Venezi sorprende l’opera italiana con una Carmen rivoluzionaria, pubblico estasiato e critica divisa sul nuovo stile

Indice dei Contenuti:
Venezi in trionfo con la sua Carmen
Una bacchetta sotto i riflettori
Al Teatro Verdi di Pisa, la direzione di Beatrice Venezi nella Carmen di Georges Bizet ha imposto fin dall’attacco una lettura compatta, controllata e drammaturgicamente lucida. La concertazione ha valorizzato colori orchestrali, contrasti dinamici e finezze timbriche, costruendo archi di tensione sempre leggibili e coerenti con la struttura dell’Opera.
La gestione del ritmo interno, essenziale in Bizet, ha garantito equilibrio tra buca e palcoscenico, con un sostegno costante alle voci e un’attenzione particolare alle transizioni fra i grandi numeri. Arie come quella di Micaëla e il celebre fiore di Don José, eseguito con il si bemolle finale in pianissimo, sono state incastonate in un flusso musicale mai lasciato all’improvvisazione.
L’assenza di cedimenti, anche nei passaggi più esposti, ha smentito la narrativa di una direttrice fragile o condizionata dal clima mediatico. Sul podio, il lavoro è apparso quello di una professionista pienamente padrona della partitura, capace di guidare l’intero apparato produttivo con fermezza e misura.
Orchestra, cast e regia in piena sintonia
L’Orchestra Sinfonica Fiorentina, in coproduzione con il Teatro di Pisa e altre realtà liriche italiane, ha risposto con precisione tecnica e partecipazione, rivelando un dialogo serrato con la visione della direttrice. Il clima in buca, lontano da tensioni o segnali di dissenso, ha mostrato una compattezza professionale che ha sconfessato mesi di polemiche annunciate sui social.
Significativo il dettaglio dell’unica spilla visibile, quella Swarovski indossata dalla direttrice: citazione ironica di una battuta in conferenza stampa, trasformata in segno elegante e non polemico. Un gesto minimo, ma eloquente nel marcare la distanza tra la realtà del teatro e la narrazione esterna.
Il lavoro corale, guidato da Marco Bargagna, ha mostrato coesione e precisione d’insieme, con i cori di voci bianche perfettamente integrati. La selezione del cast, firmata dal direttore artistico Marco Tutino, ha offerto voci credibili e drammaturgicamente efficaci, rafforzando la tenuta complessiva dell’allestimento.
I protagonisti e la prova del palcoscenico
Nel ruolo di Carmen, Laura Verrecchia ha delineato un personaggio magnetico, saldo scenicamente e vocalmente centrato, evitando caricature e facili eccessi. Leonardo Caimi, come Don José, ha unito presenza scenica e introspezione psicologica, sostenuto da un’emissione controllata e da un fraseggio curato.
Devid Cecconi ha dato a Escamillo autorevolezza e brillantezza vocale, mentre Valentina Mastrangelo, Micaëla di grande pulizia espressiva, ha offerto momenti di autentica tenerezza lirica. Tra i comprimari, Antonino Giacobbe (Dancairo), Saverio Pugliese (Remendado), Laura Esposito (Frasquita) e Leyla Martinucci (Mercédès) hanno costruito un ensemble compatto e scenicamente credibile.
La regia di Filippo Tonon ha optato per una narrazione lineare, rispettosa del dettato di Bizet, senza attualizzazioni forzate né provocazioni gratuite. Una messa in scena sobria, centrata sui personaggi e al servizio della musica, che ha lasciato emergere con chiarezza la proposta interpretativa uscita dalla buca.
FAQ
D: Dove è andata in scena questa produzione di Carmen?
R: Al Teatro Verdi di Pisa.
D: Chi ha diretto l’orchestra?
R: La direzione è stata affidata a Beatrice Venezi.
D: Quale orchestra ha suonato?
R: Ha suonato l’Orchestra Sinfonica Fiorentina, in coproduzione con il Teatro di Pisa e altre realtà liriche.
D: Chi era la protagonista nel ruolo di Carmen?
R: Il ruolo principale è stato interpretato dal mezzosoprano Laura Verrecchia.
D: Chi ha firmato la regia dello spettacolo?
R: La regia è stata curata da Filippo Tonon.
D: Come è stato valutato il lavoro del coro?
R: Il coro guidato da Marco Bargagna è stato giudicato coeso, preciso e ben integrato nel disegno musicale.
D: Ci sono state proteste o contestazioni in teatro?
R: No, in sala e in buca si è registrata un’atmosfera di concentrazione e collaborazione, senza segni di dissenso.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: La ricostruzione si basa su una recensione apparsa sulla stampa culturale italiana, in particolare su un articolo specialistico di critica musicale pubblicato online da un quotidiano nazionale.




