Vietnam avvia piano sperimentale quinquennale per piattaforme cripto regolamentate, test decisivo per il mercato digitale

Indice dei Contenuti:
Vietnam Launches Landmark Five Year Pilot Program for Regulated Crypto Asset Exchanges
Cripto in regola
Il 20 gennaio 2026 il Ministero delle Finanze del Vietnam ha attivato un programma pilota quinquennale che introduce per la prima volta licenze formali per le piattaforme di scambio di asset digitali, in base alla Decisione n. 96/QD-BTC. Il progetto porta un settore da oltre 220-230 miliardi di dollari di transato annuo fuori da una lunga zona grigia normativa.
Il Vietnam figura stabilmente tra i primi cinque Paesi al mondo per adozione di criptovalute, ma finora la maggior parte dei volumi era canalizzata su piattaforme offshore, senza tutele chiare né gettito fiscale domestico. Con il nuovo regime sperimentale, il governo punta a riportare onshore queste attività e ad agganciarle al sistema finanziario locale in modo tracciato e tassabile.
Il pilota poggia sulla nuova Legge sull’Industria della Tecnologia Digitale, in vigore dal 1° gennaio 2026, che riconosce gli asset digitali come beni ai sensi del Codice Civile nazionale e apre la strada all’ingresso di investitori istituzionali. La mossa mira a trasformare il Vietnam in un hub cripto regolato nel Sud-est asiatico.
Regole dure per gli operatori
Per ottenere la licenza, solo società costituite in Vietnam con un capitale sociale versato minimo di 10.000 miliardi di dong – circa 380-400 milioni di dollari – potranno candidarsi. La soglia, fissata dal Ministero delle Finanze, esclude operatori poco capitalizzati e privilegia gruppi solidi con bilanci verificabili.
Oltre al requisito patrimoniale, sono richiesti infrastrutture tecnologiche avanzate, modelli di governance robusti, protocolli di cybersicurezza di livello istituzionale e standard stringenti per il personale qualificato. La Commissione Statale per i Titoli vigilerà sulle attività quotidiane degli exchange autorizzati, imponendo reportistica puntuale e canali diretti di conversione in dong vietnamiti.
Almeno dieci primari intermediari, tra cui SSI Securities, MBBank e Techcombank, hanno già manifestato l’intenzione di partecipare, spesso tramite controllate dedicate o partnership internazionali. L’obiettivo è presidiare un mercato che, una volta regolato, potrebbe diventare strategico quanto quello azionario.
Finanza digitale e tutela investitori
Il programma pilota non si limita a “mettere ordine” nel trading di criptovalute: il governo punta a integrare gli asset digitali con l’economia reale, riportando flussi oggi dispersi all’estero e agganciandoli alla base imponibile nazionale. La formalizzazione degli exchange è vista come leva per ridurre frodi, manipolazioni di mercato e operazioni anonime ad alto rischio.
Nel quadro rientra anche lo sviluppo di NDAChain, infrastruttura digitale pubblica pensata per la tokenizzazione di obbligazioni, fatture commerciali e immobili, con l’obiettivo di ampliare le fonti di finanziamento per imprese e pubblica amministrazione. La convergenza tra blockchain e mercati tradizionali diventa così un asse della politica industriale vietnamita.
Per gli investitori retail e professionali, il nuovo perimetro normativo significa riconoscimento giuridico degli asset posseduti, maggiore trasparenza su listing, custody e price discovery, nonché piena applicazione delle norme antiriciclaggio e antiterrorismo. Il quinquennio di prova sarà decisivo per fissare in modo permanente il futuro regime regolatorio.
FAQ
D: Quando è iniziato ufficialmente il programma pilota in Vietnam?
R: Il programma è partito il 20 gennaio 2026, con l’entrata in vigore della Decisione n. 96/QD-BTC del Ministero delle Finanze.
D: Quanto vale il mercato cripto vietnamita secondo le stime ufficiali?
R: Le transazioni annue sono stimate tra 220 e 230 miliardi di dollari, con il Vietnam stabilmente nella top 5 globale per adozione.
D: Qual è il capitale minimo richiesto per ottenere una licenza di exchange?
R: Servono almeno 10.000 miliardi di dong vietnamiti di capitale versato, equivalenti a circa 380-400 milioni di dollari.
D: Chi controllerà gli operatori autorizzati?
R: La vigilanza quotidiana spetterà alla Commissione Statale per i Titoli sotto il coordinamento del Ministero delle Finanze.
D: Quali istituzioni vietnamite hanno annunciato interesse a partecipare?
R: Tra i candidati figurano gruppi come SSI Securities, MBBank e Techcombank, con progetti di controllate e joint venture specializzate.
D: Che cosa prevede la Legge sull’Industria della Tecnologia Digitale?
R: La legge riconosce gli asset digitali come beni ai sensi del Codice Civile e fornisce base giuridica a servizi e infrastrutture cripto.
D: Cos’è la piattaforma NDAChain?
R: È un’infrastruttura digitale governativa per la tokenizzazione di titoli, crediti commerciali e immobili all’interno del sistema finanziario vietnamita.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata sul programma pilota?
R: Le informazioni principali provengono da documenti ufficiali del Ministero delle Finanze del Vietnam e da ricostruzioni riportate dalla stampa economica locale specializzata.




