Victoria Beckham travolta dalle accuse di Brooklyn, nuova frattura nella famiglia tra silenzi e rancori

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Victoria Beckham travolta dalle accuse di Brooklyn, nuova frattura nella famiglia tra silenzi e rancori
Sfogo di Brooklyn e accuse choc
Le parole pubblicate online da Brooklyn Beckham, 26 anni, hanno aperto una crepa profonda nei rapporti con la madre, colpita in pieno dalle sue rivelazioni. L’ex aspirante calciatore, poi modello, fotografo e chef, ha descritto una rottura ormai insanabile con i genitori, parlando di anni di incomprensioni e tensioni crescenti.
Nel suo racconto, il primogenito ha riferito di essersi sentito “umiliato” durante le nozze con Nicola Peltz, sostenendo che la madre avrebbe danzato con lui in maniera “inappropriata” e avrebbe “preso il controllo” del primo ballo, togliendo spazio agli sposi. A questo si aggiunge il risentimento per il cambio last minute sull’abito da sposa, mai realizzato da Victoria Beckham e affidato alla maison italiana Valentino.
Secondo il resoconto affidato ai social, il vero strappo sarebbe arrivato però sulla gestione del nome e dei diritti d’immagine: Brooklyn accusa i genitori di aver tentato di spingerlo a firmare un contratto che avrebbe inciso su di lui, sulla moglie e sui futuri figli, innescando una spirale di silenzi e rancori familiari.
Il nodo marchi e il potere del cognome
Al centro della contesa c’è il valore economico e simbolico del cognome Beckham, trasformato in un impero globale da David e Victoria. Documenti depositati presso l’Ufficio per la Proprietà Intellettuale del Regno Unito mostrano che Victoria ha registrato nel 2016 il marchio “Brooklyn Beckham”, in scadenza a dicembre e potenzialmente rinnovabile dal diretto interessato tramite il proprio team legale.
Il brand copre un’ampia gamma di categorie: cosmetici, dopobarba, abbigliamento, scarpe, articoli sportivi, cappelli, giocattoli, programmi televisivi e musica, e rispecchia la strategia di protezione commerciale dell’intera famiglia, inclusi gli altri tre figli. Secondo quanto trapelato, prima del matrimonio con Nicola, Victoria avrebbe chiesto al primogenito di firmare un accordo collegato all’intesa tra David e il colosso Authentic Brands Group, legata alla vendita della quota di maggioranza di DB Ventures per circa 269 milioni di dollari.
Fonti vicine ai Beckham sostengono che l’intesa servisse a blindare i diritti dei figli, escludendoli dagli obblighi dei partner commerciali. Ma Brooklyn, guidato dagli avvocati della famiglia Peltz, avrebbe percepito il contratto come una trappola, rifiutandosi di firmare e incrinando definitivamente il rapporto di fiducia con i genitori.
Brand Beckham sotto pressione
L’offensiva pubblica del primogenito arriva in un momento delicato per l’immagine dei Beckham, da anni considerati la famiglia più influente del Regno Unito dopo la monarchia. L’esperto di comunicazione Mark Borkowski, intervistato dal Daily Mail, parla di “crisi esistenziale” per un marchio costruito su unità, calore e professionalità, ora schiacciato da una narrazione da “soap opera” familiare.
La contrapposizione con il clan Peltz, guidato dal potente businessman di New York Nelson Peltz, ridisegna inoltre gli equilibri strategici: per Brooklyn, l’America è il mercato naturale e il brand personale rischia di allontanarsi dall’orbita familiare. Gli analisti vedono nella gestione del suo nome una partita di controllo tra due dinastie mediatiche, con i Peltz pronti a capitalizzare sulla sua immagine, come nel caso del principe Harry rispetto al marchio Windsor.
Per i Beckham, la sfida ora è duplice: ricomporre almeno in parte lo strappo privato e, allo stesso tempo, evitare che lo scontro sui marchi trasformi una storia di successo globale in un caso di autodistruzione d’immagine, con ripercussioni pesanti su sponsor, licenze e progetti futuri.
FAQ
D: Perché Brooklyn Beckham ha parlato pubblicamente della faida familiare?
R: Ha pubblicato un lungo resoconto per spiegare la rottura con i genitori, accusandoli di pressioni sui diritti legati al suo nome e di comportamenti umilianti al matrimonio.
D: Qual è stata l’accusa più pesante rivolta a Victoria Beckham?
R: Brooklyn sostiene che la madre abbia ballato con lui in modo “inappropriato” alle nozze e abbia sottratto centralità al primo ballo con la moglie Nicola.
D: Chi detiene il marchio registrato “Brooklyn Beckham”?
R: Secondo i documenti citati, il marchio è stato registrato da Victoria Beckham presso l’ufficio brevetti del Regno Unito nel 2016.
D: Cosa copre il marchio collegato al nome di Brooklyn?
R: Include categorie come cosmetici, abbigliamento, scarpe, articoli sportivi, cappelli, giocattoli, programmi televisivi e musica.
D: Perché il contratto legato ad Authentic Brands Group è finito al centro delle polemiche?
R: Brooklyn ritiene che potesse limitare i suoi diritti futuri, mentre fonti vicine ai Beckham sostengono fosse una tutela standard dei figli.
D: Che ruolo avrebbero avuto gli avvocati dei Peltz nella vicenda?
R: Secondo gli insider, Brooklyn avrebbe ascoltato quasi solo i legali dei Peltz, che avrebbero ostacolato o frainteso l’accordo proposto dalla famiglia Beckham.
D: In che modo la crisi influisce sul “Brand Beckham”?
R: Gli esperti di PR ritengono che l’esplosione pubblica della faida mini l’immagine di unità familiare su cui si regge buona parte del valore commerciale del marchio.
D: Qual è la principale fonte giornalistica di queste informazioni?
R: Le ricostruzioni e le citazioni provengono in gran parte dal quotidiano britannico Daily Mail, integrato da indiscrezioni riportate da Page Six.




