Windows 11 in tilt: l’update KB5074109 scatena bug nascosti, ecco cosa rischi aggiornandolo subito
Indice dei Contenuti:
Problemi noti dopo l’installazione
Windows 11 si confronta con un avvio d’anno complicato: il cumulativo KB5074109 per le release 25H2 e 24H2, distribuito il 13 gennaio, ha attivato una serie di malfunzionamenti segnalati su larga scala dagli utenti. Il difetto più invasivo è la comparsa di uno schermo nero subito dopo l’installazione, con forti indizi di conflitto verso i driver NVIDIA e AMD. Le prime evidenze indicano che l’aggiornamento dei driver grafici può attenuare o eliminare il problema.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Parallelamente emergono criticità con la versione classica di Outlook, dove, in presenza di account POP, il processo outlook.exe resta in memoria anche dopo la chiusura dell’app, impedendo un nuovo avvio e restituendo lo stato “già in esecuzione”. La gestione forzata del processo tramite Gestione attività o il rollback dell’update si sono rivelati i rimedi più immediati, in attesa di una correzione strutturale.
Si rilevano inoltre disallineamenti in Esplora file legati alla direttiva LocalizedResourceName del file desktop.ini: i nomi personalizzati delle cartelle vengono ignorati e sostituiti con la denominazione originale. Questo comportamento impatta gli ambienti che fanno ampio uso di localizzazione o naming coerente in contesti aziendali e amministrati, generando confusione operativa e possibili fraintendimenti nei flussi di lavoro.
Conferme e workaround di Microsoft
Microsoft ha riconosciuto due anomalie specifiche legate al pacchetto KB5074109. La prima riguarda la versione classica di Outlook: con account POP, il processo outlook.exe persiste in background dopo la chiusura, bloccando l’avvio successivo con l’avviso di istanza già attiva. Workaround immediati: terminare il processo via Gestione attività oppure disinstallare l’aggiornamento in attesa di una patch correttiva.
Confermato anche il malfunzionamento su Azure Virtual Desktop e Microsoft 365 che impedisce il login RDP tramite Windows App su alcuni client Windows. La mitigazione suggerita dall’azienda è l’uso del client Remote Desktop classico o, in alternativa, del client web di Windows App, finché non verrà distribuito un fix stabile.
Per il bug dello schermo nero post-installazione, ricondotto con alta probabilità a un’incompatibilità con driver NVIDIA e AMD, non c’è ancora conferma ufficiale. Le best practice operative indicano l’aggiornamento dei driver grafici come prima azione, seguita, se necessario, dal ripristino del sistema o dalla rimozione del cumulativo per ripristinare la stabilità.
FAQ
- KB5074109 causa problemi noti? Sì, include malfunzionamenti su Outlook classico, login RDP via Windows App e possibili schermi neri.
- Qual è il workaround per Outlook con account POP? Terminare outlook.exe in Gestione attività o disinstallare l’update.
- Come aggirare i problemi RDP con Windows App? Usare il client Remote Desktop classico o il client web.
- Lo schermo nero è confermato da Microsoft? No, al momento non è stato formalmente confermato.
- Come mitigare lo schermo nero dopo l’update? Aggiornare i driver NVIDIA/AMD, quindi valutare rollback dell’aggiornamento.
- Esiste un impatto su Esplora file? Sì, la direttiva LocalizedResourceName può non essere rispettata, mostrando nomi cartella originali.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Sintesi basata su segnalazioni e conferme riportate dalla stampa tech italiana e note ufficiali di Microsoft.
Impatto su app e funzionalità di sistema
L’aggiornamento KB5074109 incide su più livelli dell’ecosistema Windows 11, con ripercussioni che toccano produttività, accesso remoto e gestione dei file. Sui client con la versione classica di Outlook configurata con account POP, la persistenza del processo outlook.exe impedisce riaperture rapide e ostacola flussi di lavoro quotidiani, aumentando tempi morti e interventi manuali tramite Gestione attività.
Nel perimetro enterprise, il problema confermato su Azure Virtual Desktop e Microsoft 365 blocca l’autenticazione RDP tramite Windows App su alcuni client, impattando sessioni virtuali e continuità operativa. Le organizzazioni devono ripiegare sul client Remote Desktop classico o sul client web, con possibili frizioni nella user experience e nella gestione delle policy.
In ambito interfaccia e architettura dei contenuti, la mancata applicazione della direttiva LocalizedResourceName in desktop.ini compromette la coerenza dei nomi delle cartelle in Esplora file, creando disallineamenti in ambienti localizzati o a naming controllato. Questo altera le convenzioni di navigazione e può generare errori operativi in script, procedure di audit e processi di deployment che presuppongono alias o nomenclature personalizzate.




