WhatsApp introduce funzione AI sempre attiva: svolta controversa che cambia messaggi e privacy per tutti

Funzionalità ai negli stati di whatsapp
WhatsApp sta sperimentando l’integrazione dell’intelligenza artificiale negli Stati, introducendo strumenti avanzati per l’editing visivo direttamente dall’interfaccia di pubblicazione. Gli utenti potranno intervenire sulle immagini con prompt e controlli rapidi, ottenendo risultati immediati senza app esterne.
Le opzioni includono generazione di animazioni, modifica dei colori, variazione dello stile e applicazione di effetti come 3D, anime, art déco e cinematografico, con preset pensati per velocizzare il flusso. L’obiettivo è potenziare la creatività negli aggiornamenti, mantenendo tempi di elaborazione contenuti e un’interazione semplice.
L’integrazione appare all’interno dell’editor degli Stati come nuovi pulsanti dedicati all’AI, con possibilità di anteprima, confronto e undo. L’esperienza è orientata a risultati “one-tap”, ma resta supportato l’input testuale per richieste più precise, così da adattare lo stile al contesto e al pubblico dello Stato.
Nell’attuale implementazione, le funzioni AI lavorano su immagini locali caricate dall’utente, suggerendo set di filtri intelligenti e trasformazioni contestuali. La distribuzione iniziale è legata a una build identificata come 2.25.36.1, suggerendo un rollout graduale e controllato prima su Android e a seguire su iOS, con configurazioni server-side variabili a seconda dell’area.
Fase di test, rilascio e compatibilità
La fase pilota è avviata sulla build 2.25.36.1, con distribuzione graduale e attivazione lato server per un campione limitato. Il rollout segue la consueta priorità: prima Android, poi iOS, con tempistiche differenziate in base alla regione e alla stabilità dei servizi. Non esiste una data ufficiale, ma il rilascio pubblico è previsto a scaglioni per monitorare prestazioni e feedback.
Per accedere alle funzioni è necessario aggiornare WhatsApp all’ultima versione disponibile tramite Google Play Store o App Store. Se l’opzione non compare, il feature flag potrebbe non essere ancora abilitato per quel profilo o quell’area; sarà quindi richiesto attendere il successivo ciclo di abilitazione. Le funzioni AI possono essere abilitate/disabilitate remotamente senza ulteriori update locali.
La compatibilità iniziale copre dispositivi con versioni recenti di Android e iOS supportate dall’app corrente, con requisiti di rete stabili per l’elaborazione cloud. L’elaborazione delle immagini sfrutta risorse server, perciò i risultati possono variare in latenza a seconda del carico. Durante il test, alcuni preset e stili potrebbero comparire o scomparire in base agli esperimenti attivi, con differenze tra account personali e business.
FAQ
- Quale versione introduce i test dell’AI negli Stati?
La build indicata è la 2.25.36.1 con rollout progressivo. - Quando sarà disponibile per tutti?
Non c’è una data ufficiale; l’attivazione procede a scaglioni regionali. - Serve aggiornare l’app?
Sì, è necessario installare l’ultima versione da Play Store o App Store. - Perché non vedo ancora le nuove opzioni?
Il feature flag potrebbe non essere abilitato per il tuo account o Paese. - L’AI funziona offline?
No, l’elaborazione richiede connessione per i servizi cloud. - Ci sono differenze tra Android e iOS?
Il rilascio parte da Android e arriva a seguire su iOS, con possibili variazioni minori nell’interfaccia. - Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
L’anticipazione è stata riportata da mistergadget.tech.
Impatto sugli utenti e considerazioni sulla privacy
L’arrivo dell’AI negli Stati alza l’asticella della creatività, ma impone chiarezza su gestione dei dati e controllo dell’utente. Le trasformazioni sono elaborate via cloud, con potenziali oscillazioni di latenza e differenze di resa tra profili; la fruizione resta integrata nell’editor senza app terze.
Gli utenti potranno intervenire con prompt testuali o preset, mantenendo il pieno controllo di anteprima e annullamento. Le funzioni sono abilitate da remoto e possono comparire o sparire in base agli esperimenti attivi, elemento che richiede trasparenza sulle condizioni d’uso e sulle metriche raccolte.
Le preoccupazioni iniziali su icone e bot in chat riemergono nel nuovo contesto: è cruciale distinguere l’editing su contenuti locali dalla messaggistica privata. L’indicazione attuale è che le modifiche riguardano immagini caricate dall’utente, senza accesso ai messaggi cifrati end-to-end; resta utile verificare le informative in-app e i permessi attivati.
Consigli operativi: aggiornare l’app solo da store ufficiali, testare i preset con media non sensibili, rivedere impostazioni di visibilità degli Stati (contatti, esclusioni, liste). In caso di dubbi, evitare upload di immagini contenenti dati personali o informazioni identificative e monitorare i changelog di WhatsApp per eventuali modifiche alle policy.
FAQ
- L’AI degli Stati accede ai miei messaggi?
No, l’editing riguarda immagini locali e non coinvolge chat cifrate end-to-end. - I contenuti sono elaborati sul dispositivo?
Prevalentemente su cloud, con latenza variabile in base al carico di rete. - Posso disattivare i nuovi strumenti?
L’abilitazione è server-side; se visibili, puoi semplicemente non usarli o limitare i permessi. - Le modifiche sono visibili a tutti i contatti?
Dipende dalle impostazioni di privacy degli Stati (contatti, esclusioni, liste personalizzate). - Ci sono rischi per i dati personali nelle immagini?
Evitare l’upload di media sensibili e rimuovere metadati quando possibile. - Perché le opzioni scompaiono?
Funzioni soggette a test A/B e abilitazioni temporanee lato server. - Qual è la fonte giornalistica?
L’anticipazione è stata riportata da mistergadget.tech.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI





