione può cambiare posizione, comportamento o nome, e non è garantita la piena stabilità del browser. L’arrivo del pulsante nelle release ufficiali non ha ancora una data confermata, ma la sua presenza nelle versioni di sviluppo indica che Google sta lavorando per offrire a breve alla platea generale un controllo esplicito sull’AI locale di sicurezza.
FAQ
- Che cos’è la AI anti‑truffa locale di Chrome?
È un modello di intelligenza artificiale installato sul dispositivo che analizza siti, estensioni e download in tempo reale per intercettare phishing, truffe e contenuti pericolosi, in particolare quando è attiva la “Protezione avanzata”.
- Dove si trova il controllo “On-device GenAI” in Chrome Canary?
Nella versione sperimentale Chrome Canary il comando “On-device GenAI” compare nelle impostazioni avanzate, all’interno dell’area dedicata alle funzioni AI e alla sicurezza del browser, come interruttore per l’elaborazione locale.
- Disattivando “On-device GenAI” cosa succede al modello AI?
Portando su off l’interruttore “On-device GenAI”, il modello locale smette di girare in background e viene avviata la rimozione del componente dal sistema, con la conseguente disattivazione della protezione anti‑truffa basata su AI.
- È già possibile controllare l’AI anti‑truffa nella versione stabile di Chrome?
No, al momento l’opzione è visibile solo nelle build di sviluppo di Chrome Canary. La versione stabile di Chrome non offre ancora un pulsante dedicato per la disattivazione del modello on‑device.
- L’uso di Chrome Canary comporta dei rischi?
Sì, essendo una release sperimentale, Chrome Canary può contenere bug, funzioni incomplete e problemi di stabilità. È pensata per test e anteprime, non come browser principale per ambienti di produzione.
- Perché Google ha introdotto un pulsante di disattivazione?
L’introduzione di un controllo esplicito risponde alle richieste di maggiore trasparenza e di controllo sulle componenti AI, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere se mantenere il modello di sicurezza locale o rinunciarvi.
- Qual è la fonte delle informazioni sulla funzione “On-device GenAI”?
Le notizie sul nuovo interruttore provengono da segnalazioni di utenti, tra cui l’account X Leopeva64, e da analisi di testate specializzate che hanno esaminato le build di Chrome Canary e riportato i dettagli della funzionalità.




