Valve stravolge Steam: nuove regole sull’IA cambiano tutto per sviluppatori e giocatori

Nuove categorie di trasparenza su steam
Valve ha ridefinito l’obbligo di disclosure su Steam concentrandolo su due aree precise dell’uso dell’IA generativa. Gli sviluppatori devono indicare quando l’IA crea o ha creato contenuti destinati al gioco, alla pagina store o ai materiali promozionali, distinguendo chiaramente la natura e l’estensione del contributo algoritmico. La trasparenza copre asset visivi, audio e testuali pre-generati che incidono sull’esperienza del pubblico e sulla presentazione commerciale del prodotto.
La seconda area impone la segnalazione di contenuti generati dinamicamente durante il gameplay. Rientrano qui immagini sintetiche, dialoghi reattivi, narrazioni adattive, musica o effetti sonori prodotti in tempo reale, nonché qualunque elemento che l’IA componga mentre l’utente interagisce con il titolo. L’obiettivo è dare ai giocatori informazioni chiare su come l’IA intervenga nell’esperienza ludica.
Queste categorie, ora esplicitate, puntano a uniformare la comunicazione tra studi e pubblico e a evitare ambiguità tra “supporto allo sviluppo” e contenuto finale. Le note di disclosure compaiono nella sezione “AI Generated Content Disclosure” dello store, rendendo verificabile l’uso dell’IA prima dell’acquisto e facilitando confronti tra titoli con approcci differenti all’automazione creativa.
Strumenti di sviluppo esclusi dalla disclosure
Valve chiarisce che gli strumenti di produttività basati su IA, impiegati per accelerare o supportare il ciclo di sviluppo, non richiedono segnalazioni pubbliche su Steam. Rientrano in questa fascia assistenti alla programmazione, tool per il refactoring del codice, sistemi di linting avanzati e supporti tecnici che non generano asset destinati al pubblico.
La distinzione è funzionale: l’efficienza interna non è il perimetro della trasparenza, che resta invece riservata all’IA capace di produrre contenuti mostrati ai giocatori o generati in tempo reale nel gameplay. Gli strumenti che operano “dietro le quinte” sono equiparati a normali pratiche di sviluppo e non attivano obblighi di disclosure.
Il cambiamento, segnalato per primo da Simon Carless di GameDiscoverCo, allinea la policy al principio per cui “i guadagni di efficienza” non costituiscono informazione prioritaria per il consumatore. Per gli studi, questo riduce attriti burocratici quando l’IA è impiegata come semplice leva di velocizzazione dei processi, senza impatto diretto sull’esperienza utente o sul materiale promozionale.
Dati di adozione e calo dell’interesse industriale
Dal 2024 su Steam è obbligatoria la segnalazione dell’uso di IA generativa nelle pagine store tramite la sezione “AI Generated Content Disclosure”, visibile prima dell’acquisto. Un’analisi di luglio 2025 evidenzia un’accelerazione netta: quasi 8.000 titoli nei primi sei mesi dell’anno hanno dichiarato componenti generate dall’IA, contro circa 1.000 nell’intero 2024.
Il dato, pur significativo, potrebbe sottostimare l’adozione reale, poiché molte disclosure restano su base volontaria e alcuni team scelgono di non comunicare strumenti usati dietro le quinte. La pervasività emerge anche dal sondaggio annuale della Game Developers Conference: il 52% degli sviluppatori lavora in aziende che integrano tool di IA generativa.
La dinamica dell’interesse segue però una traiettoria opposta. Solo il 9% delle aziende dichiara oggi interesse per nuovi strumenti generativi, in calo dal 15% dell’anno precedente, mentre il 27% afferma di non volerli adottare, +9 punti sul 2024. Il settore passa dalla curiosità diffusa a un approccio più selettivo: si consolidano case d’uso maturi e diminuisce la propensione a sperimentare senza ritorni chiari su qualità, costi e compliance.
FAQ
- Qual è la novità principale su Steam? La visibilità dell’“AI Generated Content Disclosure” nelle pagine store.
- Quanti giochi hanno dichiarato l’uso di IA nel 2025? Quasi 8.000 nei primi sei mesi.
- Quanti nel 2024? Circa 1.000 titoli nell’intero anno.
- L’obbligo copre tutti gli utilizzi? No, alcune disclosure restano volontarie e possono non riflettere l’uso effettivo.
- Quanto è diffusa l’IA tra gli sviluppatori? Il 52% lavora in aziende che adottano strumenti generativi (fonte: Game Developers Conference).
- L’interesse industriale cresce o cala? Cala: 9% interessate contro il 15% dell’anno precedente.
- Quante aziende non intendono adottare l’IA generativa? Il 27%, in aumento di 9 punti rispetto al 2024.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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