Zelensky critica Trump per l’esclusione dell’Europa dai negoziati di pace
Zelensky a Monaco: perché l’Europa deve pesare di più sui negoziati di pace
Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che escludere l’Europa dai futuri negoziati con la Russia sarebbe “un grave errore”. La gestione del dossier Ucraina, percepita come troppo centrata su Washington, rischia di marginalizzare gli interessi strategici del vecchio continente, che è il primo esposto agli effetti del conflitto.
L’intervento di Zelensky si inserisce in una fase critica della guerra, con il fronte militare sotto pressione e il sostegno occidentale che mostra segni di affaticamento politico e finanziario. Per Kiev, una vera architettura di pace deve passare anche da un rafforzamento del ruolo europeo, non solo come finanziatore e fornitore di armi, ma come protagonista politico.
Il ruolo strategico dell’Europa nel dopo-guerra
L’Europa è il principale vicino geografico della guerra russo-ucraina, il primo partner economico di Kiev e il principale canale di accoglienza dei profughi. Escluderla dal tavolo politico significa indebolire la sostenibilità di qualsiasi accordo di sicurezza a lungo termine.
Per Zelensky, i Paesi europei devono contribuire direttamente a definire garanzie di sicurezza, ricostruzione e integrazione euro-atlantica dell’Ucraina. Una pace imposta solo dall’asse USA–Russia rischierebbe di non rispecchiare le priorità di Bruxelles e delle capitali europee, a partire dalla deterrenza sul fianco est e dalla stabilità energetica e commerciale.
Equilibri transatlantici e limiti della leadership USA
La critica implicita a Washington riflette il timore che la dinamica interna americana, tra elezioni e polarizzazione del Congresso, renda il sostegno a Kiev più incerto. Un negoziato guidato solo dagli USA potrebbe essere condizionato da cicli politici brevi.
Un maggiore protagonismo europeo, sostiene Kiev, servirebbe a dare continuità alle politiche di sicurezza, riducendo la dipendenza dalle oscillazioni di Washington. Ciò non implica rottura del legame transatlantico, ma una sua ricalibrazione, in cui UE e Stati membri assumano responsabilità autonome nel definire tempistiche, condizioni e garanzie di un eventuale cessate il fuoco.
Zelensky: “Putin prigioniero della guerra e della storia”
Nel suo discorso a Monaco, Volodymyr Zelensky ha descritto il presidente russo Vladimir Putin come un leader ormai “interessato solo alla guerra”. Secondo il capo di Stato ucraino, il Cremlino non cerca più una via d’uscita diplomatica, ma costruisce la propria legittimità interna su un conflitto permanente.
Zelensky ha sottolineato la dimensione storicista del progetto putiniano: “Consulta più lo zar Pietro e l’imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra?”. Per il presidente ucraino, Putin “può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra”.
La narrativa imperiale russa e i rischi per l’Europa
Il richiamo di Zelensky a Pietro il Grande e all’imperatrice Caterina punta a evidenziare la cornice ideologica del Cremlino: una politica estera fondata sulla restaurazione di zone d’influenza e sulla revisione dei confini post-sovietici.
Questa impostazione, sostiene Kiev, non si limita all’Ucraina ma minaccia la sicurezza dell’intero spazio europeo, in particolare dei Paesi dell’est e del Mar Nero. Per i partner occidentali, comprendere la natura “imperiale” della visione di Putin è essenziale per calibrare sanzioni, deterrenza militare e strategie di lungo termine, evitando illusioni su compromessi che non modifichino le ambizioni territoriali russe.
Capacità reale di negoziato del Cremlino
Presentando Putin come “schiavo della guerra”, Zelensky mette in dubbio la disponibilità sostanziale di Mosca a un negoziato che non consacri conquiste territoriali.
Secondo la lettura ucraina, ogni proposta di cessate il fuoco avanzata dal Cremlino mira a congelare il fronte, riorganizzare le truppe e consolidare i risultati militari. Questa tesi spinge Kiev a chiedere all’Occidente non solo pressioni diplomatiche, ma un ulteriore rafforzamento della propria capacità difensiva, così da trattare, quando possibile, da una posizione di forza e non di vulnerabilità strutturale.
Elezioni, cessate il fuoco e forza militare ucraina
Uno dei passaggi più politici del discorso di Volodymyr Zelensky riguarda il rapporto tra democrazia e guerra. Il presidente ha dichiarato: *“Dateci un cessate il fuoco di due mesi e terremo le elezioni”*, escludendo il voto mentre la Russia continua i bombardamenti.
Zelensky ha respinto i paragoni con la rielezione di Abraham Lincoln durante la Guerra civile americana: “La nostra gente è sotto i missili, non è una guerra di terra”. Contestualizzare la fattibilità di elezioni in tempo di guerra è cruciale per la legittimità interna e internazionale delle istituzioni ucraine.
Elezioni in guerra e tutela della rappresentanza
L’Ucraina affronta sfide strutturali che rendono problematico il voto: milioni di sfollati, territori occupati, infrastrutture colpite, sicurezza fisica di elettori e candidati.
Per Zelensky, un breve cessate il fuoco garantito e verificabile sarebbe necessario per assicurare almeno standard minimi di partecipazione e pluralismo. Senza questa condizione, il rischio sarebbe un processo elettorale parziale, esposto a contestazioni e manipolazioni informative, che indebolirebbe anziché rafforzare la legittimità democratica di Kiev agli occhi dei partner occidentali e della stessa società ucraina.
“L’esercito più potente d’Europa” e il messaggio a Orbán
Zelensky ha rivendicato la capacità militare ucraina: “Possiamo resistere alla Russia, più siamo forti, più la pace diventa realistica”. Ha definito le forze armate ucraine “il più potente esercito d’Europa”, sottolineando che stanno proteggendo Polonia, Paesi baltici, Moldova e Romania.
La frecciata politica è arrivata al primo ministro ungherese Viktor Orbán: grazie al sacrificio ucraino, “anche un certo Viktor può pensare a come far crescere la sua pancia e non a come far crescere il suo esercito”. Il messaggio è duplice: richiamare i governi più scettici alla responsabilità verso la sicurezza comune e ribadire che l’aiuto militare a Kiev equivale a investire nella difesa dell’intera architettura europea.
FAQ
Perché Zelensky critica l’esclusione dell’Europa dai negoziati?
Perché ritiene che l’Europa, essendo direttamente esposta alla guerra, debba contribuire in prima persona a definire garanzie di sicurezza, ricostruzione e stabilità a lungo termine, e non limitarsi a un ruolo di supporto tecnico-finanziario.
Cosa intende Zelensky quando parla di “grave errore” diplomatico?
Intende che un negoziato guidato solo dagli USA rischia di trascurare interessi, sensibilità e vincoli dei Paesi europei, indebolendo la solidità di qualsiasi accordo di cessate il fuoco o pace duratura.
Come descrive Zelensky il rapporto di Putin con la guerra?
Zelensky sostiene che Vladimir Putin non riesca a immaginare il potere senza conflitto, si ispiri a logiche imperiali e sia di fatto “schiavo” della guerra che ha innescato contro l’Ucraina.
Perché Zelensky rifiuta il paragone con Lincoln?
Perché sottolinea che l’Ucraina affronta bombardamenti missilistici su larga scala e occupazioni territoriali, condizioni molto diverse dalla guerra prevalentemente terrestre che colpì gli Stati Uniti nell’Ottocento.
In quali condizioni Kiev accetterebbe di andare al voto?
Zelensky indica come requisito minimo un cessate il fuoco di circa due mesi, che permetta di organizzare elezioni sicure e rappresentative, riducendo i rischi per elettori, candidati e infrastrutture.
Perché l’Ucraina rivendica di essere l’esercito più forte d’Europa?
Per evidenziare che le sue forze armate, sostenute dagli alleati, stanno contenendo l’esercito russo e fungono da barriera avanzata a difesa di diversi Paesi europei sul fianco est della NATO.
Qual è il significato politico delle parole su Viktor Orbán?
La battuta su Viktor Orbán serve a criticare le posizioni ambigue di Budapest verso Mosca e a ricordare che la sicurezza dell’Ungheria dipende anche dal sacrificio militare ucraino.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni riportate?
Le dichiarazioni e citazioni di Volodymyr Zelensky analizzate in questo articolo provengono dal resoconto pubblicato da Today.it sulla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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