Valentino ultimo saluto a Roma tra applausi sommessi e ricordi intimi, l’eco della bellezza commuove il mondo

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I funerali di Valentino a Roma, dove la parola «bellezza» ha scandito ogni istante. Il compagno Bruce Hoeksema: «Non ti dico addio ma grazie per aver camminato con me»
L’addio nella basilica
La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma è gremita e immobile quando il feretro di Valentino Garavani varca il portone, avvolto da un silenzio quasi liturgico prima ancora che inizi la messa. In prima fila siedono la famiglia, il compagno Bruce Hoeksema e Giancarlo Giammetti, spalla creativa e affettiva di una vita, affiancati da Sean e Anthony Sax e dall’étoile Eleonora Abbagnato.
Il mondo globale della moda e del cinema si dispone ordinato nelle navate: da Anna Wintour, caschetto e occhiali scuri, a Tom Ford, Donatella Versace, Anne Hathaway, fino al direttore creativo della maison dal 2024, Alessandro Michele. Ci sono anche Brunello Cucinelli, Simona Ventura, Matteo Marzotto, insieme a tanti volti meno noti ma legati allo stilista da una lunga consuetudine.
Sulle note della “Lacrimosa” di Mozart inizia la celebrazione. Dal pulpito, don Pietro Guerini definisce Valentino “cercatore e creatore di bellezza”, sottolineando come abbia consegnato al mondo “doni di bellezza” che restano oltre la morte e continuano a generare visioni, desideri, sogni condivisi.
Il trionfo del bianco e della musica
Nella basilica domina il bianco: bianchi i fiori lungo le navate, bianchi i gigli e le rose che avvolgono l’altare, bianco il grande cuscino di rose appoggiato sulla bara, essenziale e sontuoso insieme. Lo spazio sacro sembra trasformarsi in una camera luminosa, dove l’estetica si fa linguaggio spirituale.
La colonna sonora è affidata alla grande musica classica: le partiture si susseguono in equilibrio tra mestizia e gratitudine, fino alla struggente “Ave Maria” di Schubert, che chiude l’omelia e apre uno dei momenti più intensi del rito. Il sacerdote invita a immaginare Valentino “davanti al Signore, mentre raccoglie i frutti della bellezza seminata”, ribadendo che “la bellezza salva e produce sogni capaci di cambiare il mondo”.
Tra le panche non ci sono solo ospiti internazionali o volti dell’entourage dell’“imperatore della moda”, ma anche molte persone comuni, accolte fin dal mattino. Alcune stringono fotografie con la scritta “Resterai unico”, altre cartelli che ricordano il “fiore prezioso” perduto dal Paese e dal mondo.
Le parole di chi lo ha amato
Alla fine del rito, Giancarlo Giammetti prende la parola per ringraziare chi è accorso per onorare Valentino. Il suo breve intervento è un racconto di formazione condivisa: l’incontro da ragazzi, i sogni comuni, le mete raggiunte insieme, sempre nel segno della ricerca del bello. “Attraverso lui ho capito cosa significasse davvero bellezza”, dice, promettendo di continuare a camminare perché il suo nome non venga dimenticato.
Poco prima che il feretro lasci la basilica, anche Bruce Hoeksema trova la forza di parlare, la voce incrinata dalla commozione. Il suo messaggio è netto e intimo: “Non ti dico addio ma grazie per aver camminato con me”, una formula che trasforma il congedo in riconoscenza e restituisce la misura privata di una figura pubblica planetaria.
All’esterno, quando le porte si aprono, un lungo applauso accompagna l’uscita del feretro sulle note di “O mio babbino caro” di Giacomo Puccini. Inizia l’ultimo viaggio verso il cimitero di Flaminio–Prima Porta, mentre la folla, composta e silenziosa, sancisce con lo sguardo che la parola “bellezza” resta il vero lascito del couturier.
FAQ
D: Dove si sono svolti i funerali di Valentino Garavani?
R: Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica a Roma.
D: Chi sedeva in prima fila durante la cerimonia?
R: La famiglia, Bruce Hoeksema, Giancarlo Giammetti, Sean e Anthony Sax ed Eleonora Abbagnato erano tra i più vicini al feretro.
D: Quali personalità della moda erano presenti?
R: Tra gli altri, Anna Wintour, Tom Ford, Donatella Versace, Alessandro Michele, Brunello Cucinelli e Matteo Marzotto.
D: Qual era il colore dominante nella basilica?
R: Il bianco, scelto per i fiori, le composizioni e il grande cuscino di rose sulla bara.
D: Quali brani musicali hanno accompagnato il rito funebre?
R: Tra i brani eseguiti, la “Lacrimosa” di Mozart, l’“Ave Maria” di Schubert e “O mio babbino caro” di Puccini all’uscita del feretro.
D: Che cosa ha detto il sacerdote su Valentino?
R: Don Pietro Guerini lo ha definito cercatore e creatore di bellezza, sottolineando che la bellezza può salvare e generare sogni capaci di cambiare il mondo.
D: Come ha ricordato Valentino Giancarlo Giammetti?
R: Ha ringraziato lo stilista per avergli insegnato il senso della bellezza e ha promesso di continuare il cammino per non farlo dimenticare.
D: Qual è la fonte giornalistica originale dei resoconti sui funerali?
R: Le informazioni sono state riportate in dettaglio dalla stampa italiana, in particolare dal quotidiano e sito del Corriere della Sera.




