Ucraino squalificato a Milano Cortina casco anti Putin diventa un caso

Il caso Heraskevych scuote Milano Cortina 2026
Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il ritiro di Vladyslav Heraskevych dalla gara di skeleton apre una frattura profonda tra principio di neutralità olimpica e diritto alla memoria delle vittime di guerra. L’atleta ucraino ha scelto di non scendere in pista dopo il veto del CIO al casco dedicato ai 24 sportivi ucraini uccisi dall’aggressione russa iniziata nel 2022.
La vicenda, seguita direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è diventata un caso politico e simbolico oltre che sportivo, con impatti sulla reputazione del movimento olimpico e sulla percezione pubblica delle regole che disciplinano le espressioni personali degli atleti ai Giochi.
Perché il casco commemorativo è diventato un caso globale
Il casco di Vladyslav Heraskevych riporta un tributo esplicito ai 24 atleti ucraini caduti in guerra, trasformando un elemento tecnico in strumento di memoria pubblica. Secondo l’atleta, il disegno non costituisce propaganda politica ma un atto di ricordo delle vittime, quindi compatibile con la norma 50 della Carta olimpica.
Per il CIO, invece, il messaggio supera la soglia della commemorazione neutrale e rischia di aprire la strada a una competizione di simboli legati ai conflitti mondiali. Il rifiuto di autorizzare il casco ha innescato un conflitto interpretativo sulla linea di confine tra lutto, identità nazionale e presa di posizione politica in un contesto che rivendica la neutralità.
Le trattative con Kirsty Coventry e il rifiuto del compromesso
La presidente della commissione atleti del CIO, Kirsty Coventry, ha tentato una mediazione proponendo a Heraskevych di sostituire il casco con una fascia nera al braccio, simbolo di lutto ritenuto più compatibile con la neutralità olimpica.
L’atleta ha respinto l’offerta, ribadendo che il casco “non viola la norma 50” e rappresenta un tributo specifico agli sportivi ucraini uccisi, non uno slogan politico. La sua decisione di non gareggiare, maturata dopo colloqui diretti, ha trasformato il caso in un precedente critico per la gestione delle espressioni personali degli atleti in tempo di guerra.
Reazioni dall’Ucraina e tensione con il CIO


La scelta di Vladyslav Heraskevych ha ottenuto il sostegno immediato del governo di Kiev e del Comitato olimpico ucraino, che vedono nel divieto al casco una compressione inaccettabile del diritto alla memoria. Volodymyr Zelensky ha seguito il dossier per giorni, descrivendo la vicenda come una dimostrazione “su cosa sia la Russia moderna”.
Il fronte istituzionale ucraino considera l’episodio parte di una battaglia più ampia: difendere la visibilità internazionale delle conseguenze dell’invasione russa, anche dentro l’arena olimpica, dove la narrativa ufficiale punta alla neutralità e alla sospensione dei conflitti.
Il sostegno politico e simbolico di Kiev
Per il governo di Kiev, la storia di Heraskevych va oltre la singola gara di skeleton. Il casco dedicato ai 24 atleti uccisi diventa emblema del costo umano della guerra per il mondo dello sport ucraino.
Il supporto di Zelensky e del Comitato olimpico ucraino rafforza la lettura politica del caso: non si tratta solo di un diritto individuale dell’atleta, ma di un messaggio coordinato sul piano internazionale. La mancata partecipazione alla gara viene valorizzata come atto di testimonianza, in linea con la strategia comunicativa di Kiev di mantenere alta l’attenzione globale sulle vittime e sulle distruzioni del conflitto.
La replica del CIO e il tema dei 130 conflitti nel mondo
Il CIO ha risposto ricordando che nel mondo sono in corso circa 130 conflitti, sostenendo l’impossibilità di rappresentarli tutti all’interno dei Giochi senza minare la neutralità olimpica. Heraskevych ha reagito con durezza, affermando: “Nessun conflitto è paragonabile al numero di vittime e alla distruzione che hanno sofferto gli ucraini. Questo è rozzo è maleducato da parte del Cio”.
Ha aggiunto: “Il mio casco ricorderà i morti ucraini. La squalifica? Non ho paura”. La rottura tra atleta e istituzione evidenzia una divergenza di fondo: per il CIO la priorità è evitare una gerarchia dei dolori, per l’Ucraina è riconoscere la specificità dell’aggressione russa e del suo impatto sul mondo sportivo nazionale.
Neutralità olimpica, libertà di espressione e precedenti
Il caso Heraskevych riapre il dibattito sulla compatibilità tra neutralità olimpica e libertà di espressione degli atleti, in particolare quando il messaggio riguarda vittime di guerra e non slogan politici diretti. La norma 50 della Carta olimpica vieta propaganda politica, religiosa o razziale, ma lascia margini interpretativi nei casi di commemorazione o denuncia indiretta.
La decisione del CIO di impedire il casco commemorativo e la scelta dell’atleta di autoescludersi dalla gara a Milano Cortina 2026 creano un precedente che potrà influenzare linee guida future e richieste di deroghe per altri contesti di conflitto.
Il significato della resistenza simbolica di Heraskevych
Rinunciando a gareggiare, Vladyslav Heraskevych ha trasformato un gesto individuale in un atto di resistenza simbolica. La sua scelta comunica che la memoria dei colleghi ucraini caduti viene prima dell’opportunità sportiva e mediatica offerta dalle Olimpiadi.
In termini di percezione pubblica, l’atleta consolida la propria immagine di testimone diretto degli effetti della guerra sullo sport, rafforzando la narrativa ucraina presso media e istituzioni internazionali. Il costo personale – l’assenza dalla gara olimpica – viene presentato come prezzo necessario per non accettare una versione “ammorbidita” del lutto imposta dal quadro regolamentare.
Implicazioni per il futuro delle regole olimpiche
La rigidità applicata dal CIO nel caso Heraskevych solleva interrogativi sulla capacità delle regole olimpiche di adattarsi a scenari di guerra ad alta visibilità geopolitica. Episodi analoghi, in cui atleti chiedono di ricordare vittime o denunciare violazioni dei diritti umani, saranno inevitabilmente valutati alla luce di questo precedente.
Se da un lato il movimento olimpico teme una frammentazione del campo gara in messaggi concorrenti, dall’altro cresce la pressione affinché siano riconosciute eccezioni mirate per lutti e tragedie di portata straordinaria. Milano Cortina 2026 rischia così di essere ricordata non solo per i risultati sportivi, ma anche come banco di prova della tenuta etica e comunicativa della neutralità olimpica.
FAQ
Chi è Vladyslav Heraskevych
Vladyslav Heraskevych è un atleta ucraino di skeleton, già presente in competizioni internazionali e noto per posizioni pubbliche a sostegno dell’Ucraina durante l’invasione russa.
Perché Heraskevych non gareggia a Milano Cortina 2026
Non gareggia perché ha rifiutato di togliere il casco commemorativo dedicato ai 24 atleti ucraini uccisi, in contrasto con il divieto del CIO, scegliendo di non accettare compromessi simbolici.
Cosa rappresenta il casco contestato dal CIO
Il casco riporta un tributo esplicito ai 24 sportivi ucraini caduti in guerra, concepito da Heraskevych come atto di memoria delle vittime e non come messaggio politico in senso stretto.
Cosa prevede la norma 50 della Carta olimpica
La norma 50 vieta propaganda politica, religiosa o razziale durante i Giochi, lasciando tuttavia margini di interpretazione nei casi di espressioni personali legate a lutti o rivendicazioni identitarie.
Qual è stata la posizione ufficiale del CIO sul caso
Il CIO ha sostenuto che non può ammettere simboli relativi a singoli conflitti, citando l’esistenza di circa 130 guerre nel mondo, e ha proposto come alternativa una fascia nera a lutto.
Come ha reagito il governo ucraino alla vicenda
Il governo di Kiev e il Comitato olimpico ucraino hanno sostenuto apertamente Heraskevych, interpretando il caso come parte della battaglia comunicativa sull’invasione russa.
Qual è il ruolo di Zelensky nella gestione del caso
Volodymyr Zelensky ha seguito la vicenda per giorni, esprimendo appoggio e definendo il gesto dell’atleta una dimostrazione “su cosa sia la Russia moderna”, in linea con la narrativa ufficiale ucraina.
Qual è la fonte originale delle informazioni sull’episodio
Le informazioni qui analizzate derivano dall’articolo pubblicato da Libero Quotidiano, che ha raccontato il caso di Vladyslav Heraskevych alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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