Accordo Mercosur verso la rottura: i nodi politici e ambientali che ostacolano il libero scambio

Indice dei Contenuti:
L’accordo di libero scambio con il Mercosur potrebbe saltare, ecco perché
Voto al cardiopalma a Bruxelles
Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di pronunciarsi sulla legittimità giuridica del patto con il Mercosur. L’obiettivo politico è congelare l’accordo prima della ratifica, chiedendo ai giudici di verificare la compatibilità dei due testi – Accordo di partenariato e Accordo commerciale interinale – con i Trattati Ue.
Il pacchetto creerebbe una delle maggiori aree di libero scambio al mondo tra Unione europea, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, interessando oltre 700 milioni di consumatori. Per l’Europa significherebbe più export di auto, macchinari, vini e alcolici e più import di carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericana.
La Commissione europea potrebbe applicare il trattato in via provvisoria, ma per ora si è limitata a esprimere “profonda delusione” per il voto. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, firmatario in Paraguay, definisce la decisione “deplorevole” e chiede l’entrata in vigore provvisoria, mentre il governo della Francia applaude l’Eurocamera in piena coerenza con la propria linea contraria.
Il nodo giuridico che blocca tutto
La richiesta di parere alla Corte si fonda sull’articolo 218, paragrafo 11, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea: uno strumento che permette il controllo preventivo sugli accordi internazionali “previsti”, per evitare futuri contenziosi sulla loro legittimità. La Corte non entra nel merito politico, ma valuta se l’architettura giuridica sia compatibile con i Trattati e le procedure Ue.
Nel mirino c’è la scelta della Commissione di spezzare il patto Ue–Mercosur in un accordo di partenariato e un accordo commerciale interinale. Questo escamotage consente alla parte commerciale di essere approvata solo da Consiglio Ue e Parlamento europeo, bypassando i 27 Parlamenti nazionali, a differenza di quanto accaduto con il Ceta con il Canada.
Gli oppositori denunciano un aggiramento del diritto di ratifica dei parlamenti nazionali, diversi dei quali hanno già manifestato formalmente la propria contrarietà. Se la Corte dovesse bocciare l’impianto, il testo andrebbe rinegoziato e, con ogni probabilità, sottoposto anche alle Camere di tutti gli Stati membri, moltiplicando i rischi di affossamento definitivo.
La “bomba” del meccanismo di riequilibrio
Altro punto esplosivo è il cosiddetto “meccanismo di riequilibrio”, una clausola che consentirebbe ai Paesi del Mercosur di chiedere compensazioni se nuove regole europee – su ambiente, pesticidi o sicurezza alimentare – riducessero significativamente i vantaggi economici dell’accordo. Per molti eurodeputati si tratta di una leva potenzialmente destabilizzante.
Il liberale francese Pascal Canfin l’ha definita una “bomba a orologeria” per la sovranità normativa dell’Ue, temendo che scoraggi l’innalzamento degli standard ambientali per evitare contenziosi e richieste di risarcimento. Nella risoluzione, l’Eurocamera avverte che il meccanismo potrebbe essere utilizzato dai partner sudamericani per fare pressione contro nuove misure sul clima, sulla protezione dell’ambiente, sui controlli alimentari o sul divieto di pesticidi.
Secondo i deputati, questa clausola rischia di entrare in rotta di collisione con diversi articoli dei Trattati e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, minando l’autonomia dell’ordinamento giuridico europeo. In caso di parere negativo della Corte, l’accordo non potrebbe entrare in vigore senza una modifica sostanziale dei testi o, in teoria, dei Trattati stessi.
FAQ
D: Perché il Parlamento europeo ha chiesto l’intervento della Corte di giustizia?
R: Per verificare se la struttura giuridica del doppio accordo con il Mercosur rispetti i Trattati Ue, prima della ratifica definitiva.
D: Cosa prevede l’articolo 218, paragrafo 11, Tfue?
R: Consente a Parlamento, Consiglio, Commissione o a uno Stato membro di chiedere un parere preventivo sulla compatibilità di un accordo internazionale con il diritto primario dell’Unione.
D: Perché la divisione in due accordi è così contestata?
R: Perché la parte commerciale eviterebbe il passaggio nei Parlamenti nazionali, riducendo gli spazi di controllo democratico a livello statale.
D: Quali sono i principali benefici economici attesi dall’intesa?
R: Più export europeo di auto, macchinari e vini e più import sudamericano di carne, pollame, zucchero, riso, miele e soia.
D: Cosa temono gli oppositori sul fronte ambientale?
R: Che l’accordo freni nuove norme Ue su clima, pesticidi e sicurezza alimentare per evitare cause e richieste di compensazione.
D: Che cos’è il “meccanismo di riequilibrio”?
R: Una clausola che permette ai partner Mercosur di chiedere compensazioni se le nuove regole europee riducono i vantaggi commerciali dell’intesa.
D: Cosa accade se la Corte darà parere negativo?
R: L’accordo non potrà entrare in vigore finché non verrà modificato, e potrebbe dover passare anche dai 27 Parlamenti nazionali.
D: Qual è la fonte giornalistica principale su cui si basa questa ricostruzione?
R: Le informazioni derivano da un’analisi pubblicata dalla stampa economica e politica europea, tra cui il quotidiano Il Sole 24 Ore.




