Vannacci lancia il suo partito: chi lo finanzia davvero e perché

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Così nasce il partito di Vannacci, di chi sono i soldi: nomi, cifre e simbologie “ardite”
La macchina politica prende forma
L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega viene considerata nei palazzi romani una questione di calendario più che di ipotesi. Nel frattempo l’eurodeputato lavora a un contenitore autonomo, strutturato e riconoscibile, forte di sondaggi riservati che lo accreditano intorno a un 2% potenziale di consenso nazionale. Una base piccola ma politicamente significativa, specie se sottratta in gran parte all’area sovranista di governo.
Il nuovo soggetto politico ruota attorno al marchio “Futuro nazionale”, con logo depositato il 24 gennaio presso l’Euipo e dominio web registrato dal collaboratore Giulio Battaglini. L’impianto programmatico ricalca i temi esplosi con il libro “Il mondo al contrario”: linea durissima su immigrazione irregolare e sicurezza, difesa potenziata, sovranismo spinto, critica sistematica alla cultura “woke” e posizioni guardate con attenzione dall’area filorussa italiana.
Nell’ecosistema che gravita sull’eurodeputato emergono parole d’ordine e simbologie che richiamano apertamente il Ventennio: uso del termine “camerata”, citazioni della “Decima”, riferimenti agli “Arditi”. A ciò si somma un reticolo di gruppi territoriali battezzati “Team Vannacci”, nati come struttura militante parallela e oggi in rapida evoluzione, presenti in tutte le regioni con una concentrazione particolare in Toscana, dove l’ex comandante della Folgore ha testato per la prima volta un’azione semi-autonoma dentro il Carroccio.
Rete di fedelissimi e simbologie “ardite”
Al momento del lancio il progetto potrebbe contare su una piccola pattuglia parlamentare in transito dalla Lega e da Fratelli d’Italia: tra i nomi circolano i deputati Edoardo Ziello, Elisa Montemagni, Domenico Furgiuele, Rossano Sasso, oltre a Manlio Messina ed Emanuele Pozzolo. Una squadra numericamente insufficiente per un gruppo autonomo, destinata a confluire nel Misto ma utile come zoccolo mediatico e organizzativo.
Intorno ai parlamentari si muove una galassia di amministratori locali in uscita da Lega e FdI e un’area post-fascista che in passato ha incrociato esperienze come Forza Nuova. Il radicamento passa per i “Team Vannacci”, tra 170 e 200 nuclei con 5-6 mila iscritti e circa 150 pagine o gruppi Facebook collegati. I nomi oscillano tra riferimenti neutri (“Estense”, “Maria Luigia”) e richiami espliciti al fascismo storico, come “Balilla”, “Arditi” o “Il Guerriero del Subasio”.
In Toscana, dove Vannacci vive a Viareggio, si concentra la catena di comando: l’ex consigliere regionale Massimiliano Simoni è portavoce nazionale, mentre l’aretino Cristiano Romani figura come vicepresidente del mondo che ruota attorno a “Il mondo al contrario”. Da qui parte anche l’“Associazione fondazione Generazione Xa”, sigla giovanile in cui “Xa” allude alla Decima Mas, affidata formalmente alla moglie del generale, Camelia Mihailescu, con Simoni nel ruolo di direttore generale.
Soldi, associazioni e zona grigia
Il nodo finanziario resta il punto meno trasparente del progetto. Finché l’impianto resta formalmente associativo, non trova applicazione il regime di disclosure richiesto ai partiti. Il modello operativo è l’autofinanziamento: quote di iscrizione ai Team, raccolte fondi durante eventi, iniziative editoriali e – nella fase iniziale – la capacità di spesa personale del leader.
Dalle dichiarazioni depositate come eurodeputato emerge che nel 2023 Vannacci ha percepito circa 800mila euro lordi, frutto soprattutto del successo editoriale del suo libro, mentre per il 2024 risultano 200mila euro da attività editoriali, a cui si sommano stipendio da europarlamentare (circa 8mila euro netti più indennità) e pensione militare stimata sui 5mila euro netti mensili. A differenza di altri eletti del Carroccio, non versa contributi nelle casse della Lega, scelta che ha alimentato tensioni interne e rafforza l’idea di una struttura parallela.
L’iscrizione base ai Team costa 20 euro l’anno (gratuita per i minorenni con consenso dei genitori), con quota sostenitore libera e superiore. Considerando 5-6 mila aderenti, la raccolta minima si aggira sui 100-120mila euro annui, cui si aggiungono donazioni e contributi di simpatizzanti. Nella stessa orbita si colloca il “Centro studi Rinascimento nazionale” di Luca Sforzini, con sede al Castello Sforzini di Castellar Ponzano (Alessandria): un’associazione dalla simbologia esoterico-nazionalista, spesso interpretata come ponte tra mondi sovranisti, nostalgie del Ventennio e citazioni d’annunziane.
In questo perimetro si muove anche Gianmario Ferramonti, ex militante della prima Lega e già presidente della “Confederazione delle destre”, che rivendica di aver contribuito alla nascita della loggia P3 insieme al generale romeno Bartolomeu Savoiu, ammiratore di Licio Gelli e attivo nel convogliare verso Vannacci il voto di parte della comunità romena in Italia.
FAQ
D: Chi guida il nuovo progetto politico?
R: Il perno dell’operazione è l’eurodeputato Roberto Vannacci, affiancato da un nucleo ristretto di fedelissimi come Massimiliano Simoni e Cristiano Romani.
D: Da dove arrivano i primi finanziamenti?
R: Principalmente da tesseramenti, donazioni e attività editoriali del leader, oltre a possibili risorse personali nella fase di start-up.
D: Esistono obblighi di trasparenza sui conti?
R: Finché la struttura resta formalmente un’associazione e non un partito registrato, i vincoli di pubblicità dei bilanci sono limitati.
D: Quanti sono i Team sul territorio?
R: Le stime interne parlano di 170-200 gruppi “Team Vannacci” con 5-6 mila iscritti distribuiti in tutte le regioni italiane.
D: Perché la Toscana è così centrale?
R: È la regione in cui Vannacci vive, dove ha sperimentato un primo radicamento politico autonomo e dove si concentra la rete di amministratori e consiglieri comunali a lui vicini.
D: Che ruolo ha la moglie di Vannacci?
R: Camelia Mihailescu risulta presidente dell’“Associazione fondazione Generazione Xa”, sigla giovanile collegata al progetto politico.
D: Qual è la simbologia usata dal Centro studi Rinascimento nazionale?
R: Il simbolo combina un serpente che si morde la coda e stelle, con richiami esoterici e citazioni d’annunziane, come spiegato dal direttore Luca Sforzini.
D: Qual è la fonte giornalistica delle informazioni?
R: I dati su struttura, finanziamenti e rete dei Team provengono da un’inchiesta della sezione “Dossier” di Today.it, integrata con documenti pubblici e registri ufficiali.




