Vincenzo Schettini al centro del dibattito tra accuse, critiche e difese

Chi è Vincenzo Schettini e perché è al centro delle polemiche
Il professore‑influencer di fisica Vincenzo Schettini, volto amatissimo sui social, è finito in pochi giorni al centro di tre polemiche distinte.
Al centro del dibattito: la presunta candidatura al Grande Fratello, le sue dichiarazioni sulla “cultura a pagamento” e il racconto di un ex alunno sulle modalità delle sue lezioni.
Lo scontro si consuma soprattutto online, fra sostenitori e detrattori, e solleva temi delicati: etica dell’insegnamento, confine tra divulgazione e business, responsabilità degli adulti nel linguaggio d’odio.
Le vicende, esplose tra il 21 e il 22 febbraio 2026, stanno ridisegnando l’immagine pubblica di Schettini, diventato simbolo delle opportunità – e dei rischi – nell’ibrido fra scuola, social media e intrattenimento digitale.
In sintesi:
- Vincenzo Schettini smentisce la partecipazione al Grande Fratello e denuncia l’odio social.
- Dichiara che la cultura può e deve essere anche a pagamento, scatenando critiche diffuse.
- Un ex alunno racconta lezioni trasformate in set per YouTube e voti legati ai commenti.
- Il caso apre un dibattito su etica scolastica, divulgazione online e cyberbullismo degli adulti.
Dalla tv al web: come sono nate le tre polemiche su Schettini
La prima controversia esplode quando il sito di Davide Maggio pubblica la lista dei vip valutati da Alfonso Signorini per il Grande Fratello, includendo anche Vincenzo Schettini.
Sui social il professore chiarisce: “È vero che sono stato chiamato per partecipare al GF Vip, ma ho detto immediatamente di no”.
L’aspetto centrale, però, è la reazione della rete: “Ho cominciato a ricevere dei messaggi non belli… è un pessimo esempio per i nostri figli… non ci lamentiamo del cyberbullismo se siamo noi adulti a fare un gioco al ribasso”.
Parallelamente, nel podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli, Schettini afferma che la cultura dovrebbe essere anche a pagamento: “Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita”.
Travisito da molti come attacco alla scuola pubblica, il concetto viene poi precisato: istruzione obbligatoria gratuita, ma libri, musei, spettacoli e contenuti di qualità possono avere un prezzo, come avviene per i medici fra sanità pubblica e privata.
Infine, l’intervista raccolta da Grazia Sambruna per MowMag dà voce a un ex alunno, che descrive un’aula trasformata in set: studenti a reggere telefono e ring light, riprese ripetute, interrogazioni basate sui video YouTube e “bonus voto” legati a like e commenti.
Le conseguenze sul dibattito pubblico e sull’idea di scuola digitale
Il “caso Vincenzo Schettini” va oltre il personaggio e tocca il nodo centrale della scuola contemporanea: come integrare social, personal branding e didattica senza scivolare nel conflitto d’interessi.
Le accuse dell’ex alunno – se confermate – sollevano interrogativi su valutazione, equità tra studenti e uso del tempo scuola per produrre contenuti monetizzabili.
Al tempo stesso, la reazione sproporzionata di una parte del pubblico mostra quanto il linguaggio d’odio degli adulti contribuisca alla normalizzazione del cyberbullismo.
I prossimi mesi diranno se queste polemiche si tradurranno in linee guida più chiare per i docenti‑content creator e in un confronto maturo su come pagare, regolare e valorizzare davvero la “cultura” nell’ecosistema digitale.
FAQ
Chi è Vincenzo Schettini e perché è diventato famoso online?
È un professore di fisica e divulgatore, noto per il progetto “La fisica che ci piace” e per le lezioni social seguite da milioni di utenti.
Vincenzo Schettini parteciperà al Grande Fratello Vip?
No, lo ha dichiarato lui stesso sui social: è stato contattato ma ha rifiutato subito, criticando anche l’ondata di odio ricevuta dopo l’indiscrezione.
Cosa intende Schettini quando parla di cultura a pagamento?
Intende che scuola dell’obbligo e istruzione restino gratuite, mentre libri, musei, spettacoli e contenuti di alta qualità possano essere pagati, come altri servizi professionali.
Cosa contesta l’ex alunno al metodo didattico di Schettini?
Contesta l’uso dell’aula come set per YouTube, con studenti impegnati nelle riprese e voti influenzati da commenti e like ai suoi video.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento su Schettini?
Il contenuto deriva da un’elaborazione giornalistica autonoma basata su una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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