Xbox rompe gli schemi: i giochi interni debuttano subito anche su PS5

Indice dei Contenuti:
Xbox accelera sul multipiattaforma: i giochi first-party sempre più spesso su PS5 al day one
Nuova rotta multipiattaforma
L’espansione multipiattaforma di Xbox non è più un esperimento, ma una linea industriale riconoscibile che sta ridisegnando gli equilibri tra ecosistemi. La scelta di portare le principali proprietà intellettuali interne anche su PS5 risponde a una logica di massimizzazione dell’audience e di valorizzazione di cataloghi sempre più costosi da sviluppare.
Per anni il modello competitivo si è basato sulla logica delle “esclusive che vendono console”, ma il peso crescente dei servizi in abbonamento, a partire da Xbox Game Pass, e il rallentamento del mercato hardware hanno reso più conveniente monetizzare le IP ovunque esista domanda. In questo contesto, la piattaforma non è più il fine, bensì il canale di accesso al software e ai servizi.
La transizione, tuttavia, non è stata immediata né lineare: finestre di lancio sfasate, annunci poco chiari e strategie percepite come ondivaghe hanno alimentato confusione in community e investitori. Proprio per questo, la nuova parola d’ordine lanciata dai vertici del colosso di Redmond è “coerenza”: pubblicazioni più prevedibili, roadmap leggibili e comunicazione trasparente verso giocatori e partner industriali.
Ritardi tecnici, non esclusive mascherate
Le tempistiche difformi tra l’uscita su sistemi Xbox/PC e l’arrivo successivo su PS5 avevano fatto pensare a un uso sistematico delle esclusive temporali. Secondo quanto spiegato in una recente intervista a GamesRadar dal responsabile di Xbox Game Studios Craig Duncan, la realtà è meno strategica e più operativa di quanto immaginato.
Molti progetti erano già in sviluppo con una pipeline focalizzata sull’ecosistema proprietario quando è maturata l’apertura al multipiattaforma: adattare motori, tool e processi all’architettura PlayStation ha richiesto tempo aggiuntivo, generando ritardi che sono stati interpretati come scelte di marketing, ma che in larga parte derivavano da priorità tecniche e di risorse. Lo stesso Duncan ha ammesso che da fuori l’approccio può apparire “incoerente”, assicurando però che i team stanno lavorando per allineare i cicli di sviluppo e arrivare a lanci simultanei.
Il caso più discusso resta quello di Forza Horizon 5, approdato su PS5 quattro anni dopo il debutto su console Microsoft e PC. Nonostante il ritardo, il gioco ha superato i 5 milioni di copie vendute sulla piattaforma Sony, dimostrando che il pubblico PlayStation risponde con forza anche quando l’uscita non è in day one e smentendo, nei fatti, il timore di un interesse limitato verso le IP concorrenti.
Day one ovunque e sfida ai vecchi paradigmi
Alla luce di questi risultati e delle indicazioni del management, la direzione è ora quella di portare i titoli interni su più piattaforme sin dal primo giorno di disponibilità. L’obiettivo è ridurre al minimo gli scostamenti tra versioni e trasformare la simultaneità in un valore di brand, non solo in un compromesso tecnico.
Nel caso del prossimo capitolo automobilistico firmato da Playground Games, gli sviluppatori hanno sottolineato che l’eventuale sfasamento tra versioni deriverà unicamente dai tempi di porting e certificazione su PS5, non da una strategia di esclusiva temporale. Il messaggio, ribadito più volte, è che i futuri lanci punteranno a una presenza ampia e coordinata, dove la piattaforma diventa una variabile esecutiva e non una barriera commerciale.
Questa scelta ridisegna anche la concorrenza tra Xbox e Sony: da una parte un modello orientato ai servizi e al software ubiquo, dall’altra una difesa più tradizionale del valore delle esclusive console. Per i giocatori, il risultato è un accesso più flessibile a franchise un tempo rigidamente chiusi in ecosistemi rivali; per l’industria, un test cruciale sulla sostenibilità economica delle mega-produzioni multipiattaforma nel lungo periodo.
FAQ
D: Perché i giochi interni di Xbox stanno arrivando più spesso anche su PS5?
R: Perché la strategia punta a massimizzare pubblico e ricavi, trattando le IP come asset multipiattaforma invece che come semplici leve per vendere console.
D: I ritardi tra versione Xbox e versione PS5 sono ancora legati a esclusive temporali?
R: In base alle dichiarazioni ufficiali, i ritardi residui dipendono soprattutto da complessità di sviluppo e porting, non da accordi di esclusività programmati.
D: Che ruolo ha avuto Forza Horizon 5 nel ridefinire questa strategia?
R: Le oltre 5 milioni di copie su PS5, nonostante l’uscita tardiva, hanno dimostrato la forte domanda per le IP Microsoft anche sull’ecosistema PlayStation.
D: Cosa ha spiegato Craig Duncan sull’apparente incoerenza nelle uscite?
R: Ha ammesso che la situazione può sembrare disordinata, ma ha chiarito che si sta lavorando per rendere più prevedibili e allineati i lanci multipiattaforma.
D: I giochi futuri di Xbox saranno in uscita simultanea su PS5?
R: L’obiettivo dichiarato è proprio quello, anche se eventuali scarti potranno derivare da esigenze tecniche e certificazioni differenti tra piattaforme.
D: Come cambia il ruolo delle esclusive console con questa apertura?
R: Le esclusive diventano meno centrali e cedono spazio a un modello che privilegia servizi, abbonamenti e diffusione capillare dei cataloghi.
D: Il caso Forza Horizon 6 prevede un’esclusiva temporale su Xbox?
R: Gli sviluppatori di Playground Games indicano che l’unico possibile ritardo su PS5 è tecnico, non frutto di una decisione commerciale di esclusività.
D: Qual è la fonte giornalistica citata sul tema della strategia multipiattaforma?
R: Le posizioni del management Xbox richiamate nell’articolo sono state riportate in un’intervista pubblicata da GamesRadar, utilizzata come riferimento informativo.




