Vannacci lancia il nuovo partito nazionale con quattro sedi strategiche

Nascita di Futuro Nazionale e rottura definitiva con la Lega
A una settimana dall’addio di Roberto Vannacci alla Lega, il nuovo partito Futuro Nazionale esce dalla fase embrionale e assume una fisionomia politica definita. A Querceta, in provincia di Lucca, è stato firmato l’atto costitutivo, segnando il passaggio dalla leadership personale del generale a una struttura partitica con ruoli codificati, procedure interne e ambizioni nazionali esplicite. La mossa si innesta nel riassetto del centrodestra e apre un fronte competitivo diretto per il consenso di elettori sovranisti e identitari finora intercettati soprattutto da Lega e Fratelli d’Italia.
Per comprendere la reale portata del progetto è decisivo osservare composizione del gruppo fondatore, architettura dell’organigramma e strategie territoriali, oltre alle cautele legali sul nome e il simbolo, indizi chiari della volontà di controllo centralizzato della nascente forza politica.
I quattro fondatori e il posizionamento nel centrodestra
I fondatori di Futuro Nazionale sono quattro: Roberto Vannacci, Massimiliano Simoni, Roberto Sasso ed Edoardo Ziello. Simoni, unico consigliere regionale leghista in Toscana, segue Vannacci nella rottura con Matteo Salvini, spostando un presidio istituzionale rilevante.
Sasso e Ziello, deputati ex Lega oggi nel gruppo misto, offrono accesso immediato al dibattito parlamentare, riducendo i tempi di costruzione della visibilità nazionale. Il partito si colloca nell’area del centrodestra sovranista, puntando a rappresentare una declinazione più rigida su identità, sicurezza e tradizione, con l’obiettivo di intercettare delusi e astensionisti dell’elettorato leghista.
L’atto costitutivo e la rottura con Salvini
L’atto costitutivo firmato a Querceta sancisce la trasformazione di Vannacci da figura esterna ai partiti a leader di una forza strutturata, chiudendo definitivamente la stagione nel perimetro della Lega.
La scelta di formalizzare rapidamente il partito, a pochi giorni dall’addio, evidenzia una pianificazione pregressa e la consapevolezza di un consenso potenziale già intercettato tramite libri, incontri pubblici e l’associazione Mondo al contrario. La rottura con Salvini non è solo personale ma strategica, e apre una competizione diretta per radicamento e narrativa nel mondo del centrodestra territoriale.
Organigramma, controllo del marchio e tesseramento
Alla guida di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci assume la presidenza e definisce un organigramma essenziale ma già orientato alla copertura del territorio nazionale. La distribuzione degli incarichi punta a un modello verticale, con forte centralizzazione delle decisioni e chiara delimitazione delle responsabilità.
Parallelamente, i vertici intervengono con avvisi formali su utilizzo di nome e simbolo, nonché sulla legittimazione a parlare a nome del partito: un’impostazione che rivela la volontà di evitare derive spontanee, sigle parallele o appropriazioni improprie, tipiche delle fasi iniziali dei nuovi soggetti politici.
Ruoli chiave: Simoni, Ziello, Sasso e Annamaria Frigo
Massimiliano Simoni viene nominato coordinatore nazionale, figura centrale nella costruzione della rete organizzativa. Edoardo Ziello assume il doppio ruolo di responsabile dell’organizzazione e tesoriere, nodo strategico per strutture, fondi e campagne.
Roberto Sasso diventa referente per il Sud, segnale di attenzione immediata al Mezzogiorno. La responsabilità del tesseramento è affidata ad Annamaria Frigo, ex Fratelli d’Italia, già candidata alle Regionali toscane con la Lega e oggi consigliere comunale a Bagni di Lucca. La sua nomina indica il tentativo di attrarre amministratori locali con esperienza trasversale nel centrodestra.
Controllo su simbolo, comunicazione e nuove adesioni
Simoni diffonde una nota formale con cui “chiunque è diffidato dall’utilizzare il nome o il simbolo del Partito senza preventiva autorizzazione” e specifica che “nessuno è autorizzato a parlare o comunicare in nome o per conto di Futuro Nazionale senza formale mandato del sottoscritto”.
L’avvertimento arriva mentre, riferiscono i collaboratori di Vannacci, l’iniziativa suscita entusiasmo “da Nord a Sud, dalla Calabria alla Valle d’Aosta”. Le numerose richieste di contatto e adesione verranno filtrate dai vertici per evitare crescita disordinata e derive personalistiche sul territorio, preservando identità del marchio e coerenza della linea politica.
Mondo al contrario, sedi territoriali e sfida delle firme
Accanto al partito, resta centrale l’associazione Mondo al contrario, nata per sostenere le idee di Roberto Vannacci e oggi forte di circa 6mila iscritti. Questo bacino rappresenta il primo serbatoio di attivisti potenzialmente trasferibili sul piano partitico, ma i vertici scelgono una linea di nettezza: militanza esclusiva, senza doppie tessere, per evitare sovrapposizioni con altri soggetti politici.
In parallelo, proseguono gli adempimenti burocratici (conto corrente, codice fiscale, sede nazionale) e la progettazione di una presenza fisica multipolare, con sedi in quattro grandi città.
L’associazione Mondo al contrario come incubatore politico
La riunione del 16, convocata da Mondo al contrario, sarà un passaggio decisivo: ai circa 6mila iscritti viene spiegato che “se hai la tessera di un altro partito Mdc non è più casa tua”.
La formula impone una scelta di campo tra militanza precedente e nuovo progetto di Vannacci, trasformando l’associazione in incubatore di quadri e attivisti pienamente allineati. Questo approccio riduce la dispersione di messaggi, limita conflitti di interesse e prepara una base militante più omogenea in vista di appuntamenti elettorali nazionali e locali.
Sedi a Milano, Firenze, Roma, Napoli e raccolta firme
Definite le pratiche burocratiche, Futuro Nazionale punta ad almeno quattro sedi: Milano, Firenze, Roma e Napoli, a copertura dei principali poli politici e mediatici del Paese.
Sulla raccolta firme per la presentazione delle liste alle Politiche, i dirigenti mostrano sicurezza: “C’è tempo e comunque il problema delle firme non esiste. Siamo riconoscibili, una struttura ce l’abbiamo. Servono 38mila firme alla Camera e 18.500 al Senato”. Il riferimento alla “riconoscibilità” rimanda al capitale di notorietà personale di Vannacci e alla rete già attiva tramite associazione e amministratori locali.
FAQ
Chi sono i fondatori di Futuro Nazionale?
I fondatori sono Roberto Vannacci, Massimiliano Simoni, Roberto Sasso ed Edoardo Ziello, tutti con un passato nella Lega e nel centrodestra istituzionale.
Quale ruolo ha Roberto Vannacci nel nuovo partito?
Vannacci è presidente di Futuro Nazionale e guida la definizione della linea politica, dell’organigramma e delle strategie di radicamento territoriale.
Che incarichi ricoprono Simoni, Ziello e Sasso?
Simoni è coordinatore nazionale, Ziello cura organizzazione e tesoreria, Sasso è referente per il Sud, con responsabilità sulla costruzione della rete meridionale.
Chi gestisce il tesseramento del partito?
La responsabilità del tesseramento è affidata ad Annamaria Frigo, ex Fdi ed ex candidata regionale con la Lega, oggi consigliere comunale a Bagni di Lucca.
Perché il partito tutela nome e simbolo?
Simoni ha diffidato dall’uso non autorizzato di nome e simbolo per evitare abusi, liste spurie e comunicazioni non controllate a nome di Futuro Nazionale.
Che cos’è l’associazione Mondo al contrario?
Mondo al contrario è l’associazione che sostiene le idee di Vannacci e conta circa 6mila iscritti, destinata a fungere da bacino militante per il nuovo partito.
Dove saranno collocate le sedi principali del partito?
Il progetto prevede quattro sedi principali a Milano, Firenze, Roma e Napoli, a copertura delle principali aree strategiche italiane.
Qual è la fonte delle informazioni su Futuro Nazionale?
Le informazioni riepilogate derivano dalla ricostruzione e rielaborazione giornalistica di quanto riportato originariamente dall’agenzia askanews.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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