Vinted chiarisce quando dichiarare vendite e guadagni al Fisco
Vendite su Vinted e Fisco: cosa cambia con DAC7 e Cassazione
Chi vende su Vinted in Italia deve oggi confrontarsi con nuove regole fiscali stringenti. Dal 1° gennaio 2023, con l’entrata in vigore della direttiva europea DAC7 e, dal 21 marzo 2025, con la sentenza 7552 della Corte di Cassazione, le vendite online sistematiche possono essere qualificate come attività d’impresa, imponibili ai fini Irpef e Iva.
Le piattaforme come Vinted sono obbligate a comunicare al Fisco i redditi dei venditori più attivi, mentre gli utenti che superano determinate soglie devono fornire dati fiscali completi tramite il formulario DAC7.
Obiettivo: contrastare evasione, elusione e uso distorto delle piattaforme digitali per business non dichiarati, distinguendo le vendite occasionali da quelle abituali e professionali.
In sintesi:
- DAC7 obbliga Vinted a comunicare i redditi dei venditori oltre soglie di vendite e guadagni.
- Chi supera 30 vendite o 2.000 euro annui deve compilare il formulario DAC7 sull’app.
- Vendite abituali configurano attività d’impresa, con obbligo di Irpef, Iva e partita Iva.
- Mancata comunicazione dati DAC7 comporta limitazioni all’account e ai pagamenti Vinted.
DAC7 e Vinted: obblighi di comunicazione e nuove responsabilità fiscali
La direttiva DAC7 amplia la cooperazione amministrativa tra Stati Ue imponendo alle piattaforme digitali un ruolo attivo nel contrasto all’evasione. Vinted, come altri marketplace, deve raccogliere e trasmettere alle autorità fiscali i dati sui venditori economicamente più rilevanti.
Dal 2023 la piattaforma segnala annualmente i venditori che, in un anno civile, hanno concluso almeno 30 vendite oppure hanno guadagnato più di 2.000 euro. Questi utenti sono obbligati a compilare il formulario DAC7, fornendo: nome e cognome, data di nascita, residenza, codice fiscale (TIN) e Paese di emissione.
Vinted trasmette poi al Fisco: IBAN collegato all’account, eventuale intestatario diverso, redditi per trimestre e numero di transazioni. Chi non invia i dati, nonostante i promemoria, subisce il blocco delle funzioni essenziali: annunci nascosti, impossibilità di trasferire il saldo o usarlo per nuovi acquisti.
Quando vendere su Vinted diventa attività d’impresa
La sentenza 7552/2025 della Corte di Cassazione segna un punto di svolta: le vendite online sistematiche configurano attività d’impresa anche in assenza di una struttura organizzata formale.


Nel caso analizzato, un contribuente aveva venduto oltre 1.600 paia di scarpe in 24 mesi su una piattaforma di aste online. Incrociando i dati trasmessi dalla piattaforma e i movimenti bancari, l’Agenzia delle Entrate ha emesso accertamenti induttivi qualificando i proventi come reddito d’impresa.
La Cassazione ha confermato: l’attività d’impresa sussiste quando le vendite sono abituali, ripetute, finalizzate al guadagno e accompagnate da condotte tipiche dei commercianti (reintegro scorte, gestione resi, cura dei feedback). In questi casi scatta l’obbligo di dichiarare i redditi, versare Irpef e Iva e aprire una partita Iva, anche se si opera solo online e da privati.
Prospettive future per chi vende online su Vinted
Il combinato di DAC7 e della giurisprudenza della Cassazione trasforma il mercato dell’usato digitale in un’area sempre più presidiata dal Fisco. Nei prossimi anni è verosimile un incremento degli incroci automatizzati tra dati trasmessi da Vinted, flussi bancari e dichiarazioni dei redditi.
Chi utilizza l’app per disfarsi saltuariamente di abiti o oggetti personali resta, in via generale, fuori dall’area di tassazione. Chi invece costruisce un business ricorrente dovrà valutare seriamente l’apertura di partita Iva e l’inquadramento come attività commerciale, anticipando controlli e accertamenti.
FAQ
Le vendite occasionali su Vinted sono tassate in Italia?
Sì, ma solo se producono un reddito rilevante e abituale. Le vendite realmente occasionali e non sistematiche, di oggetti personali usati, restano normalmente fuori dall’area dell’attività d’impresa.
Quando scatta l’obbligo di compilare il formulario DAC7 su Vinted?
Scatta quando, in un anno civile, l’utente conclude almeno 30 vendite oppure supera 2.000 euro di guadagni complessivi registrati sulla piattaforma.
Cosa succede se non compilo il DAC7 richiesto da Vinted?
Succede che Vinted limita l’account: gli annunci vengono nascosti, non puoi trasferire il saldo né utilizzarlo per nuovi acquisti.
Quando devo aprire partita Iva se vendo abitualmente online?
Devi aprirla quando le vendite sono continuative, organizzate e finalizzate al profitto, come riconosciuto dalla Corte di Cassazione nella sentenza 7552/2025.
Dove posso consultare le regole fiscali originali su Vinted e DAC7?
Puoi consultarle sul sito ufficiale di Vinted, nelle sezioni informative su DAC7, e sul portale Money.it, fonte dell’analisi originaria.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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