Unione Europea impone nuove strette su Shein e Temu

Nuovi dazi UE sui piccoli pacchi: cosa cambia per gli acquisti online
L’Unione Europea interviene in modo deciso contro la concorrenza ritenuta sleale nel commercio elettronico extracomunitario, colpendo in particolare le spedizioni a basso costo provenienti dall’Asia e destinate ai consumatori europei. Il nuovo quadro doganale punta a riequilibrare il mercato rispetto ai venditori e ai produttori interni all’UE, fortemente penalizzati dal boom delle piattaforme low cost come Temu, SHEIN e AliExpress. Dal 1 luglio 2026 entrerà in vigore un dazio forfettario sui piccoli pacchi di valore contenuto, con impatti concreti su prezzi finali, strategie logistiche e competitività del settore retail europeo. Le misure si inseriscono in un più ampio ripensamento delle regole sull’e-commerce, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza fiscale, tutela dei consumatori e condizioni di mercato più eque per tutti gli operatori.
Obiettivo: frenare la concorrenza sleale dei marketplace asiatici
Il Consiglio dell’Unione Europea ha ratificato la proposta di introdurre un dazio forfettario sulle spedizioni di piccole dimensioni provenienti da Paesi terzi, risposta diretta alle politiche di prezzo ultra-aggressive adottate da piattaforme come Temu, SHEIN, AliExpress e altri operatori extra-UE.
Questi marketplace hanno sfruttato il forte differenziale di costo produttivo, i volumi elevati e le attuali soglie doganali per inondare il mercato europeo di prodotti low cost, spesso con margini minimi per i venditori locali.
La Commissione e gli Stati membri ritengono che tali dinamiche distorcano il gioco concorrenziale, comprimendo i prezzi al di sotto dei livelli sostenibili per imprese e artigiani europei e rendendo più difficile garantire standard omogenei di sicurezza dei prodotti, tracciabilità e conformità normativa.
Dal dicembre 2025 alla ratifica: tappe di un cambio di rotta
Il processo politico è iniziato lo scorso dicembre, quando in sede europea è stata avanzata l’ipotesi di introdurre dazi specifici per le spedizioni di piccolo valore, oggi spesso soggette a regimi agevolati.
Dopo mesi di analisi d’impatto, consultazioni con Stati membri, associazioni di categoria e autorità doganali, il Consiglio UE ha concesso il via libera definitivo al nuovo schema tariffario, fissando una data certa per l’entrata in vigore.
L’orizzonte temporale al 1 luglio 2026 offre a operatori logistici, marketplace e venditori il tempo tecnico per adeguare sistemi informatici, processi di dichiarazione doganale e strutture dei prezzi, riducendo il rischio di blocchi operativi e contestazioni in fase di implementazione.
Dazio forfettario da 3 euro: come funziona sui piccoli pacchi
Il cuore della misura è l’introduzione, a partire dal 1 luglio 2026, di un dazio doganale forfettario di 3 euro applicato ai piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro spediti da Paesi terzi a consumatori residenti nell’Unione Europea. Non si tratta di un semplice sovrapprezzo sull’ordine complessivo, ma di un prelievo legato alle singole categorie merceologiche presenti nel pacco, come definite dalla tariffa doganale comune. L’obiettivo è evitare frammentazioni fittizie degli ordini e rendere meno conveniente la strategia dei micro-invii a bassissimo valore che ha favorito in particolare piattaforme come Temu, SHEIN e AliExpress. Per gli acquirenti finali questo può tradursi in un incremento del costo complessivo, soprattutto per ordini multiprodotto.
Dazio sui pacchi sotto i 150 euro: chi sarà più colpito
Il dazio di 3 euro si applicherà ai pacchi di valore dichiarato inferiore a 150 euro spediti direttamente ai consumatori, non alle spedizioni B2B tra operatori economici.
Saranno quindi impattati in prima linea gli acquisti al dettaglio su piattaforme extracomunitarie che spediscono singoli ordini direttamente ai clienti europei, tipicamente prodotti di moda, accessori, piccola elettronica e oggettistica per la casa.
I venditori europei, che già scontano IVA, dazi e costi di conformità più elevati, dovrebbero beneficiare di un parziale riallineamento competitivo, mentre i marketplace asiatici saranno chiamati a scegliere se assorbire il maggior costo o ribaltarlo integralmente sui consumatori.
Applicazione per categoria merceologica: l’esempio delle camicette
La particolarità del nuovo schema è l’applicazione del dazio non sull’intero ordine, ma su ciascuna “sottovoce tariffaria” (categoria merceologica) presente nel pacco.
Se, ad esempio, un pacco contiene una camicetta di seta e due camicette di lana, le autorità doganali considereranno due sottovoci: capi in seta e capi in lana. Il dazio forfettario di 3 euro verrà applicato a entrambe le categorie, per un totale di 6 euro, e non sull’insieme delle tre camicette come unico blocco.
Questo meccanismo scoraggia l’invio di pacchi misti con molti tipi di prodotto diversi, spingendo i marketplace a riorganizzare la logistica o a rimodulare i cataloghi per ridurre il numero di combinazioni merceologiche nella singola spedizione.
Impatto su consumatori, marketplace e venditori europei
Le nuove regole sui dazi per i piccoli pacchi avranno effetti differenziati lungo tutta la filiera dell’e-commerce. I consumatori potrebbero registrare un aumento dei costi finali sugli ordini low cost provenienti da piattaforme extra-UE, soprattutto in presenza di pacchi con molteplici categorie merceologiche. I grandi marketplace come Temu, SHEIN e AliExpress dovranno valutare se assorbire il dazio come costo di acquisizione cliente o scaricarlo sui prezzi, con possibili revisioni della loro strategia aggressiva. Per i venditori e i produttori europei l’introduzione del dazio è vista come un passo verso condizioni di concorrenza più equilibrate, anche se non sufficiente, da solo, a compensare tutti i divari strutturali di costo e regolamentazione.
Effetti sui prezzi finali per chi acquista da Temu, SHEIN e AliExpress
Nella pratica, l’acquirente che ordina piccoli prodotti a basso costo potrebbe vedere ridurre il vantaggio di prezzo rispetto a venditori UE, soprattutto per ordini composti da molti articoli diversi sotto la soglia dei 150 euro.
Un dazio fisso di 3 euro per categoria merceologica incide proporzionalmente di più sugli ordini di importo ridotto, indebolendo il modello dei micro-acquisti frequenti tipico di Temu e SHEIN.
Per restare competitivi, i marketplace potrebbero incentivare ordini più strutturati, introdurre soglie minime per la spedizione o riorganizzare i flussi logistici attraverso hub europei, con dichiarazioni doganali centralizzate e politiche fiscali più integrate.
Opportunità per il retail europeo e possibili criticità applicative
Per il commercio europeo, online e offline, il dazio rappresenta un segnale politico forte: l’UE intende difendere la propria base produttiva e distributiva da pratiche considerate distorsive.
In prospettiva, ciò può offrire margini di recupero a PMI, artigiani e retailer che puntano su qualità, prossimità e conformità normativa, riducendo la pressione dei prezzi ultra-low cost.
Restano però sfide operative: corretta classificazione delle merci, rischio di sottodichiarazioni di valore, necessità di sistemi digitali doganali più efficienti e capacità di controllo omogenea tra gli Stati membri, elementi cruciali per garantire equità di applicazione e reale efficacia della misura.
FAQ
Quando entrerà in vigore il nuovo dazio sui piccoli pacchi extra-UE?
Il dazio doganale forfettario sarà applicato a partire dal 1 luglio 2026 su tutti i piccoli pacchi idonei che entreranno nel territorio doganale dell’Unione Europea.
Su quali spedizioni sarà applicato il dazio di 3 euro?
Il dazio si applicherà ai pacchi con valore inferiore a 150 euro spediti da Paesi terzi a consumatori nell’UE, esclusi i flussi B2B tra operatori economici.
Il dazio si calcola sull’intero ordine o sui singoli prodotti?
Non si calcola sull’ordine complessivo ma sulle singole sottovoci tariffarie, cioè sulle diverse categorie merceologiche contenute nello stesso pacco.
Come funziona l’esempio delle camicette nel calcolo del dazio?
Se un pacco contiene una camicetta di seta e due di lana, si considerano due categorie separate: seta e lana; verranno quindi applicati 3 euro per ciascuna categoria, per un totale di 6 euro.
Gli acquisti da Temu, SHEIN e AliExpress diventeranno più costosi?
Sì, soprattutto per ordini piccoli e con prodotti diversi nello stesso pacco, perché il dazio fisso di 3 euro per categoria incide proporzionalmente di più sui prezzi bassi.
Perché l’Unione Europea ha introdotto questo nuovo dazio?
L’obiettivo è contrastare la concorrenza ritenuta sleale dei marketplace extra-UE e riequilibrare le condizioni di mercato per venditori e produttori europei.
I venditori europei trarranno beneficio da questa misura?
Sì, la misura dovrebbe ridurre il gap di prezzo con i concorrenti extra-UE, offrendo maggiori chance competitive a retailer, artigiani e PMI dell’Unione.
Qual è la fonte originale delle informazioni sulle nuove misure UE?
Le informazioni qui analizzate derivano dall’articolo pubblicato da Tecnoandroid relativo ai nuovi dazi UE sui piccoli pacchi e all’impatto su Temu, SHEIN e AliExpress.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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