Venezuela nel mirino: la Svizzera alza la voce e invoca il rispetto del diritto internazionale

Contesto e posizione della Svizzera
Berna ha invitato alla de‑escalation e alla massima prudenza dopo l’azione militare statunitense in Venezuela, sottolineando la necessità di rispettare pienamente il diritto internazionale. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha reso noto di non disporre, al momento, di informazioni su cittadini svizzeri coinvolti o colpiti dagli eventi nel Paese latinoamericano. In una comunicazione diffusa su X, il capo della comunicazione del DFAE, Nicolas Bideau, ha rimarcato che la posizione elvetica si fonda su principi consolidati: riduzione delle tensioni, contenimento delle ostilità e riferimento alle norme che regolano i rapporti tra Stati. Secondo Berna, ogni risposta alla crisi deve privilegiare canali diplomatici e coordinamento con i partner europei, mantenendo un approccio pragmatico e focalizzato sulla tutela della stabilità regionale e della sicurezza dei propri connazionali. La rappresentanza svizzera a Caracas resta operativa e allineata alle priorità fissate dalla capitale federale, con l’obiettivo di garantire informazione tempestiva e assistenza consolare ove necessario.
Indice dei Contenuti:
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Osservanza del diritto internazionale e integrità territoriale
Il DFAE ha ribadito che il divieto dell’uso della forza, principio cardine del diritto internazionale, non ammette eccezioni al di fuori dei casi previsti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare l’autodifesa e le decisioni del Consiglio di Sicurezza. Nel quadro attuale, Berna richiama gli Stati coinvolti a rispettare la integrità territoriale e la sovranità del Venezuela, richiedendo che eventuali operazioni con impatto transfrontaliero siano valutate secondo criteri di legalità, necessità e proporzionalità. La comunicazione del portavoce Nicolas Bideau su X evidenzia la necessità di evitare azioni unilaterali suscettibili di aggravare la crisi e di ricondurre ogni iniziativa entro i parametri fissati dalle convenzioni internazionali.
La posizione elvetica valorizza il ruolo degli strumenti multilaterali, includendo meccanismi di mediazione e tracciabilità delle responsabilità, e sprona a un coordinamento con l’Unione europea e gli organismi regionali competenti. Ogni misura di natura coercitiva deve poggiare su un chiaro fondamento giuridico, su una definizione trasparente degli obiettivi e su un monitoraggio indipendente degli effetti su civili, infrastrutture e servizi essenziali. Berna richiama inoltre l’attenzione sulla tutela dei diritti umani, sul diritto internazionale umanitario in caso di ostilità e sulla protezione dei corridoi per l’eventuale assistenza umanitaria, chiedendo accesso sicuro e non discriminatorio.
In linea con la prassi diplomatica svizzera, l’adozione di misure volte alla de‑escalation comprende l’impegno a favorire canali di comunicazione tra le parti, il sostegno a indagini indipendenti su eventuali violazioni e la promozione di soluzioni compatibili con la legalità internazionale. La Confederazione sottolinea che la credibilità dell’ordine giuridico globale dipende dall’osservanza coerente delle norme da parte di tutti gli attori, inclusi gli Stati con maggiore capacità militare, e che deroghe arbitrarie creano precedenti dannosi per la stabilità regionale e internazionale.
Monitoraggio diplomatico e reazioni internazionali
La Ambasciata di Svizzera a Caracas mantiene un contatto costante con le autorità locali e i partner europei, monitorando gli sviluppi sul terreno e aggiornando in tempo reale il DFAE su sicurezza, infrastrutture critiche e mobilità. Il presidio operativo include la verifica della funzionalità di aeroporti, porte e reti di comunicazione interessati dalle operazioni militari, nonché la prontezza a fornire assistenza consolare in caso di necessità. La rappresentanza elvetica integra le informazioni provenienti da canali multilaterali e da missioni diplomatiche dell’Unione europea, garantendo coerenza con le linee guida definite a Berna e priorità alla tutela dei civili.
Sul piano delle reazioni internazionali, l’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha espresso una posizione in sintonia con l’appello svizzero alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale, sollecitando un contenimento dell’escalation e il ricorso a strumenti diplomatici. In parallelo, fonti statunitensi hanno reso noto che, a seguito dei raid notturni su obiettivi in Venezuela — inclusi basi militari, scali aeroportuali, impianti di comunicazione e porti — il presidente Nicolas Maduro sarebbe stato catturato e trasferito all’estero. Secondo quanto riportato dai media degli Stati Uniti, il Procuratore generale Pamela Bondi ha confermato l’incriminazione di Maduro e di Cilia Flores presso la Procura del Distretto Sud di New York, con capi d’accusa che comprendono cospirazione per narco‑terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordigni distruttivi e cospirazione al possesso.
Il DFAE valuta gli effetti potenziali delle operazioni sulle condizioni di sicurezza in Caracas e nelle principali aree urbane, in coordinamento con partner europei e agenzie competenti, per calibrare eventuali raccomandazioni di viaggio e misure di protezione dei connazionali. L’azione diplomatica si concentra inoltre sulla verifica di eventuali impatti su corridoi umanitari e sulla possibilità di accesso sicuro per operatori civili, con attenzione alla conformità delle parti coinvolte agli standard del diritto internazionale umanitario. La Svizzera mantiene aperti canali di scambio informativo con le istituzioni dell’UE e con le missioni presenti in loco, rafforzando il tracciamento indipendente degli eventi e la trasparenza verso l’opinione pubblica.
FAQ
- Qual è la posizione della Svizzera sull’uso della forza in Venezuela?
La Svizzera chiede de‑escalation, moderazione e pieno rispetto del diritto internazionale, inclusi il divieto dell’uso della forza e l’integrità territoriale.
- Che ruolo ha l’Ambasciata di Svizzera a Caracas in questa fase?
L’Ambasciata monitora sicurezza e infrastrutture, coordina con partner europei e garantisce assistenza consolare se necessaria.
- Quali infrastrutture sono state colpite secondo le informazioni disponibili?
Secondo i resoconti, i raid hanno interessato basi militari, aeroporti, impianti di comunicazione e porti.
- Che cosa ha dichiarato l’UE attraverso Kaja Kallas?
L’UE, per voce di Kaja Kallas, ha richiamato alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale, in linea con la posizione svizzera.
- Quali capi d’accusa sono stati annunciati contro Nicolas Maduro?
Le accuse includono cospirazione per narco‑terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordigni distruttivi e cospirazione al possesso presso il Distretto Sud di New York.
- La Svizzera ha segnalato cittadini elvetici coinvolti negli eventi?
Il DFAE ha indicato di non avere, al momento, informazioni su cittadini svizzeri coinvolti o colpiti.




