Agcom richiama Rai per il mancato rispetto degli orari di prima serata

Agcom richiama Rai: perché gli orari in TV sono diventati un problema
L’Agcom ha indirizzato un formale richiamo alla Rai per il sistematico slittamento dell’inizio di fiction e programmi di prima serata rispetto agli orari comunicati nei palinsesti. Il nodo centrale è la tutela dei telespettatori che, soprattutto tra telegiornale e prime time, subiscono attese non dichiarate e difficili da prevedere.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni contesta alla tv di Stato una condotta reiterata, ritenuta incompatibile con gli obblighi del servizio pubblico. Il tema non riguarda soltanto il “fastidio” degli utenti, ma la trasparenza dell’offerta editoriale e la corretta pianificazione del tempo di visione da parte di chi paga il canone.
La delibera del 28 gennaio apre un fronte delicato sul rapporto tra strategie di ascolto, diritti dei cittadini e missione del servizio pubblico radiotelevisivo.
Il ruolo dell’Agcom e gli obblighi del servizio pubblico
L’Agcom interviene in base al Contratto di Servizio Pubblico, che impone alla Rai il rispetto degli orari dichiarati come elemento di correttezza informativa verso i cittadini. Gli slittamenti sistematici vengono letti come potenziale violazione di tali obblighi.
In un contesto in cui la concorrenza con le piattaforme on demand è crescente, la prevedibilità dei palinsesti resta un pilastro della funzione di servizio pubblico. La mancata corrispondenza tra orario annunciato e orario effettivo incide sulla fiducia, parametro decisivo per la valutazione di affidabilità editoriale.
L’Autorità ha quindi ritenuto necessario un cartellino giallo formale, accompagnato da un monitoraggio rafforzato delle prossime stagioni televisive.
Ritardi sistematici e trasparenza verso i telespettatori
La contestazione non riguarda ritardi occasionali, ma una “sistematica violazione” degli orari, con prime serate che iniziano stabilmente oltre il limite indicato nei palinsesti.
Per l’utente, questo significa impossibilità di organizzare con precisione la propria serata, soprattutto quando si tratta di fiction o programmi di lunga durata. L’effetto cumulativo di questi scostamenti mina la percezione di affidabilità dell’emittente pubblica.
Agcom lega così la puntualità non a un dettaglio formale, ma a un indicatore chiave di trasparenza, comparabile alle informazioni su durata, contenuti e interruzioni pubblicitarie comunicate agli spettatori.
Access prime time, concorrenza e slittamento della prima serata
Il cuore del problema è l’access prime time, fascia strategica in cui si gioca la gara per gli ascolti tra la fine del telegiornale e l’inizio della prima serata. Su Rai1 il traino è rappresentato da Affari Tuoi, oggi guidato da Stefano De Martino, mentre su Canale5 domina La Ruota della Fortuna con Gerry Scotti.
La delibera Agcom evidenzia come la Rai, per non perdere terreno nella competizione, abbia allungato progressivamente durata e anteprime dei programmi di access, comprimendo e ritardando la partenza di fiction e show serali.
Questo assetto, lecito per un operatore privato, viene giudicato critico quando adottato dal servizio pubblico, tenuto a priorità diverse rispetto alla massimizzazione dello share.
Access prime time come campo di battaglia per gli ascolti
L’access prime time è oggi la fascia più contesa: incidere sul pubblico in quella mezz’ora significa condizionare l’intera curva d’ascolto della serata.
Programmi come Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna sono costruiti per trattenere il pubblico fino a ridosso della prima serata, con segmenti extra, giochi finali e anteprime prolungate.
Nella ricostruzione Agcom, la Rai avrebbe progressivamente spostato in avanti il confine di chiusura dell’access, trasformando la flessibilità editoriale in una prassi stabile di ritardo rispetto agli orari ufficialmente comunicati.
Gli effetti concreti su fiction e grandi show serali
Le conseguenze più visibili emergono sulle prime serate di Rai1 e Rai2. La fiction La ricetta della felicità è indicata nel provvedimento come caso emblematico: un episodio di ottobre è partito con circa venti minuti di ritardo rispetto alle 21:30 annunciate.
Situazioni analoghe sono state rilevate per format consolidati come Tale e Quale Show, con scostamenti medi oltre i dieci-quindici minuti. Nelle serate monitorate, i ritardi hanno raggiunto punte di 20 minuti quando si sommano anteprime, traini e blocchi pubblicitari.
Per chi segue questi programmi, ciò comporta finali ben oltre la mezzanotte, con impatto sulla fruizione familiare e sulla possibilità di seguire l’intera puntata.
Pubblicità, picchi di affollamento e qualità della visione
Il richiamo dell’Agcom tocca anche la gestione della pubblicità. Pur rispettando i limiti complessivi di affollamento, la Rai avrebbe concentrato una quota rilevante di spot nella fascia 20:30–21:00 su Rai1, raggiungendo in alcuni casi picchi vicini o superiori al 12% orario.
Questa strategia, tipica delle tv commerciali, contrasta con l’aspettativa che il servizio pubblico distribuisca in modo più equilibrato la pressione pubblicitaria, specialmente nelle fasce a maggiore impatto sociale e familiare.
Secondo l’Autorità, l’accumulo di interruzioni non incide solo sugli orari, ma anche sulla qualità complessiva dell’esperienza di visione.
Concentrazione degli spot e impatto sull’orario effettivo
La “concentrazione” degli spot in access prime time genera un doppio effetto: allunga la durata reale della fascia e trascina in avanti l’inizio dei programmi di punta.
Gli ascolti più alti tra telegiornale e giochi serali rendono particolarmente appetibile collocare lì la maggior parte degli spazi pubblicitari, massimizzando il ritorno commerciale.
Per Agcom, però, questo schema è in tensione con l’obbligo di garantire puntualità e prevedibilità, specie quando gli spettatori hanno fatto affidamento sugli orari ufficiali per organizzare la propria serata.
Esperienza di visione, fiducia e ruolo della Rai
L’Agcom sottolinea che il servizio pubblico deve rappresentare un riferimento di puntualità e trasparenza, anche nella gestione degli spot.
Un eccesso di interruzioni concentrate in pochi minuti rende la fruizione frammentata, spinge alcuni utenti verso le piattaforme senza pubblicità e alimenta la percezione che il canone non garantisca un reale vantaggio qualitativo.
Il richiamo invita quindi la Rai a riequilibrare il rapporto tra esigenze commerciali e missione istituzionale, con l’impegno dell’Autorità a proseguire il monitoraggio sulle prossime stagioni di palinsesto.
FAQ
Perché Agcom ha richiamato la Rai sugli orari dei programmi?
L’Agcom contesta alla Rai una “sistematica violazione” degli orari di inizio dei programmi, soprattutto in prima serata, ritenuta lesiva del diritto degli utenti a una comunicazione chiara e prevedibile del palinsesto.
Cosa significa violazione sistematica degli orari di palinsesto?
Significa che i ritardi non sono episodi isolati, ma una prassi ricorrente: slittamenti di 10–20 minuti rispetto agli orari annunciati, rilevati in più giorni e su diverse fasce, in particolare tra telegiornale e prime time.
Qual è il ruolo del Contratto di Servizio Pubblico per la Rai?
Il Contratto di Servizio Pubblico vincola la Rai a obblighi specifici di trasparenza, qualità e tutela dell’utente. Tra questi rientra il rispetto degli orari comunicati, che Agcom considera parte integrante del patto con i cittadini.
Perché l’access prime time è così importante per gli ascolti?
L’access prime time è la fascia che collega telegiornali e prime serate: programmi come Affari Tuoi con Stefano De Martino e La Ruota della Fortuna con Gerry Scotti determinano il pubblico che rimarrà davanti alla TV per l’intera serata.
Che ruolo hanno fiction e show come La ricetta della felicità e Tale e Quale Show?
Fiction come La ricetta della felicità e format come Tale e Quale Show sono casi citati nel procedimento: ritardi fino a 20 minuti ne hanno spostato l’inizio reale, con finali oltre la mezzanotte e disagi per il pubblico abituale.
La Rai rispetta i limiti di pubblicità previsti dalla legge?
Secondo Agcom la Rai rispetta i tetti complessivi, ma concentra gli spot nella fascia 20:30–21:00, generando picchi di affollamento fino al 12% orario e contribuendo ai ritardi della prima serata.
Come incide la pubblicità sulla qualità dell’esperienza di visione?
L’accumulo di spot in pochi minuti rallenta l’access prime time, rende la visione frammentata e spinge una parte del pubblico verso alternative senza interruzioni, riducendo la percezione di valore del servizio pubblico.
Qual è la fonte delle informazioni sul richiamo di Agcom alla Rai?
Le informazioni e i casi citati derivano dall’articolo pubblicato da DiLei sulla delibera e sulle contestazioni mosse dall’Agcom alla Rai in tema di orari e gestione pubblicitaria.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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