Venezuela, la mossa segreta degli Usa svela il rebus elettorale dietro la caccia a Maduro

Cronologia del raid e cattura di maduro
Nicolas Maduro era nel mirino giudiziario statunitense dal marzo 2020, quando il tribunale del Southern District di New York lo ha incriminato per narcoterrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina e altri reati connessi. Secondo il Dipartimento di Giustizia, il leader venezuelano e membri del suo entourage avrebbero cooperato con le Farc nel traffico di droga e armi verso gli Stati Uniti, attribuendogli un ruolo apicale nel cosiddetto Cártel de los Soles, indicato come organizzazione terroristica straniera, sebbene alcuni analisti abbiano contestato l’esistenza di una struttura unitaria. Sulla sua testa è stata progressivamente alzata la taglia: dai 15 milioni iniziali, a 25 milioni all’inizio dell’amministrazione Biden (gennaio 2025), fino a 50 milioni nell’agosto 2025, dopo il ritorno di Donald Trump e la designazione formale del cartello come FTO. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che le imputazioni si fondano su prove presentate a una giuria.
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Ad agosto di quest’anno, una direttiva presidenziale segreta firmata da Trump ha autorizzato il Pentagono a impiegare la forza contro cartelli latinoamericani qualificati come gruppi terroristici. Da quel momento, gli Stati Uniti hanno condotto 35 operazioni letali contro imbarcazioni sospettate di narcotraffico, con oltre 100 vittime, senza un passaggio formale al Congresso. Parallelamente è entrata in azione l’architettura operativa che ha portato al blitz: schieramenti incrementali, capacità aeree dedicate e unità di forze speciali con regole d’ingaggio adattate al nuovo quadro legale.
Tra novembre e dicembre il dispositivo è stato completato con l’invio della portaerei USS Gerald R. Ford e del relativo gruppo d’attacco, un gruppo anfibio con migliaia di Marines, assetti C-17 per il ponte aereo logistico e una componente SOF incaricata dell’azione diretta. La sequenza operativa ha incluso missioni ISR, interdizioni marittime e attacchi mirati. La cattura è stata eseguita con l’impiego combinato di droni e aerei AC-130 sotto il comando delle forze speciali statunitensi. Contestualmente, la Guardia Costiera USA ha intensificato i sequestri di petroliere accusate di eludere le sanzioni contro Caracas, comprimendo le fonti di finanziamento del regime.
Il 3 gennaio, l’operazione si è chiusa con l’arresto di Maduro e il trasferimento fuori dal Venezuela, insieme alla moglie. L’azione, costruita in più fasi tra pressione giudiziaria, leva economica e superiorità operativa, ha rappresentato l’esito di un percorso pluriennale formalizzato dalla nuova cornice antiterrorismo applicata ai cartelli.
Dagli Stati Uniti alle coste caraibiche: preparativi militari e pressione economica
Il baricentro operativo si è spostato rapidamente dagli Stati Uniti al teatro caraibico, con una pianificazione multilivello che ha combinato postura militare, interdizione marittima e logistica avanzata. Dopo la direttiva presidenziale di agosto, il Pentagono ha attivato un dispositivo graduato: pattugliamenti intensivi, ricognizione ISR su rotte del narcotraffico e regole d’ingaggio estese contro assetti considerati funzionali al Cártel de los Soles. Questa impostazione ha consentito 35 azioni letali contro imbarcazioni sospette, accompagnate da una campagna informativa per negare ai cartelli libertà di manovra nell’area.
Nell’ultimo trimestre, il rafforzamento è stato visibile: la portaerei USS Gerald R. Ford con il suo gruppo d’attacco ha proiettato superiorità aerea e capacità C2, mentre il gruppo anfibio con migliaia di Marines ha garantito opzioni di inserzione e recupero. Gli aerei da trasporto C-17 hanno sostenuto il ponte logistico per l’afflusso di forze speciali e sensori, assicurando autonomia di teatro e prontezza di impiego. Il dispositivo ha integrato piattaforme over-the-horizon con team SOF, predisposti a eseguire azioni di cattura e neutralizzazione con copertura di fuoco da AC-130 e droni armati.
In parallelo, la pressione economica ha serrato il quadro strategico. La Guardia Costiera USA ha elevato il ritmo di ispezioni e sequestri di petroliere sospettate di infrangere le sanzioni su Caracas, mirando a interrompere flussi finanziari e logistica del regime. Le rotte energetiche critiche sono state sottoposte a monitoraggio continuo, mentre la tracciatura dei carichi e l’incrocio dei dati AIS hanno supportato interdizioni mirate. L’obiettivo: degradare le capacità di finanziamento e ridurre il margine di negoziazione internazionale del governo venezuelano.
Il dispiegamento complessivo, circa 15.000 effettivi nella regione caraibica, ha costruito un corridoio di pressione dal mare ai cieli, con missioni di sorveglianza, blocchi navali selettivi e prontezza di intervento. L’architettura congiunta intelligence-operazioni ha ridotto i tempi tra individuazione e ingaggio, creando le condizioni per l’azione conclusiva. La combinazione fra leva militare e isolamento economico ha reso sostenibile il ritmo operativo, limitando al contempo gli spazi di reazione delle reti fedeli a Nicolas Maduro.
Elezioni contestate e frattura politica: il nodo del voto del 2024
Il 28 luglio 2024 il Venezuela è andato alle urne per le presidenziali, in un contesto già polarizzato e sotto stretta osservazione internazionale. Il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), organo percepito come vicino al governo, ha annunciato poche ore dopo la chiusura dei seggi la vittoria di Nicolas Maduro con il 51% dei voti contro il 44% di Edmundo Gonzalez Urrutia, ex diplomatico e candidato unitario dell’opposizione dopo l’esclusione di Maria Corina Machado dalle liste. La proclamazione ha immediatamente scatenato contestazioni: l’opposizione ha dichiarato di possedere verbali di sezione in grado di dimostrare una vittoria netta di Gonzalez, denunciando irregolarità strutturali nel processo di raccolta e pubblicazione dei dati.
La gestione della trasparenza è diventata il punto critico. Il CNE ha ritardato la diffusione completa dei risultati, attribuendo lo slittamento a un presunto “cyberattacco”. In assenza di un set di dati integrale e verificabile, la narrativa del voto è rimasta cristallizzata in due versioni inconciliabili: quella istituzionale, che rivendicava la regolarità del processo, e quella dell’opposizione, che invocava la verifica indipendente e la pubblicazione dei verbali. Nel frattempo, nelle principali città, si sono susseguite proteste e fermi, alimentando la percezione di uno scontro non solo elettorale ma sistemico.
La dimensione internazionale ha accelerato la crisi di legittimità. Gli Stati Uniti hanno evidenziato “elementi” a sostegno della vittoria di Gonzalez, posizionandosi apertamente contro l’esito certificato a Caracas. A fine agosto, il Tribunale Supremo di Giustizia ha ratificato la rielezione di Maduro, consolidando la posizione del governo sul piano interno e irrigidendo il confronto con i partner occidentali. La contrapposizione tra riconoscimenti e non riconoscimenti ha congelato ogni spazio di mediazione, lasciando il Paese sospeso in una condizione di “voto irrisolto” agli occhi di una parte della comunità internazionale.
Il risultato è stata una frattura profonda e persistente. Per l’opposizione e per diversi osservatori esterni, l’assenza di trasparenza piena sui dati e l’esclusione di figure chiave come Maria Corina Machado hanno compromesso la legittimità della tornata. Per il governo, la certificazione del CNE e la ratifica del TSJ sono bastate a chiudere la partita istituzionale. Nel mezzo, una società civile provata da repressione e crisi economica ha continuato a mobilitarsi, mentre la pressione esterna, culminata nel raid e nella cattura di Maduro, ha ulteriormente polarizzato il quadro senza offrire, finora, un percorso condiviso di uscita.
FAQ
- Qual è stata la data delle elezioni presidenziali venezuelane?
Le elezioni si sono tenute il 28 luglio 2024. - Chi sono stati i principali candidati?
Nicolas Maduro per il governo e Edmundo Gonzalez Urrutia per l’opposizione unitaria. - Perché l’opposizione ha contestato il risultato?
Ha sostenuto di avere verbali di seggio che indicherebbero una vittoria di Gonzalez e ha denunciato mancanza di trasparenza nella pubblicazione dei dati. - Come ha giustificato il CNE il ritardo nella diffusione dei risultati completi?
Ha attribuito il ritardo a un presunto “cyberattacco”. - Qual è stata la posizione degli Stati Uniti sul voto?
Hanno indicato che esistevano elementi per ritenere Gonzalez vincitore, contestando l’esito proclamato a Caracas. - Che ruolo ha avuto il Tribunale Supremo di Giustizia?
Ha ratificato la vittoria di Nicolas Maduro a fine agosto 2024, consolidando la posizione del governo sul piano interno.




