Vortice polare impazzito e stratwarming in arrivo, gli esperti avvertono l’Europa: doppio ciclone può stravolgere l’inverno

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Vortice Polare e Stratwarming Major: cos’è il doppio ciclone che incombe sull’inverno
Vortice polare in bilico
In stratosfera, sopra la calotta artica, una rapida impennata delle temperature può destabilizzare l’enorme circolazione ciclonica che ruota intorno al Polo. Quando il riscaldamento diventa intenso, si parla di major stratwarming, evento raro ma capace di modificare radicalmente il tempo invernale alle medie latitudini.
Il possibile esito più estremo è lo split del vortice, con la formazione di due centri ciclonici distinti che scendono di latitudine e aprono corridoi per irruzioni gelide verso Europa e Mediterraneo. Queste discese d’aria fredda possono generare tempeste di neve, piogge intense e forti mareggiate in tempi molto brevi.
Gli esperti ricordano che scenari simili furono associati ad alcuni degli inverni più rigidi del secolo scorso, come il 1929, il 1956 e il 2012, con ondate di gelo improvvise anche in pianura. Al momento, però, si ragiona in termini di probabilità e non di certezze, perché la risposta dell’atmosfera troposferica non è mai lineare.
Modelli globali e scenari per febbraio
I principali centri di calcolo, tra cui il Centro Europeo ECMWF, stanno simulando la possibile transizione verso un Stratwarming Major a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio. Alcuni meteorologi vedono crescere la probabilità di un cambio di circolazione su scala emisferica, altri invitano alla massima cautela sulle tempistiche e sull’intensità degli effetti.
Le elaborazioni diffuse da ilmeteo.it sulla base degli aggiornamenti ECMWF suggeriscono un potenziale ritorno in grande stile del flusso perturbato atlantico verso l’area euro-mediterranea. In questo schema, l’aria mite e umida oceanica verrebbe incanalata verso l’Italia, innescando una sequenza di fronti instabili.
Le proiezioni stagionali indicano un surplus di precipitazioni soprattutto al Centro-Nord, con piogge sopra la media climatologica e nevicate copiose sui rilievi alpini e appenninici, utili a ripristinare il manto nevoso e le riserve idriche dopo le ultime stagioni povere di neve.
Rischi meteo per l’Italia
In presenza di un vortice polare indebolito, la traiettoria delle depressioni può orientarsi lungo l’asse Nord-Sud, favorendo afflussi d’aria fredda verso il bacino del Mediterraneo. L’interazione tra masse d’aria gelida e correnti più miti e umide rappresenta il motore di eventi meteo estremi: piogge torrenziali, neve a quote insolitamente basse, venti di burrasca e mareggiate violente lungo le coste esposte.
Episodi recenti, come le mareggiate su Catania e lungo il litorale di Ravenna, mostrano quanto le strutture costiere e le infrastrutture urbane siano vulnerabili a ciclogenesi profonde sul Tirreno e sull’Adriatico. Un eventuale doppio ciclone collegato allo split del vortice potrebbe esaltare questi fenomeni, con forti criticità idrauliche e costiere.
Gli scenari termici restano fra i punti più incerti: non si escludono fasi miti e perturbate alternate a improvvisi crolli delle temperature, capaci di trasformare la pioggia in neve fino in collina o, localmente, in pianura. Gli enti di previsione raccomandano di seguire solo bollettini ufficiali e aggiornamenti a breve termine per la valutazione del rischio reale.
FAQ
D: Che cos’è il vortice polare?
R: È un’ampia circolazione ciclonica di aria fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo Nord, soprattutto in stratosfera, e governa gran parte della dinamica invernale nell’emisfero boreale.
D: Cosa si intende per Stratwarming Major?
R: È un forte riscaldamento improvviso della stratosfera polare che indebolisce il vortice, può deformarlo o spezzarlo in due e modificare la circolazione atmosferica per settimane.
D: Cosa significa split del vortice polare?
R: Indica la divisione del vortice in due nuclei ciclonici distinti, che tendono a scendere di latitudine, aumentando la probabilità di ondate di freddo e maltempo severo alle medie latitudini.
D: Quali effetti può avere sull’Italia?
R: Aumento di perturbazioni atlantiche, piogge sopra la media, nevicate abbondanti in montagna, possibili irruzioni fredde con neve a bassa quota e mareggiate lungo le coste.
D: I modelli confermano già un evento estremo?
R: No, le simulazioni mostrano scenari possibili ma la previsione dettagliata resta prematura; serve monitorare gli aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali.
D: Qual è il ruolo del Centro Europeo ECMWF?
R: Il Centro Europeo ECMWF elabora modelli numerici ad alta complessità che forniscono proiezioni su pressione, precipitazioni e temperature fino a diverse settimane.
D: Quali sono gli inverni storici collegati a forti irruzioni fredde?
R: Vengono spesso citati il 1929, il 1956 e il 2012, anni caratterizzati da ondate di gelo molto intense sull’Europa e sull’Italia.
D: Qual è la fonte giornalistica delle proiezioni citate?
R: Le indicazioni sulle tendenze di febbraio e sull’interpretazione dei dati ECMWF sono state riportate dal portale meteorologico ilmeteo.it.




