Valanga Constellation, l’angoscia nelle chiamate al 112 svela l’incubo

Indice dei Contenuti:
La notte dell’incendio al Constellation
“Per favore, è il Constellation a Crans-Montana signora, c’è un incendio, ci sono dei feriti”. Inizia così la scia di voci spezzate che ha travolto la centrale del 144, nella notte di Capodanno trasformata in incubo. Nel giro di un’ora e mezza arrivano 171 telefonate, quasi tutte da ragazzi, molti in stato di shock, tutti alla ricerca disperata di aiuto.
“Credo che i miei amici siano morti dentro… Molte persone stavano per morire, chiami un’ambulanza”, ripete una voce, mentre in sottofondo si percepiscono urla, sirene, vetri infranti. Le dimensioni della tragedia, all’inizio sfocate, emergono minuto dopo minuto dalle parole rotte di chi è dentro la nube di fumo e fuoco.
“Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza al Constellation”, dice il primo chiamante poco prima dell’una e trenta. Per i dispatcher del soccorso sanitario svizzero sembra, all’inizio, un normale incendio in struttura ricettiva. Ma il flusso di chiamate cresce a dismisura e il linguaggio cambia: da descrizioni sommari a grida, da richieste composte a frasi sconnesse che tradiscono panico assoluto.
“Sono quasi morto al Constellation. Credo di essermi bruciato. Il Constellation è bruciato interamente”, racconta un ragazzo, la voce resa irriconoscibile dalla paura. Un altro interlocutore riferisce di corpi a terra, di scale impraticabili, di gente che si lancia dalle finestre pur di sfuggire alle fiamme. La centrale registra tutto, mentre tenta di trasformare caos in coordinate operative. Le chiamate continueranno fino alle 3 del mattino, quando ormai il bilancio – 40 morti e 116 feriti – ha assunto il volto di una catastrofe nazionale.
Nel frattempo, il numero crescente di linee occupate costringe gli operatori a decisioni in frazioni di secondo: dare priorità alle vittime intrappolate, rassicurare chi è già all’esterno, filtrare le informazioni inutilizzabili. Ogni dettaglio – un piano, una scala, un colore di porta – può fare la differenza tra chi resta intrappolato e chi riesce a uscire vivo.
Tra i frammenti di audio emergono anche momenti di lucidità estrema: testimoni che contano i feriti, descrivono con precisione l’andamento delle fiamme, suggeriscono ai soccorritori da quale lato dell’edificio sia ancora possibile entrare.
La centrale 144 tra emergenza e coordinamento
Dal cuore della centrale del 144, in pochi minuti, si attiva una macchina di risposta che deve tenere insieme umanità e protocollo. “Sono sull’incendio a Crans-Montana”, riferisce uno dei primi soccorritori. “Primo bilancio: tre ustionati gravi”. È solo l’inizio: mentre le unità avanzano, gli operatori registrano l’arrivo di nuove informazioni, sempre più allarmanti, fino alla frase che cambia tutto. “È per avvisarti che c’è stata un’esplosione… Ho quattro vittime decedute e almeno una trentina di feriti”.
A questo punto, la procedura si innalza di livello. “Lanciamo il piano catastrofe”, è la risposta secca dall’altra parte della linea. Vengono mobilitati rinforzi da altri distretti, allertati ospedali, predisposti posti medici avanzati. Le registrazioni, ora agli atti della Procura di Sion, mostrano una struttura sotto pressione ma in grado di reggere, trasformando le telefonate spezzate in mappe d’intervento.
L’elemento chiave è la gestione del tempo: minuti che per le vittime sembrano ore, ma che per il sistema di emergenza rappresentano finestre strette per salvare vite. Ogni ambulanza, ogni squadra dei Vigili del fuoco, ogni elicottero viene instradato in base ai dati raccolti dal flusso di comunicazioni.
In parallelo, la centrale deve fronteggiare il dolore di chi è lontano dal luogo della tragedia ma vicino a chi la sta vivendo. “C’è stato un incendio. Nostra figlia è coinvolta, non abbiamo notizie”, dice una madre, la voce incrinata. La risposta dell’operatore è fredda solo in apparenza: “Non posso dirle dove sia sua figlia o se sia lì”. Dietro a quella frase c’è il rispetto rigidissimo delle procedure, ma anche il peso di non poter offrire la rassicurazione che ogni genitore implora.
Con il diffondersi della notizia, il 144 si trasforma in un crocevia di ansia collettiva: amici che cercano amici, turisti che chiedono se l’hotel sia stato evacuato, vicini che segnalano nuovi focolai. Gli operatori devono filtrare, incrociare, verificare ogni input. In quelle ore, la linea tra informazione e disinformazione è sottilissima, e un’indicazione sbagliata potrebbe distogliere risorse da una zona critica.
Il ruolo dei soccorritori sul campo, in contatto costante con la centrale, diventa allora duplice: prestare cure immediate e restituire letture il più possibile precise dell’evoluzione dell’incendio, così da adattare in tempo reale la strategia di risposta.
Indagini, responsabilità e memoria
Le registrazioni delle chiamate, ora negli atti della Procura di Sion, sono diventate uno strumento chiave non solo per la ricostruzione cronologica, ma anche per la valutazione delle responsabilità. Gli inquirenti svizzeri stanno incrociando tempi di risposta, dinamiche delle esplosioni e testimonianze per stabilire se al Constellation siano stati rispettati tutti gli standard di sicurezza previsti dalla legge.
Le voci dei ragazzi che urlano “Molte persone stavano per morire” non sono solo la testimonianza del terrore vissuto: indicano, per esempio, quali vie di fuga erano inutilizzabili, dove i fumi hanno colpito più rapidamente, quali aree dell’edificio si sono trasformate in trappole in pochi minuti. Elementi essenziali per capire se le uscite d’emergenza fossero sufficienti e correttamente segnalate.
Anche la gestione della capienza, l’eventuale presenza di materiali altamente infiammabili e la conformità dell’impianto elettrico sono al centro degli accertamenti tecnici, mentre le parti civili si preparano a una lunga battaglia giudiziaria.
L’eco della tragedia di Crans-Montana ha intanto varcato i confini svizzeri. Le immagini e gli audio diffusi da emittenti come BFM TV hanno riacceso il dibattito europeo sulla sicurezza nei locali notturni e nelle strutture turistiche di montagna, spesso sovraffollate durante le festività. Per gli esperti di gestione del rischio, la lezione è durissima: l’evacuazione di edifici complessi richiede piani aggiornati, personale formato e simulazioni realistiche, non semplici check burocratici.
Sul piano sociale, a prevalere è però la memoria delle vittime. I racconti dei sopravvissuti, raccolti nei giorni successivi, insistono sul senso di impotenza e sul contrasto tra la spensieratezza delle ore prima e l’inferno scoppiato in pochi secondi. Nelle scuole, nei media locali, nelle istituzioni cantonali si discute ora di come trasformare quella notte in un monito permanente, fatto di prevenzione concreta e cultura della sicurezza, soprattutto tra i più giovani.
FAQ
Dove si è verificato l’incendio descritto?
L’incendio è avvenuto al Constellation, a Crans-Montana, località turistica nel Canton Vallese, in Svizzera.
Quante chiamate di emergenza sono arrivate al 144?
Nel giro di circa un’ora e mezza sono state registrate 171 chiamate al numero di emergenza 144.
Qual è il bilancio provvisorio di morti e feriti?
Il bilancio riportato parla di 40 persone morte e 116 ferite, molte delle quali con ustioni e intossicazioni da fumo.
Che cos’è il “piano catastrofe” in Svizzera?
È una procedura di emergenza che mobilita risorse straordinarie – ambulanze, ospedali, forze dell’ordine – quando l’evento supera la capacità ordinaria di risposta.
Qual è stato il ruolo della centrale 144?
La centrale 144 ha coordinato gli interventi, filtrato le informazioni dai testimoni, instradato i soccorsi e gestito anche le chiamate dei familiari in cerca di notizie.
Perché le registrazioni delle chiamate sono così importanti?
Servono a ricostruire tempi, dinamiche dell’incendio, percorsi di fuga e a valutare la rapidità ed efficacia della risposta dei soccorsi.
Quali aspetti di sicurezza sono al centro delle indagini?
Si analizzano capienza del locale, uscite di emergenza, materiali infiammabili, impianti e il rispetto delle norme antincendio.
Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso?
Le registrazioni delle chiamate e diversi dettagli sull’incendio sono stati resi pubblici in un documento diffuso dalla televisione francese BFM TV.




