Visite fiscali malattia, nuove fasce orarie e obblighi del certificato

Malattia del lavoratore 2026: diritti, obblighi e controlli INPS
Il diritto alla malattia tutela il lavoratore dipendente consentendo l’assenza retribuita dal lavoro in caso di problemi di salute certificati. La copertura economica è garantita in parte dal datore di lavoro e in parte dall’INPS, ma è subordinata al rispetto rigoroso di regole formali e sostanziali, in particolare sulle visite fiscali e sulla reperibilità.
La normativa 2026 conferma l’uniformità tra dipendenti pubblici e privati: stessi orari di controllo, stessi obblighi di permanenza al domicilio indicato e stesso sistema di certificazione telematica.
Accanto al diritto, resta centrale il divieto di abuso: superamento del periodo di comporto, assenze ingiustificate alle visite o certificazioni non coerenti possono comportare sospensione dell’indennità, sanzioni disciplinari fino al licenziamento.
Periodo di comporto e limiti di assenza per malattia
Il periodo di comporto è il limite massimo di giorni di malattia consentiti in un determinato arco temporale (di solito anno solare o triennio) entro cui il datore di lavoro non può recedere per il solo fatto dell’assenza.
La durata concreta è definita da contratto collettivo: superato il comporto, l’azienda può valutare il licenziamento, pur restando dovute le tutele su preavviso e trattamento di fine rapporto. È quindi essenziale conoscere il proprio CCNL e monitorare con precisione il numero di giorni fruiti.
Malattia reiterata o molto lunga richiede quindi gestione prudente, dialogo con il medico curante e comunicazione trasparente con il datore di lavoro.
Rischi di abuso del diritto e conseguenze disciplinari
L’uso strumentale della malattia (assenze simulate, attività incompatibili con lo stato patologico, mancata reperibilità sistematica) espone il lavoratore a controlli più serrati e a rilievi disciplinari.
Le sanzioni vanno dalla perdita dell’indennità per i giorni non controllabili, alla contestazione di insubordinazione o frode, fino al licenziamento per giusta causa in presenza di comportamenti gravemente scorretti.
La giurisprudenza valuta caso per caso, ma l’inosservanza dolosa delle regole su visite fiscali e reperibilità è considerata indice di violazione del vincolo fiduciario con il datore di lavoro.
Certificato medico telematico e procedura con il medico curante
Dal punto di vista operativo, l’apertura della malattia del lavoratore è oggi quasi integralmente digitalizzata. Il dipendente si rivolge al proprio medico curante, che valuta lo stato clinico e, se ritiene sussistenti i presupposti, redige un certificato di malattia in modalità telematica, inviandolo direttamente ai sistemi dell’INPS.
Questa procedura garantisce tracciabilità, riduce gli adempimenti a carico del lavoratore e consente controlli più rapidi e mirati da parte dell’ente previdenziale e dei datori di lavoro.
Resta tuttavia fondamentale la correttezza delle informazioni fornite al medico, soprattutto sull’indirizzo di reperibilità e sulla reale impossibilità a lavorare.
Come funziona il certificato telematico INPS
Il medico di famiglia redige on line il certificato, indicando diagnosi, prognosi e giorni di riposo necessari alla guarigione. Il documento viene trasmesso direttamente all’INPS tramite piattaforma telematica, generando un codice univoco (PUC).
Il lavoratore non deve più consegnare copia cartacea al datore di lavoro, ma è buona prassi comunicare il PUC all’azienda per agevolare i controlli amministrativi e retributivi.
Eventuali proroghe di malattia seguono la stessa procedura: nuovo certificato telematico, nuova indicazione di prognosi e aggiornamento automatico dei dati INPS.
Obblighi di comunicazione del lavoratore al datore
Pur in presenza di flusso telematico, il lavoratore è tenuto a informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, secondo le modalità previste dal regolamento interno o dal contratto collettivo.
La comunicazione deve contenere almeno l’avviso di indisposizione e il riferimento al certificato (data di rilascio, eventuale PUC), senza necessità di rivelare dettagli sensibili sulla diagnosi.
Ritardi ingiustificati o mancata comunicazione possono integrare violazione disciplinare, indipendentemente dalla correttezza medica del certificato.
Visite fiscali 2026: orari di reperibilità e giustificazioni di assenza
Per il 2026 le visite fiscali confermano il regime di piena parità tra settore pubblico e privato. Le fasce di reperibilità restano unificare e valgono sette giorni su sette, comprese domeniche, festivi e prefestivi.
Il lavoratore in malattia deve rendersi disponibile presso l’indirizzo indicato nel certificato, a disposizione del medico fiscale incaricato dall’INPS o dal datore di lavoro, pena la possibile perdita dell’indennità per le giornate non controllabili.
Esistono però ipotesi specifiche in cui l’assenza al controllo può essere giustificata, purché adeguatamente documentata e comunicata senza ritardo.
Fasce orarie di reperibilità unificate pubblico-privato
Gli orari di reperibilità per le visite fiscali nel 2026 restano invariati: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. L’obbligo vale tutti i giorni, senza differenze tra lavoratori pubblici e privati.
All’interno di queste fasce il dipendente deve trovarsi presso il domicilio indicato nel certificato o in altro indirizzo regolarmente comunicato all’INPS e al datore di lavoro.
Il medico fiscale può presentarsi in qualsiasi momento delle finestre orarie; la mancata apertura o l’assenza ingiustificata sono registrate a verbale e comunicate a INPS e datore.
Quando è possibile allontanarsi durante la malattia
L’allontanamento dal domicilio nelle fasce di reperibilità è ammesso solo in presenza di motivi oggettivamente comprovabili: visite mediche urgenti, esami indifferibili, accesso al pronto soccorso o gravi esigenze familiari documentate.
In tali casi è essenziale raccogliere certificazioni (impegnative, referti, attestazioni di presenza) e fornirle in caso di contestazione, dimostrando l’impossibilità concreta di attendere al controllo.
Comportamenti prudenziali, come limitare le uscite non necessarie e aggiornare l’indirizzo di reperibilità in caso di cambi temporanei, riducono sensibilmente il rischio di sanzioni.
FAQ
Quanti giorni di malattia posso fare in un anno
Il limite dipende dal contratto collettivo: il periodo di comporto può essere annuale o pluriennale, con conteggio di tutte le assenze per malattia. Superato il limite, il datore può valutare il licenziamento, pur nel rispetto delle garanzie di legge.
Cosa succede se non sono in casa durante la visita fiscale
L’assenza ingiustificata nelle fasce di reperibilità può comportare la perdita dell’indennità di malattia per i giorni interessati e, in casi reiterati, sanzioni disciplinari fino al licenziamento per violazione degli obblighi contrattuali.
Devo consegnare il certificato di malattia al datore di lavoro
Il certificato è inviato telematicamente all’INPS, che lo rende disponibile al datore. È comunque consigliabile comunicare il PUC e l’assenza secondo le regole interne, per evitare contestazioni su ritardi o mancate informazioni.
Posso uscire di casa fuori dagli orari di reperibilità
Al di fuori delle fasce 10:00-12:00 e 17:00-19:00 non vige l’obbligo di reperibilità, ma il lavoratore deve comunque evitare attività incompatibili con la patologia, che potrebbero far sospettare abuso del diritto ed essere contestate.
Come si richiede una proroga della malattia
Se la guarigione non è avvenuta, il lavoratore torna dal medico curante che, valutate le condizioni, può emettere un nuovo certificato telematico di malattia con giorni aggiuntivi, trasmesso nuovamente all’INPS.
Chi paga la retribuzione durante la malattia
La copertura economica è ripartita tra datore di lavoro e INPS, secondo regole diverse per settore e contratto. In alcuni casi il datore anticipa e poi conguaglia; in altri l’INPS eroga direttamente l’indennità.
Ci sono esenzioni dagli obblighi di reperibilità
Alcune patologie gravi o condizioni particolari possono dare diritto a esenzioni parziali o totali dalle visite fiscali, valutate caso per caso dall’INPS sulla base della documentazione sanitaria prodotta.
Qual è la fonte delle regole descritte sull’argomento
Le informazioni sintetizzano la disciplina vigente su malattia e visite fiscali, rielaborando in chiave editoriale i contenuti pubblicati originariamente dal sito InvestireOggi.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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