Groenlandia, Trump pronto a tutto per comprarla: opzione esercito sul tavolo secondo indiscrezioni WSJ
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Strategia americana e opzione militare
Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha confermato che l’uso delle forze armate resta “sempre un’opzione” sul dossier Groenlandia, segnalando che l’“acquisizione” dell’isola è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti. L’obiettivo, spiegano fonti dell’amministrazione, è consolidare il controllo strategico sull’Artico per dissuadere rivali e tutelare interessi militari e logistici.
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Washington lavora in parallelo a un’intesa di associazione diretta con Nuuk, escludendo la Danimarca, per ampliare dispiegamenti e infrastrutture militari con libertà operativa simile agli accordi con Micronesia, Isole Marshall e Palau. L’isola ospita già una base USA e, secondo il trattato di Copenhagen, aumenti significativi di truppe richiedono intese preventive, ma la Casa Bianca punta a margini più ampi.
Il vice capo dello staff Stephen Miller ha ribadito che “nessuno combatterà militarmente gli USA per la Groenlandia”, lasciando intendere che la leva della forza non è esclusa, pur restando sul tavolo la via diplomatica. Sullo sfondo, interesse per rotte artiche e risorse minerarie che ridurrebbero la dipendenza da Cina e filiere critiche.
Reazioni europee e ruolo della Nato
I leader europei — Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Keir Starmer, con Donald Tusk, Pedro Sánchez e Mette Frederiksen — respingono le mire statunitensi, ribadendo che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e che ogni decisione spetta a Danimarca e Nuuk. Il messaggio: evitare forzature unilaterali e preservare gli equilibri nell’Artico.
“Il Regno di Danimarca, inclusa la Groenlandia, è parte della Nato”: la sicurezza artica, sostengono, va garantita collettivamente con gli alleati, Stati Uniti compresi. Bruxelles e le principali capitali tentano di contenere l’escalation dopo la linea dura proveniente da Washington.
Copenaghen rafforza la presenza militare sull’isola per rassicurare l’alleato americano, mentre le cancellerie europee insistono su una risposta coordinata dell’Alleanza. Downing Street definisce Donald Trump “alleato affidabile”, tentando di smussare i toni senza smentire la centralità della Nato nell’Artico.
Ipotesi di acquisto e negoziati guidati da Rubio
Il Wall Street Journal riferisce che Marco Rubio ha rassicurato i legislatori: non c’è un’invasione imminente della Groenlandia, l’obiettivo dell’amministrazione è un acquisto dalla Danimarca. Le sue parole arrivano durante un briefing sulla cattura di Nicolás Maduro e sulle linee per il futuro del Venezuela.
A sollecitare chiarimenti è stato Chuck Schumer, chiedendo se l’uso della forza fosse allo studio anche per Messico e Groenlandia. Secondo fonti presenti, Rubio ha ridimensionato lo scenario militare, in linea con i segnali di lungo periodo di Washington verso una cessione concordata dell’isola.
Funzionari statunitensi ed europei non vedono preparativi per un’operazione armata; per il senatore Lindsey Graham il dossier “riguarda esclusivamente i negoziati”. “Abbiamo bisogno del controllo legale e delle tutele giuridiche” per investimenti e presenza sul campo, sottolineano fonti vicine ai colloqui. I sondaggi indicano una maggioranza di groenlandesi contraria all’ingresso negli Stati Uniti.
FAQ
- Qual è l’obiettivo dichiarato di Washington sulla Groenlandia?
Acquisire l’isola tramite intesa con la Danimarca, evitando un’azione militare. - Marco Rubio ha escluso un’invasione?
Sì, ha indicato che non ci sono segnali di un’operazione imminente. - Qual è la posizione dei leader europei?
Rivendicano che decidano Groenlandia e Danimarca, nel quadro Nato e della sicurezza artica condivisa. - Esistono trattative alternative all’acquisto?
Sì, ipotesi di accordo di associazione diretta tra USA e Nuuk con maggiore libertà operativa. - La popolazione groenlandese come si orienta?
I sondaggi mostrano una maggioranza contraria a diventare parte degli USA. - Perché l’isola è strategica?
Per rotte artiche, infrastrutture militari e risorse che riducono dipendenze critiche.




