Verissimo svela l’eroe di Crans Montana e il giallo dei soccorsi

Il racconto di Paolo Campolo e la notte dell’incendio
Nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, la testimonianza di Paolo Campolo emerge come voce dei ragazzi che non possono più parlare. L’incendio nel locale Le Costellation ha trasformato una festa in una notte di panico, soccorsi difficili e domande irrisolte, al centro oggi del dibattito pubblico e delle indagini giudiziarie.
La chiamata disperata e l’arrivo davanti al locale
La serata era iniziata come un normale Capodanno, finché la figlia della compagna di Campolo, in lacrime, ha telefonato descrivendo un boato e il caos nel locale Le Costellation. All’arrivo, le prime immagini sono state corpi a terra e ragazzi storditi, senza che fossero ancora visibili grandi fiamme.
Secondo il racconto, il fuoco si sarebbe estinto rapidamente per mancanza di ossigeno, lasciando però un fumo densissimo e letale. La scena, più che di incendio aperto, era di soffocamento e disorientamento generale.
Il soccorso tra il fumo e i corpi a terra
Campolo descrive l’ingresso nel locale come un susseguirsi di azioni istintive, con persone a terra talmente numerose da essere calpestate involontariamente. Insieme ad altri presenti, ha iniziato a trascinare fuori i giovani uno ad uno, guidato solo dalla visibilità limitata e dalle urla.
Il fumo spesso riduceva la capacità di orientarsi e di capire chi fosse ancora vivo e chi no. Il figlio di Campolo, membro della Protezione Civile, ha supportato nella gestione dei soccorsi di fortuna, coordinando improvvisati punti di raccolta davanti al locale.
Le criticità dei soccorsi e le responsabilità da chiarire
La testimonianza di Paolo Campolo solleva forti dubbi sull’organizzazione dei soccorsi nella notte dell’incendio. Tra ritardi percepiti, mancanza di mezzi adeguati e volontari non formati per tragedie di tale portata, emergono interrogativi su protocolli di sicurezza e prevenzione.
Ritardi, carenze e ragazzi lasciati al gelo
Nel suo racconto, Campolo sottolinea come molti ragazzi siano rimasti per oltre due ore a terra, all’esterno, esposti al gelo e con difficoltà respiratorie. Mancavano coperte termiche, barelle sufficienti e ripari adeguati per i feriti più gravi.
Questa gestione emergenziale, descritta come frammentaria, pone l’attenzione sulla preparazione delle strutture locali di Crans-Montana a fronteggiare eventi con numerose vittime. Le famiglie chiedono chiarezza su ogni minuto perso e sulle decisioni prese quella notte.
Volontari pompieri eroi ma senza formazione specialistica
Campolo ringrazia apertamente i pompieri volontari intervenuti, definendoli eroi nonostante l’assenza di una formazione specifica per tragedie di massa. La loro azione è stata generosa ma, secondo il testimone, limitata dai mezzi disponibili e dall’inesperienza operativa.
Questo dato apre un tema strutturale: l’affidamento di contesti turistici affollati, come Crans-Montana, a sistemi di soccorso basati prevalentemente sul volontariato, con protocolli che potrebbero rivelarsi inadeguati in scenari estremi.
Ferite psicologiche, sostegno alle famiglie e ricerca di verità
Dopo il rogo, Paolo Campolo riferisce di essersi ripreso fisicamente, ma di affrontare un percorso di cura post-traumatica. In parallelo, chiede che l’attenzione pubblica resti alta sulle famiglie delle vittime e su un’indagine trasparente, in grado di ricostruire ogni responsabilità.
Il trauma di chi sopravvive e il percorso terapeutico
Anche chi si è salvato porta addosso immagini e sensi di colpa difficili da elaborare. Campolo racconta di essere seguito in un percorso post-traumatico, essenziale per chi ha vissuto soccorsi estremi, corpi senza vita e l’angoscia di non aver fatto abbastanza.
La salute mentale dei testimoni diretti e dei soccorritori, compreso il figlio impegnato nella Protezione Civile, diventa un tema centrale nelle fasi successive alla tragedia, spesso sottovalutato nei primi giorni di attenzione mediatica.
Vicino ai genitori delle vittime e fiducia nella giustizia
Nel suo intervento televisivo, Campolo ha chiesto sostegno continuo ai genitori che hanno perso i figli, non solo nel momento della cronaca ma anche negli anni a venire. Il dolore, ricorda, non segue i tempi delle notizie.
Ha inoltre ribadito la fiducia nella giustizia e l’esigenza che le indagini avanzino rapidamente, chiarendo responsabilità del locale Le Costellation, dei gestori della sicurezza e dei sistemi di soccorso, affinché simili falle non si ripetano.
FAQ
Che cosa è accaduto nel locale Le Costellation a Crans-Montana?
Durante la notte di Capodanno, nel locale Le Costellation di Crans-Montana, un’esplosione o un boato ha preceduto un incendio interno. Il fuoco si è estinto rapidamente, ma il fumo intenso e la calca hanno causato vittime e numerosi feriti, molti dei quali intrappolati o svenuti a terra.
Chi è Paolo Campolo e quale ruolo ha avuto nei soccorsi?
Paolo Campolo è uno dei presenti che è intervenuto per primo dopo la chiamata della figlia della compagna. È entrato nel locale, ha trascinato fuori diversi ragazzi e ha coordinato in modo spontaneo le prime operazioni di salvataggio, supportato anche dal figlio appartenente alla Protezione Civile.
Perché sono state sollevate critiche sulla gestione dei soccorsi?
La testimonianza di Campolo parla di ritardi, ragazzi lasciati per ore al gelo senza coperte né barelle e una gestione complessiva percepita come caotica. La presenza prevalente di pompieri volontari, non specializzati in maxi-emergenze, ha alimentato le domande su preparazione e protocolli locali.
Qual è la situazione psicologica di Paolo Campolo dopo l’incendio?
Campolo riferisce di stare bene fisicamente, ma di seguire un percorso post-traumatico per elaborare quanto vissuto. Il carico emotivo di aver visto vittime, soccorso giovani in fin di vita e affrontato il caos del rogo ha lasciato segni profondi sulla sua salute mentale.
Che cosa chiede oggi alle istituzioni e all’opinione pubblica?
Campolo chiede sostegno costante alle famiglie delle vittime, attenzione lunga nel tempo e non solo nell’immediato. Domanda inoltre indagini approfondite, trasparenti e rapide, affinché siano chiarite le responsabilità di gestori, strutture e sistemi di soccorso coinvolti a Crans-Montana.
Qual è la fonte principale della testimonianza su questa tragedia?
Gli elementi principali ricostruiti provengono dal racconto diretto di Paolo Campolo durante la sua partecipazione alla trasmissione televisiva Verissimo, in cui ha descritto dettagli, criticità dei soccorsi e il proprio vissuto personale legato al rogo di Capodanno a Crans-Montana.




