Vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio nuovo alleato contro Alzheimer

Herpes zoster: cos’è e perché riguarda sempre più adulti
L’herpes zoster, noto come “fuoco di Sant’Antonio”, è una riattivazione del virus varicella-zoster che rimane latente nell’organismo dopo la varicella. Colpisce soprattutto dopo i 50 anni, ma può comparire anche prima in presenza di stress immunitario o malattie croniche.
La malattia si manifesta con dolore bruciante lungo un nervo e la comparsa di vescicole a grappolo su un solo lato del corpo. Il rischio principale non è solo il fastidio acuto, ma le complicanze a lungo termine, in particolare la nevralgia post-erpetica, causa di dolore cronico spesso invalidante.
Comprendere sintomi, fattori di rischio e possibilità di prevenzione è oggi cruciale per adulti, anziani e caregiver.
Sintomi iniziali e andamento dell’infezione
L’esordio dell’herpes zoster è spesso subdolo: febbricola, malessere, formicolio o dolore localizzato precedono di 2-3 giorni l’eruzione cutanea.
Le vescicole compaiono lungo il decorso di un nervo (dermatomero), tipicamente su torace, addome, volto o zona lombare, quasi sempre unilateralmente. Il dolore è descritto come bruciore, scossa elettrica o puntura profonda.
In 7-10 giorni le vescicole si rompono e formano croste; la fase acuta dura in genere 2-4 settimane, ma il dolore può persistere o riacutizzarsi, soprattutto nei soggetti più fragili o non trattati precocemente.
Complicanze e forme più gravi


La complicanza più temuta è la nevralgia post-erpetica, dolore neuropatico che può durare mesi o anni, con impatto su sonno, umore e qualità di vita.
Quando il virus interessa il nervo trigemino o l’area oculare, si parla di zoster oftalmico, con rischio di cheratite, riduzione visiva e, nei casi estremi, cecità. Interessamento dell’orecchio può causare sindrome di Ramsay Hunt, con paralisi facciale e vertigini.
Nei pazienti immunodepressi l’infezione può estendersi, diventare disseminata o complicarsi con polmoniti, encefaliti e sovrainfezioni batteriche delle lesioni cutanee.
Chi rischia di più e come si trasmette
Il rischio di herpes zoster aumenta nettamente dopo i 50‑60 anni e cresce con l’età, per il progressivo declino delle difese immunitarie. Contano anche patologie croniche, terapie immunosoppressive e condizioni di forte stress fisico o psicologico.
La trasmissione non avviene tramite “fuoco di Sant’Antonio” in sé, ma tramite il contatto diretto con le vescicole: chi non ha mai avuto varicella o non è vaccinato può sviluppare varicella, non zoster. Per questo sono essenziali igiene, copertura delle lesioni e protezione dei soggetti fragili.
Fattori di rischio: età, patologie e farmaci
Età avanzata, diabete, broncopneumopatia cronica, cardiopatie, malattie renali e tumori aumentano la probabilità di riattivazione del virus varicella-zoster.
Alto rischio anche per chi assume cortisonici a lungo termine, farmaci biologici, chemioterapici o è in attesa/post trapianto. L’infezione da HIV e altre forme di immunodeficienza amplificano sia la frequenza sia la gravità degli episodi.
Stress importante, traumi, interventi chirurgici maggiori e calo ponderale rapido possono agire come fattori scatenanti in persone già predisposte.
Contagio e precauzioni familiari
Le vescicole contengono virus vivo: il contatto con il liquido può infettare chi non ha anticorpi contro la varicella. In questi casi non compare zoster, ma una varicella primaria.
È raccomandato coprire le lesioni, evitare di condividerne il contatto con neonati, donne in gravidanza non immuni, pazienti oncologici e soggetti in terapia immunosoppressiva. L’igiene delle mani riduce ulteriormente il rischio.
Il paziente non è considerato contagioso una volta che tutte le vescicole sono crostose e asciutte.
Diagnosi, cure e prevenzione con il vaccino
La diagnosi di herpes zoster è clinica: la distribuzione metamerica del dolore e dell’eruzione cutanea è altamente indicativa per il medico di famiglia o lo specialista. In casi dubbi si può ricorrere a test di laboratorio su liquido delle vescicole.
La gestione corretta richiede intervento precoce con antivirali e terapia del dolore mirata, oltre a una valutazione attenta delle condizioni generali del paziente. Centrale, oggi, è anche la prevenzione con vaccini specifici per lo zoster negli adulti.
Terapie antivirali e gestione del dolore
Farmaci come aciclovir, valaciclovir o famciclovir riducono intensità e durata dei sintomi se iniziati entro 72 ore dall’esordio delle vescicole. Nei casi gravi o nei soggetti immunodepressi può rendersi necessario il ricovero.
Il dolore richiede approccio multimodale: analgesici, farmaci per il dolore neuropatico (gabapentin, pregabalin, antidepressivi triciclici), creme topiche e, in selezionati casi, blocchi nervosi.
Resta fondamentale monitorare evoluzione delle lesioni, segni oculari, eventuali segni neurologici e l’impatto psicologico, spesso sottovalutato.
Vaccinazione e prevenzione delle recidive
La vaccinazione anti‑herpes zoster negli adulti riduce in modo significativo il rischio di malattia e di nevralgia post‑erpetica. In molti Paesi è raccomandata a partire dai 50 anni e anticipata in presenza di patologie croniche o immunosoppressione.
I vaccini disponibili non curano un episodio in corso, ma agiscono potenziando la risposta immunitaria cellulare contro il virus varicella-zoster, limitandone la riattivazione.
Il consulto con il medico o con uno specialista in malattie infettive o geriatria è essenziale per valutare indicazioni, tempi e controindicazioni individuali.
FAQ
Qual è la differenza tra herpes zoster e herpes labiale?
L’herpes zoster è causato dal virus varicella-zoster, l’herpes labiale dall’HSV-1. Colpiscono nervi e aree cutanee diverse e hanno rischi differenti di complicanze.
Herpes zoster e varicella sono la stessa cosa?
No: la varicella è l’infezione primaria, spesso in età pediatrica; l’herpes zoster è la riattivazione dello stesso virus anni dopo, in genere in età adulta.
Quando devo andare subito dal medico?
Se compaiono dolore intenso con vescicole su volto, occhi, orecchio, febbre alta, confusione, debolezza facciale o se sei immunodepresso è necessario consultare subito il medico.
Posso lavorare se ho il fuoco di Sant’Antonio?
Dipende da condizioni generali e tipo di lavoro. È prudente evitare contatto stretto con soggetti fragili finché le vescicole non sono completamente crostose.
Il vaccino contro la varicella protegge anche dallo zoster?
Riduce il rischio ma non lo azzera. Per la prevenzione dell’herpes zoster in età adulta si utilizzano vaccini specifici, diversi da quelli pediatrici anti‑varicella.
È possibile avere herpes zoster più di una volta?
Sì, sebbene raro, sono descritte recidive, soprattutto in soggetti anziani o con sistema immunitario compromesso.
L’herpes zoster lascia cicatrici permanenti?
Le lesioni possono lasciare iperpigmentazioni o cicatrici, più evidenti se si gratta o in caso di sovrainfezione batterica; una corretta gestione riduce il rischio.
Qual è la fonte originale delle informazioni discusse?
Il presente approfondimento rielabora in chiave analitica e informativa i contenuti pubblicati in origine da Today.it, integrandoli con principi aggiornati di pratica clinica.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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