USA-Svizzera tornano al centro: relazioni riallineate, nuove opportunità economiche e diplomazia in accelerazione

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Relazioni bilaterali riallineate
Scott Bessent, arrivato a Davos per l’annuale World Economic Forum, ha dichiarato che i rapporti tra Stati Uniti e Svizzera “sono tornati su un binario molto positivo” dopo mesi turbolenti. La presa di posizione, rilasciata davanti alla “American House” allestita nella chiesa anglicana della località grigionese, marca un cambio di fase nelle relazioni economiche bilaterali.
Il messaggio politico è chiaro: dopo frizioni e negoziati difficili, Washington e Berna hanno ripristinato un canale operativo stabile. L’enfasi sulla “buona rotta” sottolinea la volontà di entrambe le capitali di congelare le tensioni recenti e concentrarsi su dossier concreti.
La scelta del palcoscenico WEF non è casuale: massima visibilità internazionale e agenda economica al centro, con l’obiettivo di rassicurare mercati e attori industriali sulla normalizzazione dei rapporti transatlantici con la piazza elvetica.
Accordo sui dazi in via di definizione
Berna e Washington hanno trovato un’intesa preliminare per ridurre i dazi sui prodotti svizzeri dal 39% al 15%, frutto di trattative intense concluse a novembre. La finestra temporale per chiudere l’intesa è fissata al 31 marzo, quando dovrà essere firmato l’accordo formale.
Dal lato svizzero il mandato negoziale è già pronto, elemento che accelera l’iter tecnico e lascia spazio alla finalizzazione legale dei testi. L’abbattimento tariffario, pur parziale, viene considerato un passo pragmatico verso la stabilizzazione dei flussi commerciali bilaterali.
Resta centrale la definizione delle categorie merceologiche interessate e delle clausole di salvaguardia, snodi che determineranno l’impatto effettivo per esportatori e filiere integrate tra i due Paesi.
Prospettive al WEF e prossimi passi
Al WEF l’attenzione è rivolta alla traduzione politica dell’intesa: incontri bilaterali tra delegazioni di Stati Uniti e Svizzera serviranno a fissare la tabella di marcia verso la firma entro il 31 marzo. Le discussioni punteranno a coordinare tempi, ambiti applicativi e strumenti di monitoraggio per garantire prevedibilità agli operatori.
La presenza di Scott Bessent a Davos offre una cornice di legittimazione pubblica al nuovo corso, mentre Berna mira a blindare il consenso interno attorno al mandato negoziale già predisposto. Le parti intendono mantenere un profilo pragmatico, concentrandosi su risultati verificabili e su un calendario operativo serrato.
Tra i prossimi passi: consultazioni tecniche su tariffari e codici doganali, definizione delle salvaguardie e predisposizione del testo giuridico finale. La priorità è ridurre incertezze per esportazioni e catene del valore, allineando comunicazioni con imprese e associazioni di categoria per un’implementazione ordinata.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale al WEF? Chiarire tempi e modalità per la firma dell’accordo tariffario entro il 31 marzo.
- Chi guida il dialogo per gli USA? Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, presente a Davos per incontri bilaterali.
- Quali benefici attesi per le imprese svizzere? Maggiore prevedibilità e riduzione dei costi grazie al taglio dei dazi.
- Qual è lo stato del mandato svizzero? È già pronto, facilitando la finalizzazione tecnica dell’intesa.
- Quali nodi restano aperti? Perimetro merceologico, clausole di salvaguardia e dettagli applicativi.
- Quando potrebbe entrare in vigore l’accordo? Dopo la firma e le necessarie procedure interne, con tempistiche da definire congiuntamente.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni derivano da Keystone-SDA e comunicazioni diffuse a Davos.




