WhatsApp nuova truffa dell’avvocato francese spaventa milioni di utenti

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WhatsApp sotto attacco: la truffa dell’avvocato francese è pericolosa
Nuovo raggiro in chat
Su WhatsApp circola un messaggio formale, inviato da numeri sconosciuti e spesso esteri, in cui un sedicente legale francese sostiene di agire per conto di una presunta benefattrice. L’utente viene indicato come destinatario di una donazione di valore elevato, presentata come gesto generoso e inaspettato.
La comunicazione è costruita per apparire credibile: linguaggio giuridico, riferimenti a pratiche amministrative, tono rispettoso e nomi propri dall’aria prestigiosa. Al centro c’è una richiesta minima solo in apparenza: confermare l’identità rispondendo al messaggio.
Questa risposta rappresenta il primo vero obiettivo dei truffatori, perché consente di validare il numero, capire che la vittima è attiva e passare alle fasi successive del raggiro. Da quel momento possono seguire ulteriori chat, richieste di documenti e invio di link, tutte azioni studiate per abbassare progressivamente le difese del destinatario.
Segnali che smascherano l’inganno
L’associazione dei consumatori Codici, guidata da Ivano Giacomelli, segnala che la combinazione di donazione improvvisa, contatto non richiesto e finto professionista estero è un classico schema delle frodi digitali. Nessun vero studio legale comunica l’assegnazione di somme importanti tramite messaggio casuale su un’app di messaggistica istantanea.
Il secondo campanello d’allarme è l’invito a cliccare su link per “approfondire la pratica” o per compilare moduli urgenti. Questi collegamenti possono condurre a siti non sicuri pensati per sottrarre dati personali, installare malware su smartphone o intercettare codici di accesso a servizi bancari.
Anche la pressione psicologica è un elemento tipico: i messaggi insistono su scadenze imminenti, rischi di perdere la donazione o necessità di agire rapidamente. Chi riceve queste comunicazioni deve fermarsi, non rispondere e verificare sempre, magari confrontandosi con associazioni di tutela o con la propria banca in caso di dubbi.
Danni possibili e strategie di difesa
Una volta raccolti numeri di telefono, documenti e dati sensibili, i truffatori possono tentare frodi su conti correnti, attivare servizi non richiesti o rivendere le informazioni nel mercato nero digitale. Le conseguenze vanno da addebiti illeciti a vere e proprie usurpazioni di identità, difficili e lunghe da contestare.
Per ridurre il rischio, Codici suggerisce alcune regole essenziali: non rispondere a messaggi inattesi che promettono eredità, vincite o donazioni; non inviare foto di documenti, coordinate bancarie o codici di sicurezza tramite chat; non cliccare su link ricevuti da numeri non salvati in rubrica. In caso di clic accidentale, è consigliato aggiornare subito l’antivirus e cambiare le password dei servizi più sensibili.
È utile inoltre segnalare il numero sospetto all’apposita funzione di WhatsApp, informare le forze dell’ordine e rivolgersi a organizzazioni specializzate nella tutela dei consumatori. La prevenzione passa anche dalla condivisione delle informazioni: avvisare parenti, amici e in particolare persone anziane o meno esperte può evitare nuove vittime.
FAQ
D: Come riconoscere rapidamente questo tipo di messaggio sospetto?
R: Diffida di comunicazioni formali da numeri sconosciuti che parlano di donazioni o eredità improvvise e chiedono una risposta immediata.
D: È pericoloso rispondere solo con “chi siete?”
R: Sì, perché confermi al truffatore che il numero è attivo e disposto al dialogo, facilitando ulteriori tentativi di raggiro.
D: Cosa succede se clicco sui link ricevuti in chat?
R: Potresti finire su siti che rubano dati personali, installano malware o intercettano credenziali bancarie e codici di sicurezza.
D: Chi ha segnalato questa frode alle autorità?
R: L’associazione dei consumatori Codici, con interventi del segretario nazionale Ivano Giacomelli, ha descritto lo schema e invitato alla massima cautela.
D: Posso recuperare i soldi se ho già pagato qualcosa?
R: È difficile, ma occorre agire subito: contattare la banca, bloccare le carte, presentare denuncia e chiedere assistenza alle associazioni di tutela.
D: Devo cambiare numero di telefono dopo un tentativo di truffa?
R: Non sempre è necessario, ma conviene bloccare il contatto, rafforzare le impostazioni di privacy e monitorare con attenzione eventuali nuovi messaggi sospetti.
D: Come proteggere le persone anziane da questi raggiri?
R: Spiega con parole semplici di non fidarsi di chi promette soldi facili, di non rispondere ai numeri sconosciuti e di chiedere sempre consiglio a un familiare.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha dato risalto alla segnalazione?
R: La notizia sulla truffa e sulla denuncia di Codici è stata ripresa da vari media italiani specializzati in cronaca e consumatori, tra cui testate online che riportano integralmente le dichiarazioni di Ivano Giacomelli.




