Unione europea accusa Shein di design manipolativo che crea dipendenza

Procedimento Ue contro Shein e rischio dipendenza digitale
La Commissione europea ha aperto un procedimento formale contro il colosso dell’e‑commerce asiatico Shein, contestando la possibile natura “addictive” della piattaforma. Al centro dell’attenzione ci sono la progettazione del servizio, i sistemi di ricompensa e le dinamiche di ingaggio continuo degli utenti, analoghe a quelle già contestate a TikTok. Bruxelles mira a verificare se le meccaniche di utilizzo di Shein possano incidere negativamente sul benessere digitale e sulla tutela dei consumatori nell’ecosistema online europeo, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili.
Nel mirino anche l’uso dei sistemi di raccomandazione algoritmica e la gestione della vendita di prodotti illeciti sulla piattaforma.
Perché la progettazione di Shein è ritenuta potenzialmente “addictive”
La Commissione contesta a Shein l’adozione di funzionalità che incentivano un utilizzo compulsivo: assegnazione di punti, premi, coupon e meccanismi di gamification collegati a interazioni ripetute, visite giornaliere e condivisioni. Questi strumenti, se non limitati o resi trasparenti, possono alimentare dinamiche di dipendenza, ridurre l’autocontrollo negli acquisti e compromettere il benessere degli utenti, in particolare minori e consumatori vulnerabili.
Bruxelles vuole mappare in dettaglio queste pratiche, valutare l’impatto psicologico delle interfacce e verificare se siano state implementate adeguate misure di mitigazione del rischio, come limiti alle notifiche, opzioni di disattivazione e avvisi chiari sul tempo e sulle spese sostenute.
Confronto con il caso TikTok e impatto sui grandi player digitali
Il procedimento contro Shein si inserisce nella stessa traiettoria regolatoria che ha già coinvolto TikTok, segnalando una linea di intervento più netta dell’Ue verso i grandi servizi digitali di origine cinese. Le autorità intendono fissare standard comuni sulla responsabilità nella progettazione delle piattaforme, riducendo pratiche di engagement estremo e massimizzando trasparenza e controllo per l’utente.
Per tutti i Very Large Online Platforms, le inchieste in corso rappresentano un banco di prova sul rispetto del Digital Services Act e sul futuro equilibrio tra modelli di business basati sull’attenzione e tutela effettiva dei consumatori europei.
Digital Services Act, sistemi di raccomandazione e trasparenza
Il quadro giuridico di riferimento è il Digital Services Act (DSA), che impone ai grandi intermediari online obblighi stringenti di trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione e sulla gestione dei rischi sistemici. Per Shein, Bruxelles chiede di conoscere i parametri chiave che governano la personalizzazione dei contenuti e l’esposizione dei prodotti agli utenti, nonché le opzioni alternative non basate sulla profilazione che la piattaforma deve rendere disponibili in modo chiaro e immediato.
L’obiettivo è consentire ai consumatori di capire perché vedono determinati articoli e di limitare l’uso dei propri dati per finalità di targeting commerciale.
Obbligo di opzione senza profilazione e controllo dell’utente
In base al DSA, Shein è tenuta a offrire almeno una modalità di utilizzo dei sistemi di raccomandazione che non faccia leva sulla profilazione dei dati personali. Ciò significa che l’utente deve poter consultare catalogo e suggerimenti secondo criteri neutrali, ad esempio ordine cronologico, rilevanza generica o filtri scelti manualmente.
La Commissione verificherà se questa opzione esista davvero, se sia facilmente accessibile e comprensibile, e se sia priva di dark patterns che scoraggiano la scelta più tutelante. La trasparenza richiesta include spiegazioni sintetiche, ma significative, su come funzionano ranking, suggerimenti e offerte personalizzate.
Parametri algoritmici e responsabilità di piattaforma
Bruxelles intende acquisire informazioni dettagliate sui principali parametri utilizzati da Shein per determinare quali prodotti mostrare, con quale frequenza e a quali segmenti di utenti. Saranno analizzati dati comportamentali considerati, peso delle interazioni sociali, cronologia degli acquisti, tempo speso su singoli contenuti e risposta a promozioni o notifiche.
Il controllo mira a valutare se la logica algoritmica privilegi pratiche potenzialmente nocive, come la spinta all’acquisto impulsivo o l’esposizione ad articoli borderline, e se siano state predisposte misure per ridurre discriminazioni, manipolazioni commerciali e rischi per specifiche categorie di consumatori.
Prodotti illegali, minori e rischi reputazionali per Shein
Un ulteriore fronte critico per Shein riguarda la presunta presenza, sulla piattaforma, di prodotti illegali o altamente problematici. La Commissione segnala in particolare contenuti che potrebbero configurarsi come materiale pedopornografico, citando l’esempio di bambole gonfiabili con sembianze infantili. Questo profilo apre non solo questioni di conformità al DSA, ma anche possibili responsabilità in materia penale e di tutela dei minori.
L’esito del procedimento potrà incidere sull’immagine pubblica del brand in Europa, sulla fiducia dei consumatori e, in caso di violazioni accertate, portare a sanzioni economiche significative.
Contrasto ai contenuti illeciti e tutela dei minori
Il DSA impone a piattaforme come Shein di disporre di procedure efficaci per il rilevamento, la segnalazione rapida e la rimozione di contenuti e prodotti illegali. Nel caso di materiali potenzialmente pedopornografici, l’aspettativa regolatoria è di tolleranza zero e intervento immediato.
La Commissione chiede informazioni su filtri preventivi, controlli sui venditori terzi, sistemi di moderazione automatica e umana, oltre che sui canali di segnalazione a disposizione degli utenti. Particolare rilievo avranno le misure specifiche per proteggere i minori da esposizione a contenuti inadatti o sfruttamento commerciale.
Implicazioni per consumatori, mercato e concorrenza
Per i consumatori europei, il procedimento contro Shein può tradursi in maggiore consapevolezza sui rischi di e‑commerce iper‑personalizzato e in tutele più robuste in termini di sicurezza dei prodotti, trasparenza e controllo dei dati. Per il mercato, il caso rappresenta un test su come l’Ue intenda applicare il DSA a operatori extraeuropei con forte presenza nella fashion economy low cost.
Le decisioni su Shein potrebbero fissare precedenti rilevanti anche per altre piattaforme globali, influenzando modelli di business, strategie di compliance e investimenti in governance dei contenuti e in responsabilità algoritmica.
FAQ
Perché la Commissione europea ha aperto un procedimento su Shein
La Commissione indaga se Shein violi il DSA tramite progettazione che crea dipendenza, scarsa trasparenza algoritmica e gestione inadeguata di prodotti illegali.
Cosa significa che Shein potrebbe creare dipendenza
Si fa riferimento a meccanismi di gamification, premi, punti e notifiche che spingono a un uso compulsivo e ad acquisti poco consapevoli.
Qual è il ruolo del Digital Services Act nel caso Shein
Il DSA impone a Shein obblighi di valutazione dei rischi, trasparenza, moderazione dei contenuti e tutela rafforzata dei consumatori europei.
Cosa contesta l’Ue sui sistemi di raccomandazione di Shein
La Commissione chiede chiarezza sui parametri algoritmici usati e sull’effettiva disponibilità di un’opzione di navigazione senza profilazione.
Quali tipi di prodotti illegali sono sotto osservazione
Bruxelles cita in particolare articoli che potrebbero configurare materiale pedopornografico, come bambole gonfiabili con sembianze infantili.
In che modo il procedimento riguarda la tutela dei minori
L’Ue verifica se Shein adotti misure efficaci per prevenire l’accesso dei minori a contenuti inadatti e per rimuovere rapidamente materiali illeciti.
Che conseguenze rischia Shein in caso di violazioni accertate
La piattaforma potrebbe affrontare multe elevate, obblighi correttivi, maggiori vincoli operativi e un forte impatto reputazionale nel mercato europeo.
Qual è la fonte delle informazioni sul procedimento Ue contro Shein
Le informazioni qui sintetizzate derivano da un articolo pubblicato da StartupItalia in data 17/02/2026 sul procedimento della Commissione europea contro Shein.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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