Agcom indaga su Corona, il destino di Falsissimo ora vacilla

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Indagine su Falsissimo e ruolo di Agcom
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ovvero Agcom, ha avviato verifiche formali sul canale YouTube di Fabrizio Corona, dedicato al format Falsissimo. Al centro delle valutazioni ci sono le puntate legate al cosiddetto “caso Signorini”, finite al vaglio non solo mediatico ma anche giudiziario.
Le verifiche arrivano dopo una presa di posizione ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa, che con una nota firmata da Carlo Bartoli e Alessandra Costante ha richiamato l’attenzione sui limiti tra diritto di cronaca, diffamazione e spettacolarizzazione delle inchieste online.
Il comunicato è stato letto in diretta al Tg5 da Cesara Buonamici, amplificando la portata del caso e spingendo Agcom a chiedere ai propri uffici accertamenti sui “profili di competenza” relativi al rispetto delle norme di settore.
Nel mirino finisce la crescente sovrapposizione tra prodotti giornalistici tradizionali e contenuti da influencer con milioni di visualizzazioni, come quelli di Falsissimo. Le due prime puntate de “Il Prezzo del Successo” hanno superato complessivamente i 12 milioni di visualizzazioni su YouTube, con estratti rilanciati sulle principali piattaforme social.
Secondo le autorità, un simile impatto numerico impone il rispetto di standard informativi e deontologici analoghi a quelli richiesti alle testate registrate, soprattutto quando vengono trattati temi che travalicano il gossip ed entrano nel perimetro di indagini, procure e tribunali.
La decisione di Agcom non incide ancora sulla messa online del canale, ma apre di fatto un fascicolo regolatorio che potrebbe diventare un precedente cruciale per l’intero ecosistema dei creator italiani.
TUSMA, influencer e rischi di chiusura del canale
Il quadro normativo di riferimento è il TUSMA, il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi, aggiornato nel gennaio 2024 con indicazioni specifiche per gli influencer. Una delibera, la n.7/24/CONS di Agcom, estende una serie di obblighi di trasparenza, correttezza e tutela del pubblico anche ai creator con rilevanza sistemica.
Nel caso di Fabrizio Corona, il canale supera il milione di iscritti su YouTube, collocandolo dentro la categoria degli influencer ad alto impatto, tenuti a rispettare un codice di condotta paragonabile a quello delle emittenti tradizionali, soprattutto per contenuti sensibili o potenzialmente lesivi della reputazione altrui.
Le verifiche in corso puntano a capire se il format Falsissimo si sia attenuto alle prescrizioni del TUSMA, in particolare sulla distinzione tra opinioni, inchiesta giornalistica e spettacolo, oltre che sui limiti alla divulgazione di dettagli di procedimenti giudiziari in corso.
Agcom dispone di poteri incisivi: può ordinare la rimozione di singoli contenuti, imporre sanzioni e, nei casi estremi, chiedere la chiusura di canali o l’oscuramento di siti. Nella prassi, però, l’intervento sulle piattaforme globali è più complesso rispetto ai domini tradizionali.
Esistono precedenti significativi: la richiesta di rimozione di un documentario di propaganda sul Donbass pubblicato da Russia Today su YouTube, oppure i blocchi disposti contro portali pirata come Streaming Community, riaperti poi con nuovi domini.
Per Falsissimo lo scenario più verosimile, almeno nella fase iniziale, è un intervento selettivo sulle puntate considerate critiche, come già avvenuto con gli episodi de “Il Prezzo del Successo” che Corona ha oscurato su indicazione dei legali, in attesa degli sviluppi in procura.
Impatto sul giornalismo digitale e sugli influencer
L’inchiesta su Falsissimo segna un passaggio chiave nel rapporto tra giornalismo tradizionale, creator digitali e autorità di vigilanza. Il successo del format, alimentato da temi di cronaca giudiziaria e retroscena dello showbiz, mette in luce il vuoto regolatorio con cui l’Italia si confronta da anni.
Da un lato, figure come Fabrizio Corona rivendicano la libertà di espressione e il diritto di raccontare ciò che i media mainstream ometterebbero; dall’altro, l’Ordine dei Giornalisti richiama alla responsabilità professionale, alla verifica delle fonti e al rispetto della dignità delle persone coinvolte.
La stessa eco del “caso Signorini”, passato in pochi giorni da YouTube alle aule giudiziarie di Milano, dimostra come l’intrattenimento d’inchiesta possa generare effetti concreti su carriere, contratti televisivi e reputazioni, ben oltre il semplice “clickbait”.
Per gli influencer italiani questo procedimento può trasformarsi in un banco di prova decisivo. Un’eventuale stretta di Agcom potrebbe imporre standard minimi di compliance: informativa chiara al pubblico, distinzione netta tra contenuti sponsorizzati e investigativi, maggiore attenzione alla privacy e alle decisioni dei tribunali.
Anche le piattaforme come YouTube sono chiamate a un ruolo più attivo, tra algoritmi che premiano la viralità e policy interne contro hate speech, fake news e campagne diffamatorie. La sfida sarà trovare un equilibrio tra tutela del dibattito pubblico e prevenzione degli abusi.
Il caso Falsissimo rischia così di diventare il primo grande stress test italiano sul modello di regolazione degli influencer, con possibili ricadute su format d’inchiesta, reportage indipendenti e persino talk show nativi digitali.
FAQ
D: Cosa sta valutando esattamente Agcom sul canale di Fabrizio Corona?
R: Agcom sta verificando il rispetto del TUSMA e del codice di condotta per influencer, in particolare sui contenuti di Falsissimo legati al caso Signorini.
D: Il canale YouTube Falsissimo rischia davvero la chiusura?
R: In linea teorica sì, ma nella prassi è più probabile un intervento su singole puntate o sanzioni, prima di arrivare a misure estreme.
D: Perché interviene l’Ordine dei Giornalisti?
R: L’Ordine dei Giornalisti interviene per richiamare al rispetto delle regole deontologiche quando contenuti digitali toccano cronaca giudiziaria e reputazione delle persone.
D: Cosa prevede la delibera 7/24/CONS di Agcom?
R: La delibera estende agli influencer obblighi tipici dei servizi media, come trasparenza, correttezza dell’informazione e tutela dei minori.
D: Quali precedenti esistono per la rimozione di contenuti da YouTube?
R: Un caso noto riguarda la richiesta di rimozione di un documentario di propaganda sul Donbass pubblicato da Russia Today.
D: Perché chiudere un canale YouTube è più complesso di un sito web?
R: Perché non si tratta di un dominio autonomo, ma di uno spazio interno a una piattaforma globale con policy e infrastrutture proprie.
D: Cosa cambia per gli influencer italiani dopo questo caso?
R: Crescono i rischi di controlli e sanzioni, e diventa necessario adeguarsi a standard informativi più rigorosi, specie per i contenuti d’inchiesta.
D: Qual è la fonte principale che ha riportato l’avvio delle verifiche su Falsissimo?
R: La notizia è stata ripresa da diversi media, tra cui l’editoriale di Fanpage che ha analizzato il potere di intervento di Agcom sui canali YouTube.




