Welo riscrive Emigrato e presenta la nuova sigla per Sanremo

Welo firma la nuova sigla del Festival di Sanremo 2026
La nuova sigla ufficiale del Festival di Sanremo 2026 porta la firma di Welo e nasce da una promessa fatta in diretta da Carlo Conti durante Sanremo Giovani. La base è quella di Emigrato, il brano con cui l’artista ha partecipato alla competizione dedicata ai giovani, ma con un testo in parte riscritto per adattarsi al clima televisivo e festoso dell’evento di Sanremo.
Il nuovo ritornello – “Italiano, spensierato, scanzonato! C’è Sanremo e lo guardo dal divano!” – è pensato per essere immediatamente riconoscibile, corale e ad alto potenziale social, mantenendo il famoso “clap clap” che scandisce il tempo e facilita l’interazione del pubblico in sala e da casa.
Dalla promessa di Carlo Conti al jingle ufficiale di Sanremo
Durante la finale di Sanremo Giovani, pochi istanti prima dell’uscita di scena di Welo, Carlo Conti gli ha lanciato la proposta: “Welo, se per caso nei prossimi mesi la tua canzone diventa ‘è Sanremo, è Sanremo, è Sanremo’, mi realizzi un jingolino così. Lo utilizzerò come intersigla, come l’anno scorso ho fatto con Tutta l’Italia. Me lo fai?”. L’idea è stata immediatamente accolta dall’artista, che ha trasformato Emigrato in un jingle agile, pensato per le intersigle e per accompagnare i momenti chiave del festival, in continuità con la tradizione delle sigle radio‑televisive della Rai.
Dal testo di Emigrato al nuovo slogan “Italiano, spensierato, scanzonato”
Nel brano originale Emigrato, Welo cantava “Immigrato, disgraziato, sfaticato”, con una carica narrativa forte e legata al tema dell’identità e dello sguardo sull’altro. Per la sigla di Sanremo 2026, le parole sono state rimodellate in chiave leggera: “emigrato” è diventato “italiano”, “disgraziato” si è trasformato in “spensierato” e “sfaticato” in “scanzonato”. Il risultato è uno slogan che mantiene la musicalità dell’originale ma sposta il focus su un immaginario festoso, domestico e pop, coerente con l’idea di “Sanremo dal divano” che coinvolge milioni di spettatori.
Strategia social e narrazione pop del nuovo Sanremo
Il lancio del jingle di Welo per il Festival di Sanremo 2026 è stato costruito con una chiara strategia digitale dai canali ufficiali del festival. Sui profili social è apparso un video dedicato alla nuova sigla, con un breve sketch interpretato da Carlo Conti e dallo stesso artista, pensato per diventare contenuto virale e alimentare engagement in vista delle serate all’Ariston.
Questa scelta conferma quanto la Rai punti oggi su contenuti brevi, riconoscibili e facilmente condivisibili, in linea con le logiche di Instagram e Reel, ma anche con le esigenze di posizionamento su Google News e Google Discover.
Lo sketch social tra Welo e Carlo Conti
Nel video diffuso dai profili del Festival di Sanremo, si ascolta il nuovo jingle di Welo mentre i due protagonisti giocano con un piccolo siparietto comico. Quando l’artista chiede a Carlo Conti come raggiungere Sanremo, il conduttore finge un problema di linea e interrompe la chiamata, chiudendo lo sketch con un tono ironico. Il contenuto lavora su due livelli: promuove il brano e, allo stesso tempo, rafforza l’immagine familiare e autoironica del festival, elemento chiave per la fidelizzazione del pubblico televisivo e digital.
La continuità con Tutta l’Italia e la tradizione delle sigle
Il jingle di Welo raccoglie l’eredità di Tutta l’Italia di Gabry Ponte, usata come intersigla nella precedente edizione. Ancora una volta il festival sceglie un brano ritmato, immediato, basato su un hook ripetitivo facile da memorizzare. In termini di comunicazione, queste sigle funzionano come colonna sonora trasversale: accompagnano spot, promo, contenuti social e clip web, estendendo la presenza del brand Sanremo oltre il prime time televisivo e rendendo riconoscibile il festival anche sui feed personalizzati di piattaforme e motori di ricerca.
Emigrato, identità e storia personale di Welo
Per comprendere il valore simbolico della nuova sigla di Sanremo 2026 è utile tornare alle origini di Emigrato, il singolo con cui Welo si è presentato a Sanremo Giovani. Il brano nasce come racconto in prima persona della propria comunità e del vissuto migratorio, con una scrittura spontanea e priva di costruzioni calcolate.
Questa stratificazione rende particolarmente interessante la trasformazione del pezzo in jingle televisivo, perché mostra come un contenuto nato da un’urgenza identitaria possa evolvere in chiave mainstream senza perdere del tutto il legame con la sua matrice originaria.
Le parole di Welo sul significato di Emigrato
Parlando con SuperGuidaTv, Welo ha spiegato: “Il brano è un richiamo al mio popolo per far comprendere la vita che conduciamo e come siamo fatti. È nato spontaneamente in studio come tutti i miei pezzi, non c’è stata alcuna strategia dietro e ora siamo qui”. Questa dichiarazione chiarisce la natura personale di Emigrato e l’approccio artigianale alla scrittura. Il passaggio alla sigla di Sanremo rappresenta dunque un cambio di scala: dal racconto di una comunità specifica a un immaginario nazionale condiviso, veicolato in prima serata Rai.
Impatto mediatico e posizionamento dell’artista
La scelta di Carlo Conti di affidare la sigla a Welo è anche un segnale di apertura verso nuove narrazioni nel pop italiano. Un artista che parte da Sanremo Giovani e da un brano come Emigrato viene proiettato al centro del più seguito evento musicale televisivo del Paese. In termini di carriera, ciò significa visibilità costante per tutta la durata del festival, moltiplicazione degli ascolti sulle piattaforme e maggiore autorevolezza percepita dal pubblico e dagli addetti ai lavori, con ricadute dirette anche su streaming, booking e programmazioni radiofoniche.
FAQ
Chi è Welo e qual è il suo percorso artistico
Welo è un giovane artista emerso attraverso Sanremo Giovani, dove ha presentato il brano Emigrato. La sua musica unisce linguaggio urbano, ritmi contemporanei e temi identitari legati al vissuto della propria comunità.
Qual è il testo della nuova sigla di Sanremo 2026
Il ritornello della sigla di Sanremo 2026 recita: “Italiano, spensierato, scanzonato! C’è Sanremo e lo guardo dal divano!”, accompagnato dal caratteristico “clap clap” che ne sottolinea il ritmo.
In che modo la sigla riprende il brano Emigrato
La sigla utilizza la base musicale di Emigrato ma sostituisce alcune parole chiave, trasformando un testo dal tono sociale in uno slogan festoso e televisivo, pensato per rappresentare il pubblico italiano davanti allo schermo.
Cosa aveva chiesto esattamente Carlo Conti a Welo
Carlo Conti in diretta a Sanremo Giovani ha detto a Welo: “Se per caso nei prossimi mesi la tua canzone diventa ‘è Sanremo, è Sanremo, è Sanremo’, mi realizzi un jingolino così. Lo utilizzerò come intersigla”, anticipando di fatto l’idea della sigla.
Perché sono state cambiate le parole originali di Emigrato
Le parole sono state adattate per renderle adatte a una sigla generalista di prima serata, con toni leggeri e inclusivi. Termini come “immigrato” e “disgraziato” sono stati sostituiti da “italiano” e “spensierato” per andare incontro al contesto familiare del Festival di Sanremo.
Come è stato lanciato il nuovo jingle del Festival di Sanremo
Il jingle è stato lanciato attraverso i profili social ufficiali del Festival di Sanremo con un video che include uno sketch tra Welo e Carlo Conti, puntando sulla viralità e sulla condivisione su piattaforme come Instagram.
Qual è il significato dichiarato da Welo di Emigrato
Welo ha spiegato che Emigrato è “un richiamo al mio popolo per far comprendere la vita che conduciamo e come siamo fatti”, sottolineando che il brano è nato in modo spontaneo in studio, senza strategie precostruite.
Qual è la fonte originale della notizia sulla sigla di Sanremo
La notizia della sigla di Sanremo 2026 firmata da Welo e del relativo jingle deriva dall’articolo pubblicato su Biccy a firma di Fabiano Minacci, dedicato alla trasformazione di Emigrato in sigla ufficiale del festival.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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